di Federica Marengo giovedì 19 marzo 2026

-Proseguono gli attacchi incrociati tra le forze di Mosca e quelle di Kiev. Nelle ultime 24 ore , infatti, l’esercito russo ha attaccato un’infrastruttura energetica nei pressi di Novovolynsk, nella regione di Volinia, causando un’interruzione di energia elettrica che ha coinvolto 30.000 utenze.
Le forze russe hanno colpito anche diversi condomini nella città portuale ucraina di Odessa, sul Mar Nero, provocando incendi e ferendo almeno 3 persone.
Quest’oggi, Mosca ha bombardato la regione di Sumy, causando la morte di 3 persone e ha rivendicato la conquista di Fedorivka Druha e Pavlivka, insediamenti della regione ucraina di Donetsk.
Le forze ucraine, invece, hanno attaccato con droni ,Sebastopoli, importante porto in Crimea, uccidendo una persona e ferendone 2.
Ciò, mentre, la commissaria per i Diritti Umani della Federazione Russa, Tatyana Moskalkova, ha riferito che Mosca e Kiev continuano a negoziare nuovi scambi di prigionieri.
Intanto, il Presidente ucraino Zelensky, dopo gli incontri nei giorni scorsi con il Premier britannico Starmer, con cui ha siglato un patto per la Difesa, e con il Premier spagnolo Sanchez, con cui ha parlato dei dossier difesa ed energia, è intervenuto in videoconferenza nella prima giornata di lavori del Consiglio Ue.
Nel suo discorso, il leader di Kiev, che ha espresso preoccupazione per la guerra in Iran, che potrebbe causare una riduzione degli aiuti militari all’Ucraina, ha sottolineato: “Stiamo facendo tutto il possibile per rendere efficace la diplomazia e la guerra. E voi tutti lo avete visto. Collaborando con il team del Presidente degli Stati Uniti, coinvolgo l’Europa il più possibile e vi tengo informati. Il coinvolgimento dell’Europa è la pietra angolare del nostro approccio. E la pace in Ucraina è la pace in Europa. È il nostro obiettivo comune. E negli ultimi giorni abbiamo ricevuto segnali dalla parte americana che i colloqui potrebbero riprendere presto. Ma con quale atteggiamento si presenterà questa volta la parte russa ai colloqui?. Dipende da tutti noi insieme assicurarci che i russi non si presentino a questi colloqui con la sensazione che la loro posizione si sia notevolmente rafforzata. E non è solo a causa della situazione intorno all’Iran, che sta spingendo al rialzo i prezzi globali del petrolio. In primo luogo, i russi vedono l’uso attivo di missili di difesa aerea in Medio Oriente e nella regione del Golfo, e potrebbero pensare che l’Ucraina dovrà affrontare una carenza di tali missili. In secondo luogo, il ventesimo pacchetto di sanzioni dell’Ue contro la Russia è in fase di stallo. Avrebbe potuto continuare a esercitare pressione sulla Russia affinché si muovesse verso una pace reale. In terzo luogo, gli Stati Uniti hanno allentato alcune sanzioni contro la Russia, e questo porta denaro significativo nel bilancio di guerra di Putin. Inoltre, ormai da tre mesi, la più importante garanzia di sicurezza finanziaria per l’Ucraina da parte dell’Europa non funziona. Il pacchetto di sostegno da 90 miliardi di euro per quest’anno e il prossimo. Questo è fondamentale, fondamentale per noi. È una risorsa per proteggere vite umane. E quinto punto, ancora oggi non sappiamo con certezza se questo sostegno verrà sbloccato.
