di Federica Marengo sabato 22 marzo 2025

-Si è aperto sabato 15 febbraio, con l’incontro internazionale dei Direttori e delle Direttrici dei Musei, presso i Musei Vaticani, il Giubileo degli Artisti e del mondo della Cultura, alla cui celebrazione Papa Francesco non ha potuto presiedere per via delle sue condizioni di salute che il 14 febbraio ne hanno determinato il ricovero presso il Policlinico Gemelli.
Pertanto, domenica 16 febbraio, la Messa per gli artisti e i rappresentanti del mondo della cultura è stata celebrata presso la Basilica di San Pietro dal Card. José Tolentino de Mendonça, Prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, che ha anche letto l’omelia scritta dal Pontefice, incentrata sulle Beatitudini, narrate dall’Evangelista Luca.
Papa Francesco, nel commentare il passo del Vangelo odierno, in cui Gesù proclama le Beatitudini alla presenza dei suoi discepoli e della gente accorsa ad ascoltarlo, ha sottolineato come esse “ribaltino la logica del mondo”, invitandoci a “ guardare la realtà con occhi nuovi, con lo sguardo di Dio, che vede oltre le apparenze e riconosce la bellezza, persino nella fragilità e nella sofferenza”.
Poi, il Pontefice ha evidenziato come la seconda parte del discorso delle Beatitudini contenga “parole dure e ammonitrici”, quali: “Guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione. Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete”, da contrapporre alla prima parte in cui Gesù pronuncia parole di speranza : “Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi, che ora piangete, perché riderete”, un contrasto che “richiama all’importanza di discernere dove riponiamo la nostra sicurezza”.
Quindi, rivolgendosi agli artisti e ai rappresentanti del mondo della Cultura, Papa Francesco ha detto: “Voi, siete chiamati a essere testimoni della visione rivoluzionaria delle Beatitudini. La vostra missione è non solo di creare bellezza, ma di rivelare la verità, la bontà e la bellezza nascoste nelle pieghe della storia, di dare voce a chi non ha voce, di trasformare il dolore in speranza”, sottolineando come, in tempi di crisi sociale ed economica e di crisi dell’anima, in cui si smarrisce la rotta , l’artista “aiuti l’umanità a non perdere la direzione, a non smarrire l’orizzonte della speranza”.
Non la speranza “facile, superficiale, disincarnata”, ha chiarito il Pontefice, ma quella “vera”, che “si intreccia con il dramma dell’esistenza umana”, non rifugio comodo, ma fuoco che brucia e illumina, come la Parola di Dio”, poiché l’arte autentica è sempre un incontro con il mistero, con la bellezza che ci supera, con il dolore che ci interroga, con la verità che ci chiama”.
Ancora, citando il poeta Gerard Manley Hopkins, (“Il mondo è carico della grandezza di Dio. / Essa brillerà come il bagliore della lamina scossa”), Papa Francesco si è soffermato sulla missione dell’artista: “scoprire e rivelare quella grandezza nascosta, farla percepire ai nostri occhi e ai nostri cuori”. L’artista , inoltre “compie un discernimento e aiuta gli altri a discernere tra i differenti echi delle vicende di questo mondo”.
Così, gli uomini e le donne del mondo della cultura sono “chiamati a valutare questi echi, a spiegarceli e a illuminare la strada su cui ci conducono: se sono canti di sirene che seducono oppure richiami della nostra umanità più vera”, in quanto gli è propria la sapienza “per distinguere ciò che è come “pula che il vento disperde” da ciò che è solido “come albero piantato lungo corsi d’acqua” ed è capace di dare frutto”.
Il Pontefice ha definito poi gli artisti: “custodi della bellezza che sa chinarsi sulle ferite del mondo, che sa ascoltare il grido dei poveri, dei sofferenti, dei feriti, dei carcerati, dei perseguitati, dei rifugiati” e “custodi delle Beatitudini”, che , in un epoca di muri e divisioni, sono chiamati a “a costruire ponti, a creare spazi di incontro e dialogo, a illuminare le menti e a scaldare i cuori”.
