di Federica Marengo lunedì 2 marzo 2026

-Nel pomeriggio di ieri, domenica 1°marzo, seconda domenica di Quaresima, Papa Leone XIV , si è recato in visita pastorale alla Parrocchia “Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo”, nel quartiere Quarticciolo, a Roma.
Si tratta della terza visita pastorale presso le Parrocchie della Diocesi della Capitale, dopo quelle alla Parrocchia “Santa Maria Regina Pacis a Ostia Lido” e alla Parrocchia “Sacro Cuore di Gesù a Castro Pretorio”.
Il Pontefice, prima di celebrare la Santa Messa, ha incontrato i giovani e i bambini nel cortile dell’oratorio, gli anziani e gli ammalati e il Consiglio Pastorale della Parrocchia, tenendo in ciascuna delle occasioni dei brevi discorsi, in cui ha sottolineato quanto la Parrocchia , con il suo oratorio, il centro Ascolto Caritas e il gruppo parrocchiale “Magis”, costituisca una “luce”, un punto di riferimento per il quartiere, nel quale non mancano disagi e difficoltà, e una testimonianza concreta del Vangelo e della Parola di Cristo, esprimendo anche preoccupazione per la guerra in Medio Oriente e per l’apertura del nuovo fronte di scontro tra gli USA , Israele e i Paesi del Golfo e l’Iran.
A seguire, Papa Leone XIV ha presieduto la Santa Messa e, proclamato il Vangelo, ha pronunciato la Sua omelia, nella quale, riflettendo sulle Letture del Giorno, tratte dal Primo Libro della Genesi (12, 1-4) e dal Vangelo secondo Matteo (17, 1-9), riguardanti, rispettivamente, il viaggio di Abramo, scelto da Dio per guidare il popolo eletto, verso una nuova terra e la Trasfigurazione di Gesù, ha sottolineato come, talvolta, proprio come è accaduto ad Abramo, sia necessario lasciare tutto e mettersi in viaggio, affidandosi alla Parola di Dio, per sentire di “crescere in una ricchezza che nessuno può rubare”.
Ciò, ha proseguito il Pontefice, è accaduto anche ai discepoli, quando hanno dovuto affrontare il viaggio verso la Città Santa di Gerusalemme, al seguito di Gesù, che , lì , avrebbe compiuto la Sua missione e donato la Sua vita sulla croce.
Al riguardo, il Santo Padre ha posto in evidenza: “Sappiamo quanta resistenza fecero Pietro e tutti gli altri a seguirlo. Ma dovevano capire che si può essere benedizione solo superando l’istinto di difendere sé stessi e accogliendo quanto Gesù affida al gesto eucaristico: la volontà di offrire il proprio corpo come pane da mangiare, di vivere e morire per dare vita. Ecco la domenica, cari fratelli e sorelle: è la sosta nel cammino che ci raduna attorno a Gesù. Gesù ci incoraggia, per non fermarci e per non cambiare direzione. Non c’è promessa più grande, non c’è tesoro più prezioso che vivere per dare la vita!”.
Tuttavia, Papa Leone XIV ha ricordato che : “Poco prima del giorno della Trasfigurazione, Gesù aveva confidato ai suoi discepoli quale sarebbe stato il punto di arrivo del viaggio che stavano facendo, e cioè la sua passione, morte e risurrezione” e, che, Gesù, all’opposizione di Pietro, aveva reagito , dicendogli: “Tu mi sei di scandalo perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini”, per poi, sei giorni dopo, chiedere a Pietro, Giacomo e Giovanni di accompagnarlo sulla montagna, dove il Signore infrange l’oscurità interiore dei Suoi discepoli , mostrandosi in cima al monte trasfigurato in una luce abbagliante, inimmaginabile, con accanto Mosè ed Elia, “testimoni del fatto che in Gesù si compiono tutte le Scritture”.
Qui, ha sottolineato il Pontefice: “Ancora una volta, Pietro diventa il portavoce del nostro vecchio mondo e della sua disperata necessità di fermare le cose, di controllarle. Un po’ come quando non vorremmo finisse un sogno in cui ci rifugiamo. Qui però non si tratta di un sogno, ma di un mondo nuovo in cui entrare: la meta del nostro viaggio, una meta piena di luce e che ha i contorni umani e divini di Gesù. Piantando delle tende, Pietro vorrebbe fermare questo viaggio, che invece deve continuare fino a Gerusalemme”.
Pertanto, il Santo Padre ha invitato i fedeli e le fedeli, come ha implorato la voce di Dio, uscita da una nube nel momento della Trasfigurazione di Cristo, Suo figlio, ad ascoltare la voce di Gesù e ad entrare nella Sua luce, “per diventare luce del mondo, a cominciare dal quartiere che abitiamo”, in quanto “ Tutta la vita della parrocchia e dei suoi gruppi esiste per questo: è un servizio alla luce, un servizio alla gioia”.
