di Federica Marengo lunedì 2 settembre 2024

-Proseguono gli attacchi incrociati tra Russia e Ucraina. Nella notte, infatti, le forze armate russe hanno attaccato Kiev con droni e missili, che hanno provocato feriti e incendi . Tuttavia, la Difesa ucraina ha fatto sapere di aver abbattuto almeno 20 missili lanciati sulla capitale. Il raid, è stato effettuato da Mosca dopo un precedente attacco di Kiev con 158 droni nelle regioni russe al confine con il Paese.
Sotto attacco russo, anche Sumy, dove sono stati colpiti un orfanotrofio e una scuola e dove sono rimaste uccise 13 persone, tra cui 4 bambini. Bombardato, poi, dalle forze di Mosca, un centro commerciale a Kharkiv, dove sono 47 le persone rimaste ferite.
La Difesa russa, nel contempo, ha reso noto di aver abbattuto tutti droni ucraini lanciati contro Belgorod e di continuare l’avanzata nel Donbass e nel Donetsk, dove le forze di Mosca hanno conquistato un altro villaggio, quello di Skuchnoye, e dove un attacco russo ha causato 5 morti.
Intanto, il Presidente ucraino Zelensky, in un post su Facebook, in occasione dell’inizio dell’anno scolastico, ha scritto: “Oggi l’ Ucraina inizia un nuovo anno scolastico, nonostante la guerra e tutte le sfide. Oggi è uno dei giorni più importanti dell’anno per milioni di bambini, famiglie e insegnanti ucraini. “Durante la notte, la Russia ha lanciato un totale di 35 missili, compresi quelli balistici, e 23 droni contro l’ Ucraina. Sono grato a tutti coloro che hanno reso possibile questo anno scolastico per l’ Ucraina , a tutti gli insegnanti che lavorano nel nostro stato e a tutti coloro che difendono le nostre città e i nostri villaggi. L’ Ucraina sta facendo tutto il possibile per offrire ai bambini le massime opportunità. Tutte le nostre scuole e gli istituti di istruzione superiore che operano oggi sono una testimonianza della resilienza del nostro popolo e della forza dell’ Ucraina”.
Sempre Zelensky, da Zaporizhzhia, dove ha ricevuto il nuovo Premier olandese Dick Schoof, ha dichiarato: “La situazione intorno alla città di Pokrovsk, nell’oblast di Donetsk ,nell’Ucraina orientale, principale obiettivo delle truppe russe, resta difficile ,ma da due giorni non c’è stata alcuna avanzata da parte della Russia nella zona. Per quanto riguarda la regione di Kursk, circa 600 prigionieri sono stati presi, rendendo possibile negoziare nuovi scambi”.
Sul fronte russo, invece, il Presidente Putin è arrivato a Ulan Bator, in Mongolia, dove domani incontrerà le autorità del Paese. Si tratta della prima visita di Putin da che nei suoi confronti è stato emesso un mandato d’arresto dalla Corte penale internazionale con l’accusa di “deportazione di bambini ucraini”, in un Paese che ha aderito al Trattato di Roma e ha istituito la stessa Corte Penale internazionale. Pertanto, le autorità di Ulan Bator sarebbero tenute ad arrestarlo. In merito alla visita ufficiale di Putin, la Ue ha esortato la Mongolia al rispetto delle decisioni della Corte Penale Internazionale: “C’è un mandato d’arresto. Ulan Bator è firmataria dello statuto di Roma con gli obblighi legali che ciò comporta”.
Alla vigilia della sua partenza, Putin ha rilasciato un’intervista al quotidiano Onoodor, nella quale ha dichiarato che: “Le élite occidentali continuano a fornire un sostegno politico, finanziario e militare su larga scala all’attuale regime ucraino, considerandolo un’arma contro la Russia. Ne siamo ben consapevoli e continueremo a lottare per raggiungere tutti i compiti dell’operazione militare speciale al fine di garantire la sicurezza della Russia e dei suoi cittadini. La ragione principale della tragica situazione odierna in Ucraina è la deliberata politica anti-russa perseguita dall’Occidente collettivo guidato dagli Stati Uniti. Per decenni hanno cercato il controllo totale sull’Ucraina: hanno finanziato organizzazioni nazionaliste e anti-russe, hanno lavorato con insistenza per convincere Kiev che Mosca è il suo eterno nemico e la principale minaccia alla sua esistenza. L’Ucraina si è virtualmente trasformata in una merce di scambio che l’Occidente ha utilizzato per raggiungere le sue ambizioni geopolitiche. Il tentativo ucraino di fermare l’offensiva russa nel Donbass invadendo la regione russa di Kursk è fallito. Mosca si occuperà dei banditi ucraini che hanno cercato di destabilizzare la regione di confine”.