Da qui, Papa Francesco si è soffermato sullo scopo dell’arte e ha replicato alle obiezioni di che ritiene che essa non sia necessaria, affermando che : “ L’arte non è un lusso, ma una necessità dello spirito. Non è fuga, ma responsabilità, invito all’azione, richiamo, grido. Educare alla bellezza significa educare alla speranza. E la speranza non è mai scissa dal dramma dell’esistenza: attraversa la lotta quotidiana, le fatiche del vivere, le sfide di questo nostro tempo”.
Dunque, ha evidenziato il Pontefice, come “Gesù proclama beati i poveri, gli afflitti, i miti, i perseguitati”, capovolgendo la logica e , compiendo “una rivoluzione della prospettiva”, così “L’arte è chiamata a partecipare a questa rivoluzione”, in quanto “ Il mondo ha bisogno di artisti profetici, di intellettuali coraggiosi, di creatori di cultura”.
Infine, il Pontefice ha esortato gli artisti e i rappresentanti del mondo della cultura a :“lasciarsi guidare dal Vangelo delle Beatitudini”, affinché “l’arte annunci un mondo nuovo” e la poesia lo mostri all’umanità; a “non smettere mai di cercare, di interrogare, di rischiare”, “perché la vera arte non è mai comoda, offre la pace dell’inquietudine”; e a ricordare che “la speranza non è un’illusione; la bellezza non è un’utopia”, che il dono che possiedono “ non è un caso”, ma “ è una chiamata”, cui rispondere “con generosità, con passione, con amore”.
A seguire, a conclusione della messa per il Giubileo degli Artisti e del mondo della Cultura, è stato diffuso in forma scritta l’Angelus preparato da Papa Francesco, nel quale , ringraziando il Dicastero per la Cultura e l’Educazione , ha ricordato , ancora una volta, “l’importanza dell’arte come linguaggio universale che diffonde la bellezza e unisce i popoli, contribuendo a portare armonia nel mondo e a far tacere ogni grido di guerra”.
Poi, rivolgendosi agli artisti presenti a Roma per il Giubileo loro dedicato , li ha salutati e ha affermato che avrebbe voluto essere in mezzo a loro per le celebrazioni.
In ultimo, salutando tutti i pellegrini presenti nella Capitale e in piazza San Pietro ,il Santo Padre ha invitato “tutti a continuare a pregare per la pace nella martoriata Ucraina, in Palestina, in Israele e in tutto il Medio Oriente, in Myanmar, nel Kivu e in Sudan” e ha ringraziato i fedeli per l’affetto, la preghiera e la vicinanza e i medici e gli operatori sanitari del Policlinico Gemelli per “la loro premura, il loro lavoro prezioso e tanto faticoso”, chiedendo di sostenerli con la preghiera.
Quindi , il Pontefice ha affidato i fedeli, gli artisti e gli uomini e le donne di cultura a Maria, la “Piena di grazia”, affinché li aiuti “ad essere come Lei cantori e artefici della bellezza che salva il mondo”.
Sempre domenica 16 febbraio, si è svolta in serata ,tra via della Conciliazione e la Basilica di San Pietro, la Notte Bianca , nella quale rappresentanti del mondo della cultura , del cinema e dell’arte hanno preso parte alla processione giubilare con il passaggio attraverso la Porta Santa.
All’interno della Basilica, eccezionalmente aperta, si è inaugurato un percorso di visita per invitare tutti alla contemplazione e alla riflessione spirituale.
Inoltre, è stata inaugurata la mostra: “Conciliazione5”, con progetti d’arte contemporanea commissionati ad artisti ed artiste internazionali sul tema giubilare della speranza, che si alterneranno durante tutto l’anno santo.
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