Inoltre, ha continuato il Santo Padre, come dopo la Trasfigurazione sul monte Tabor il viaggio di Gesù non si è fermato, così non si ferma il viaggio della Chiesa e quello della Parrocchia dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo, alla cui Assemblea di fedeli, affidati alla Vergine Santissima, rivolgendosi, ha detto: “A fronte dei numerosi e complessi problemi di questo territorio, che incombono sui giorni del vostro abitare qui, a voi è affidata la pedagogia dello sguardo di fede, che trasfigura di speranza ogni cosa, mettendo in circolo passione, condivisione, creatività come cura delle tante ferite di questo quartiere. Sono molto contento di aver appreso che questa comunità parrocchiale è una comunità viva e vivace e che, nonostante i gravi problemi del contesto territoriale, testimonia il Vangelo con coraggio. Sotto il motto programmatico “Facciamo Comunità”, questa Parrocchia ha intrapreso un cammino per rafforzare il senso di appartenenza e l’accoglienza, con le braccia aperte, di tutti, davvero di tutti! Sono contento e vi incoraggio: andate avanti in questo cammino di apertura al territorio e di cura delle sue ferite. E spero che altri si uniscano a voi per essere qui al Quarticciolo lievito di bene e di giustizia. Anche l’impegno di voi giovani merita di essere incoraggiato. Nel percorso “Magis”, che voi mi avete presentato qualche minuto fa e che è proposto qui da alcuni anni, si fa riferimento al “di più”, di cui parla Sant’Ignazio di Loyola negli Esercizi Spirituali. È uno stimolo per gli adolescenti a superare la mediocrità scegliendo una vita coraggiosa, autentica e buona, che trova in Gesù Cristo il suo “Magis” per eccellenza. Cari fratelli e sorelle, voi siete segno di speranza. La luce della Trasfigurazione è già presente in questa comunità, perché qui opera il Signore e perché in tanti credete nella sua dolce potenza che tutto trasforma. Quando ci accorgiamo che tante cose attorno a noi non vanno, a volte viene da chiedersi: ma avrà un senso quello che stiamo facendo? Si insinua la tentazione dello scoraggiamento, con la perdita di motivazioni e di slancio. Invece è proprio di fronte al mistero del male che dobbiamo testimoniare la nostra identità di cristiani, di persone che vogliono rendere percepibile il Regno di Dio nei luoghi e nei tempi in cui vivono. È il mio augurio per tutti voi, per questa comunità parrocchiale e per i tanti fratelli e le tante sorelle che ancora non hanno riconosciuto in Gesù la vera luce e la vera gioia. Di fronte a tutto ciò che sfigura l’uomo e la vita, noi continuiamo ad annunciare e testimoniare il Vangelo, che trasfigura e dona vita”.
Al termine della Santa Messa, dopo i ringraziamenti e lo scambio di doni con il parroco, il Pontefice, uscendo dalla Parrocchia, ha invitato i fedeli e le fedeli a continuare con coraggio e con convinzione “a essere luce del mondo, sale della terra”.
In mattinata, dopo la consueta recita dell’Angelus dalla finestra del Palazzo Aposotolico, Papa Leone XIV aveva espresso profonda preoccupazione per quanto sta accadendo in Medio Oriente e in Iran, in queste ore drammatiche”, sottolineando: “La stabilità e la pace non si costruiscono con minacce reciproche, né con le armi, che seminano distruzione, dolore e morte, ma solo attraverso un dialogo ragionevole, autentico e responsabile. Dinanzi alla possibilità di una tragedia di proporzioni enormi, rivolgo alle parti coinvolte l’accorato appello ad assumere la responsabilità morale di fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile! Che la diplomazia ritrovi il suo ruolo e sia promosso il bene dei popoli, che anelano a una convivenza pacifica, fondata sulla giustizia. E continuiamo a pregare per la pace”.
Poi, il Santo Padre ha rivolto un pensiero anche a quanto sta avvenendo tra Pakistan e Afghanistan, riguardo cui ha detto: “Elevo la mia supplica per un ritorno urgente al dialogo. Preghiamo insieme, affinché prevalga la concordia in tutti i conflitti nel mondo. Solo la pace, dono di Dio, può sanare le ferite tra i popoli”.
Infine, prima dei saluti ai romani e ai pellegrini presenti in Piazza San Pietro, Papa Leone XIV ha rivolto un pensiero e la Sua preghiera “per le popolazioni dello Stato brasiliano di Minas Gerais, colpite da violente inondazioni”, “per le vittime, per le famiglie che hanno perso la casa e per quanti sono impegnati nelle operazioni di soccorso”.
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