Apprezziamo il vostro sostegno nel proteggerci dagli attacchi russi, specialmente per quanto riguarda la difesa aerea e la produzione di droni, e dovremmo continuare a sfruttare ogni opportunità per trovare missili per i sistemi Patriot. Ecco perché il programma PURL è utile. Ringrazio tutti coloro che vi contribuiscono. E sappiamo che non a tutti piace l’idea di utilizzare parte dei 90 miliardi di dollari per acquistare missili Patriot tramite il PURL se non ci sono altre opzioni. Ma se davvero non ci sono altre opzioni, questo è necessario per difenderci dagli attacchi balistici russi. Si tratta di salvare vite umane. La Russia deve vedere chiaramente e sentire davvero che l’Ucraina sarà in Europa e che questo non può essere fermato. Ecco perché stiamo attuando riforme interne e lavorando all’esterno per garantire una data chiara per l’adesione all’UE. Se ci sarà una data chiara, ciò significherà che la Russia non potrà bloccare la nostra adesione in alcun modo. Vedete come diverse cose vengono bloccate e quanto sia difficile per l’Europa unita attuare anche decisioni che sono già state prese. Questo non deve accadere con l’apertura dei cluster per l’Ucraina o con la nostra adesione. È una questione di fiducia, sicurezza e, naturalmente, di futuro”.
Quanto al via libera al 20° pacchetto di sanzioni a Mosca e all’approvazione delle modifiche al bilancio necessarie all’erogazione del prestito da 90 miliardi di euro , che deve essere necessariamente all’unanimità, (prestito , già approvato nel dicembre scorso da tutti i 27 Stati membri, senza la partecipazione di Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca), non si è ancora arrivati, nel corso del Consiglio Ue, all’ok da parte dell’Ungheria e della Slovacchia, che continuano a opporre il loro veto, come confermato dalle Conclusioni del Consiglio sull’Ucraina, adottate a 25 Stati.
Alla base del no da parte dei due Premier di Budapest e Bratislava, vi è l’interruzione dei flussi di petrolio attraverso l‘oleodotto Druzhba, danneggiato in un attacco russo nel gennaio scorso, che attraversa l’Ucraina e conduce il petrolio russo in Ungheria e Slovacchia, gli unici Paesi dell’Ue che importano ancora petrolio russo, i cui leader hanno accusato l’Ucraina di ritardare deliberatamente la ripresa dei flussi di petrolio per motivi politici.
Ciò, nonostante Kiev si sia impegnata a riparare l’oleodotto entro sei settimane, con la compagnia di Stato ucraina che ha illustrato ai partner europei un piano per il ripristino dell’oleodotto Druzhba e l’Ue abbia inviato esperti in Ucraina per valutare le condizioni dell’impianto.
Tuttavia, tornando alle Conclusioni del Consiglio Ue sull’Ucraina, malgrado il veto di Ungheria e Slovacchia fino al ripristino dell’oleodotto Druzhba, nelle Conclusioni del Consiglio Ue, riguardo al prestito, si legge che i leader “attendono con interesse la prima erogazione a favore dell’Ucraina entro l’inizio di aprile”.
Sulle nuove sanzioni a Mosca ,l’Ue assicura di essere “determinata ad aumentare ulteriormente la pressione sulla Russia e a continuare a indebolirne l’economia di guerra”.
Inoltre, l’Ue “riafferma il perdurante e fermo sostegno all’indipendenza e all’integrità territoriale dell’Ucraina entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale” e assicura “sostegno politico, finanziario, economico, umanitario, militare e diplomatico”, elogiando “la forza d’animo, la determinazione e la resilienza del popolo ucraino e della sua leadership” e, definendo fondamentale “garantire che l’Ucraina disponga delle risorse di bilancio e militari per continuare a esercitare il suo diritto naturale di autotutela e a contrastare e scoraggiare l’aggressione russa”.
I leader Ue, poi, condannano “gli attacchi russi alle infrastrutture civili e energetiche” ed invocano “sforzi” per produrre e fornire “sistemi di difesa aerea, munizioni, droni e missili”, appellandosi alla Russia e alla Bielorussia ,affinché “garantiscano immediatamente il rimpatrio sicuro e incondizionato in Ucraina di tutti i bambini e gli altri civili ucraini deportati e trasferiti illegalmente” e promettendo “il pieno accertamento delle responsabilità per i crimini di guerra”.