Il ministro degli Esteri russo, Lavrov, invece, come riportato dall’agenzia Interfax, nel corso del suo intervento presso un’università russa, ha accusato l’ Ucraina di “avere rifiutato un accordo mediato dalla Turchia che prevedeva garanzie di sicurezza nel conflitto per le centrali nucleari”. “La clausola, secondo Lavrov “era contenuta in una bozza d’accordo elaborata la primavera scorsa che puntava a rinnovare l’intesa per la sicurezza delle esportazioni di grano dai porti ucraini del Mar Nero”.
Lavrov ha affermato che “gli stessi ucraini avevano chiesto di inserire nel documento la clausola relativa alla sicurezza delle centrali atomiche”, sottolineando : “Ci siamo detti d’accordo, ma subito gli ucraini hanno detto di no, a quanto apre avevano già dei piani per bombardare le centrali nucleari”.
Tali dichiarazioni arrivano a una settimana di distanza dall’accusa , mossa dal Presidente russo Putin a Kiev di aver cercato di bombardare la centrale di Kursk.
Infine, le autorità russe hanno accusato il governo francese di “aver consentito il reclutamento di mercenari da parte dell’ambasciata ucraina a Parigi, con appelli pubblici di Kiev sui suoi canali di comunicazione ufficiali ,nonostante ciò contravvenga alla legislazione locale”.
Ciò, mentre Bloomberg , citando proprie fonti, ha fatto sapere che “Funzionari europei si aspettano che l’Iran consegni a breve missili balistici alla Russia. Sarebbe un passo che potrebbe provocare una rapida risposta da parte degli alleati dell’Ucraina. L’Iran ha fornito alla Russia centinaia di droni durante la guerra contro l’Ucraina, ma il potenziale trasferimento di missili balistici segnerebbe uno sviluppo preoccupante nel conflitto”.
Per quanto riguarda la Ue, l’ Alto rappresentante per la Politica estera, Josep Borrell, ha scritto su X: “Nei giorni scorsi la Russia ha bombardato senza sosta obiettivi civili in Ucraina: un centro sportivo e un centro commerciale a Kharkiv, un orfanotrofio a Sumy, una centrale elettrica a Kiev. Le piattaforme militari di tali attacchi non dovrebbero rimanere off-limits. L’Ucraina ha il diritto all’autodifesa in linea con la Carta delle Nazioni Unite”.
A tal proposito, il ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, in un’intervista al Financial Times online, ha affermato che: “ La Polonia e gli altri Paesi confinanti con l’Ucraina hanno il “dovere” di abbattere i missili russi prima che entrino nel loro spazio aereo, nonostante l’opposizione della Nato. L’adesione alla Nato non esclude la responsabilità di ciascun Paese di proteggere il proprio spazio aereo: è un nostro dovere costituzionale. Personalmente sono dell’idea che, quando missili ostili sono in procinto di entrare nel nostro spazio aereo, sarebbe legittima l’autodifesa (colpirli) , perché una volta che attraversano il nostro spazio aereo, il rischio che i detriti feriscano qualcuno è significativo”. Ciò, alla luce dell’accordo bilaterale di sicurezza stipulato all’inizio dell’estate tra Varsavia e Kiev che prevede l’impegno per le Parti a a esaminare “la fattibilità di un’eventuale intercettazione nello spazio aereo ucraino di missili e Uav lanciati in direzione del territorio polacco”.
Al riguardo, un portavoce della NATO ha replicato alle dichiarazioni del ministro degli Esteri polacco Sikorski, affermando che : “L’Alleanza ha la responsabilità di prevenire un’ulteriore escalation della guerra in Russia e non è e non sarà parte del conflitto in Ucraina”. Il portavoce dell’Alleanza Atlantica ha poi sottolineato che, “pur riconoscendo il diritto di ciascun membro dell’Alleanza a proteggere il proprio spazio aereo, le azioni dei singoli Stati a sostegno dell’Ucraina potrebbero anche influenzare la NATO nel suo insieme”.
Nel frattempo, la Presidente della Commissione Ue, von der Leyen, in visita in Slovenia, in merito ai conflitti nei Balcani, nel suo intervento, ha affermato che: “Ogni volta che si registrano progressi verso la riconciliazione e l’integrazione regionale nei Balcani occidentali, il Cremlino cerca di fomentare vecchi conflitti: la Russia è costantemente al lavoro per seminare divisioni, sia all’interno dei Balcani occidentali, sia tra i Balcani occidentali e il resto dell’Europa. Ma la stragrande maggioranza della popolazione dei Balcani occidentali vuole l’integrazione, non la frammentazione. Nella prossima Commissione l’allargamento deve essere un lavoro a tempo pieno che consenta un’attenzione totale: per questo motivo nominerò un commissario dedicato all’Allargamento. Scriviamo insieme la storia. La guerra in Ucraina è per l’Europa un punto di svolta come il 1989. Viviamo in un mondo diverso e siamo costretti a ripensare le nostre politiche e i nostri obiettivi: l’integrazione dei Balcani occidentali nell’Unione europea è di importanza critica”.
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