di Federica Marengo lunedì 16 febbraio 2026

-Nella pomeriggio di ieri, domenica 15 febbraio, Papa Leone XIV si è recato in visita pastorale alla parrocchia “S. Maria Regina Pacis”, a Ostia Lido, la prima delle chiese della Diocesi di Roma, che visiterà per tutto il periodo della Quaresima.
Prima di celebrare la Santa Messa, il Pontefice, ha incontrato presso il campo sportivo della parrocchia i bambini e le bambine del Catechismo, i giovani, gli anziani, gli ammalati, i volontari della Caritas e il Consiglio pastorale, tenendo dei brevi discorsi in cui ha parlato di speranza, pace, accoglienza, del valore dello sport e della vita, dono di Dio, anche nella malattia, e dell’importanza della fede, testimonianza e fondamento di tutte le attività che si svolgono in parrocchia.
A seguire, Papa Leone XIV ha celebrato la Santa Messa, pronunciando dopo la proclamazione del Vangelo, nella Liturgia della Parola, la Sua omelia, nella quale, ha espresso alla comunità di fedeli riunita ivi la gioia per la prima delle Sue visite presso le parrocchie della Sua Diocesi , nel “giorno del Signore”, per poi riflettere sulla prima Lettura tratta dal libro del Siracide (15,16-21) , sul Salmo 118 e sul passo del Vangelo odierno (Mt 5,17-37), in cui Gesù annuncia la Sua “legge nuova”, completando così e , rivelando, il decalogo dei dieci Comandamenti, tramesso da Dio al popolo d’Israele, dopo l’uscita dall’Egitto, nell’Antico Testamento.
Papa Leone XIV, quindi, ha sottolineato che l’ osservanza dei Comandamenti, “ si comprende e si compie non tanto come un adempimento formale di precetti, quanto come un atto d’amore, di corrispondenza riconoscente e fiduciosa al Signore dell’Alleanza” e che “ la legge donata da Dio al suo popolo non è in contrasto con la sua libertà, ma al contrario è la condizione per farla fiorire”.
Pertanto, i Comandamenti del Signore non sono “una legge oppressiva”, “ma la Sua pedagogia per l’umanità, che va cercando pienezza di vita e di libertà” e , nel Nuovo Testamento, vengono ripresi e completati da Gesù nella predicazione sulle rive del lago di Galilea con l’annuncio delle Beatitudini, con cui mostra il senso autentico e pieno della legge di Dio, dicendo: “Avete inteso che fu detto agli antichi: Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna”.
Quindi, ha proseguito il Pontefice, Gesù “Indica, così, come via di pienezza dell’uomo, una fedeltà a Dio fondata sul rispetto e sulla cura dell’altro nella sua sacralità inviolabile, da coltivare, prima ancora che nei gesti e nelle parole, nel cuore. È lì, infatti, che nascono i sentimenti più nobili, ma anche le profanazioni più dolorose: le chiusure, le invidie, le gelosie, per cui chi pensa male del proprio fratello, nutrendo sentimenti cattivi nei suoi confronti, è come se nel proprio intimo lo stesse già uccidendo. Non a caso San Giovanni afferma: “Chiunque odia il proprio fratello è omicida”. Quanto sono vere queste parole!. E quando anche a noi succedesse di giudicare gli altri e di disprezzarli, ricordiamoci che il male che vediamo nel mondo ha le sue radici proprio lì, dove il cuore diventa freddo, duro e povero di misericordia”.
Il Santo Padre, poi, ha fatto riferimento alla situazione ad Ostia, “Dove pure, purtroppo, la violenza esiste e ferisce, prendendo piede talvolta tra i giovani e gli adolescenti, magari alimentata dall’uso di sostanze; oppure ad opera di organizzazioni malavitose, che sfruttano le persone coinvolgendole nei loro crimini e che perseguono interessi iniqui con metodi illegali e immorali”, invitando la comunità parrocchiale, insieme “con altre realtà virtuose che operano sul territorio”, a continuare a “spendersi con generosità e coraggio per spargere nelle strade e nelle case il buon seme del Vangelo” e a non rassegnarsi “alla cultura del sopruso e dell’ingiustizia”, ma , al contrario diffondere “ rispetto e armonia, cominciando col disarmare i linguaggi e poi investendo energie e risorse nell’educazione, specialmente dei ragazzi e della gioventù”, cosicché , in parrocchia, “ possano imparare l’onestà, l’accoglienza, l’amore che supera i confini; affinché possano imparare “ad aiutare non solo quelli che ricambiano e salutare non solo quelli che salutano, ma ad andare verso tutti in modo gratuito e libero” e affinché possano “imparare la coerenza tra la fede e la vita, come ci insegna Gesù, quando dice: “Se presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono””.
Ancora, Papa Leone XIV ,ricordando come Papa Benedetto XV, centodieci anni fa, nel pieno della Prima Guerra Mondiale, volle erigere la parrocchia, intitolandola a Santa Maria Regina Pacis, pensando fosse “un raggio di luce nel cielo plumbeo della guerra”, ha evidenziato come, a distanza di tempo, la guerra oscuri ancora il mondo, “con il diffondersi di logiche contrarie al Vangelo, che esaltano la supremazia del più forte, incoraggiano la prepotenza e alimentano la seduzione della vittoria ad ogni costo, sorde al grido di chi soffre e di chi è indifeso”.
Per questo, il Pontefice ha esortato a opporre a tale deriva “la forza disarmante della mitezza, continuando a chiedere pace, e ad accoglierne e coltivarne il dono, con tenacia e umiltà”, perché, come insegnava nei Suoi Sermoni Sant’Agostino , la cui vicenda è legata al territorio di Ostia, “Non è difficile possedere la pace. Se la vogliamo avere, essa è lì, a nostra portata di mano e possiamo possederla senza alcuna fatica”, in quanto “la nostra pace è Cristo, che si conquista lasciandosi conquistare e trasformare da Lui, aprendogli il cuore, e aprendolo, con la sua grazia, a quanti Lui stesso pone sul nostro cammino”.
Infine, a conclusione della Sua omelia, il Santo Padre ha affidato alla protezione di Maria, Regina della Pace, la comunità dei fedeli e delle fedeli di Ostia.
Le visite pastorali di Papa Leone XIV, nel territorio della Diocesi di Roma, proseguiranno domenica prossima, 22 febbraio, prima domenica di Quaresima, presso la Parrocchia “Sacro Cuore di Gesù a Castro Pretorio”.
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