In merito all’adesione dell’Ucraina all’Ue, il Consiglio europeo invita “ad aprire senza ritardo” tutti i “gruppi di capitoli di negoziato”, mentre sul processo negoziale voluto dagli Stati Uniti, c’è un richiamo alla Carta Onu e al diritto internazionale e alle “credibili garanzie di sicurezza”, riferendosi esplicitamente alla “coalizione dei volenterosi”.
Infine, i leader Ue esortano Mosca al cessate il fuoco, sottolineando che “i confini non devono essere modificati con la forza e l’aggressore non può essere premiato”.
A quanto si apprende da fonti informate, il Presidente del Consiglio Ue, Costa, avrebbe giudicato il comportamento del Premier Orban e del Premier Fico come “inaccettabile” , sostenuto in questo dalla “maggior parte” dei leader , e “contrario” al principio della leale cooperazione previsto dai trattati.
Il Premier Orban ha così commentato l’esito dei lavori del Consiglio Ue sul dossier Ucraina, in un post social: “Rapporto sulla situazione a Bruxelles. È stata una discussione dura, ma abbiamo mantenuto la nostra posizione. Abbiamo il diritto di dire no al prestito per la guerra ucraina. Finché Zelensky non revoca il blocco del petrolio, non riceveranno alcun denaro da Bruxelles. Nessun petrolio, nessun denaro”, seguito dal Premier slovacco Fico, che in un videomessaggio, ha dichiarato: “I Primi Ministri e i Capi di Stato degli Stati membri dell’Ue si sono occupati esclusivamente del prestito bloccato di 90 miliardi di euro per l’Ucraina e dell’interruzione delle forniture di petrolio a Slovacchia e Ungheria attraverso l’oleodotto Druzhba. In nessuno dei due casi si sono registrati progressi. Il prestito per l’Ucraina rimane bloccato e non è stata fissata alcuna data per la ripresa delle forniture di petrolio russo attraverso questo oleodotto. Mi sono rifiutato, a nome della Slovacchia, di approvare pienamente le conclusioni del vertice odierno a sostegno dell’Ucraina.
Ho sollevato la questione se noi, nell’Ue, siamo così deboli, o se si tratti di un tentativo intenzionale di tagliare definitivamente i rifornimenti di petrolio russo a Slovacchia e Ungheria. Ho anche espresso l’opinione che, ritardando continuamente la ripresa delle forniture di petrolio russo, il Presidente Zelensky stia interferendo illegittimamente nella campagna elettorale in Ungheria con l’obiettivo di rovesciare l’attuale governo ungherese. Come già nella mia telefonata con il Presidente del Consiglio europeo, António Costa, prima del vertice, ho anche confermato oggi la disponibilità della Slovacchia ad adottare ulteriori misure contro l’Ucraina qualora la sua leadership politica continui a causare deliberatamente danni economici alla Slovacchia. Come è noto, abbiamo già adottato una misura di ritorsione interrompendo le forniture di energia elettrica di emergenza a quel Paese”.
A Mosca, invece, il portavoce del Cremlino, Peskov ,ha fatto sapere che i negoziati trilaterali tra Russia, Ucraina e USA sono in pausa per via dell’impegno americano nella guerra contro l’Iran e che, presto, riprenderanno.
A tal proposito, nel suo consueto discorso serale, via social, il Presidente Zelensky ha reso noto che i negoziatori di Kiev incontreranno sabato i mediatori USA negli Stati Uniti.
Nel frattempo, quest’oggi, si sono tenuti a Minsk , in Bielorussia, dei colloqui tra il Presidente bielorusso Lukashenko e un emissario del Presidente USA, Trump, John Coale, a capo della delegazione americana.
In seguito, il Presidente Lukashenko ha disposto il rilascio di 250 prigionieri politici nell’ambito di un accordo con Washington per la revoca di alcune sanzioni USA, che Coale ha definito : “una significativa pietra miliare umanitaria” e “una testimonianza dell’impegno di Trump verso una diplomazia diretta e risoluta”.
Lo stesso Coale, poi, ha annunciato che gli Stati Uniti stanno revocando le sanzioni contro diverse società e banche bielorusse.
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