di Federica Marengo mercoledì 25 febbraio 2026

-Ieri, in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina, la Presidente della Commissione Ue, von der Leyen e il Presidente del Consiglio Ue, Costa, si sono recati a Kiev, di ritorno da una missione in Polonia. Entrambi, poi, hanno raggiunto piazza Maidan per omaggiare, insieme al Presidente Zelensky , il popolo ucraino.
A seguire , il leader di Kiev e i vertici Ue hanno parlato della crisi energetica e la Presidente von der Leyen ha annunciato l’erogazione di 100 milioni di euro in aiuti immediati e l’attuazione di un piano per stabilizzare la rete elettrica dei 21 oblast ucraini.
Per quanto riguarda il prestito da 90 miliardi di euro e il varo del 20° pacchetto di sanzioni a Mosca, invece, l’Ungheria ha ribadito il proprio veto a entrambe le misure, per via di quanto accaduto all’oleodotto Druzhba, distrutto in un attacco nel gennaio scorso (per Budapest, sarebbe stata Kiev a distruggere l’infrastruttura, e non le forze di Mosca, per danneggiare, con l’aumento del prezzo dei carburanti, in vista del voto di aprile, la campagna elettorale del Premier Orban).
Il veto agli aiuti a Kiev da parte dell’Ungheria ha suscitato la dura reazione dei ministri degli Esteri belga e tedesco.
La Commissione Ue ha assicurato che , attualmente, non vi è alcun rischio di carenza di petrolio in Ungheria o in Slovacchia, nonostante l’interruzione delle forniture di greggio russo attraverso l’oleodotto Druzhba, poiché esistono altre soluzioni che consentono di mantenere l’approvvigionamento di questi due Paesi.
Inoltre, la portavoce della Presidente della Commissione Ue, von der Leyen, Paula Pinho, durante il consueto punto stampa a Bruxelles, rispondendo a una domanda sui contatti per convincere il Premier ungherese Orban a ritirare il veto sul prestito da 90 miliardi di euro destinato all’Ucraina, ha detto: “Ci sono colloqui in corso a vari livelli. Non posso confermare un contatto specifico tra la presidente von der Leyen e il premier Orban, ma il dialogo è certamente attivo. Von der Leyen ha ribadito ieri a Kiev che erogheremo il prestito in un modo o nell’altro e che ci sono diverse opzioni e che le utilizzeremo ora. Bruxelles le sta esaminando ulteriormente. La Presidente Ursula von der Leyen ha sollevato la questione dell’oleodotto Druzbha, con il Presidente Zelensky e ha chiesto di accelerare le riparazioni. L’Ucraina è pronta a farlo. Comprendiamo il punto di vista del Presidente Zelensky, che afferma che il popolo ucraino ripara costantemente quello che la Russia distrugge sistematicamente, e che alcuni cittadini stanno persino perdendo la vita mentre riparano infrastrutture energetiche critiche. Ma abbiamo chiesto che queste riparazioni vengano effettuate”.
La Presidente von der Leyen e il Presidente Costa, hanno dichiarato che: “Non rispettare i patti è inaccettabile” e che l’Ungheria sta violando il principio di leale cooperazione, seguiti dal Presidente Zelensky, che ha replicato alle critiche ungheresi sul blocco dei flussi petroliferi, invitando “Orbán a parlare con i russi, in quanto , sarebbero stati loro a distruggere l’oleodotto Druzhba”.
Al termine dell’incontro a Kiev, si è tenuta la “Riunione dei Volenterosi”, convocata dal Presidente francese Macron e dal Premier Starmer, con la partecipazione di alcuni leader , come : Alexander Stubb (Finlandia), Mette Frederiksen (Danimarca) e Andrej Plenković (Croazia) e, per l’Italia, la Premier Meloni.
Nell’ambito della riunione, cui ha partecipato anche il Presidente Zelensky, è stato ribadito che l’Europa dovrà essere protagonista , al raggiungimento di un cessate il fuoco, nel garantire la sicurezza dell’Ucraina.
La Presidente del Consiglio Meloni, rilanciando l’esigenza di nominare un inviato speciale UE per i negoziati, ha confermato il sostegno dell’Italia a Kiev, come riportato in una nota da Palazzo Chigi: “Nel quarto anniversario dell’ingiustificata e brutale aggressione russa all’Ucraina, il Governo italiano rinnova la propria solidarietà e vicinanza alle Istituzioni e alla popolazione ucraina. In questi quattro anni di lotta del popolo ucraino per la difesa della propria libertà e indipendenza, l’Italia ha sempre assicurato il proprio costante e convinto sostegno insieme ai propri alleati europei e occidentali. L’Italia concorre con determinazione agli sforzi internazionali per promuovere una pace giusta e duratura. In questa prospettiva, il Governo sostiene e accompagna il processo negoziale promosso dagli Stati Uniti e partecipa alle attività della Coalizione dei volenterosi per la definizione di solide garanzie di sicurezza per l’Ucraina. La risoluzione del conflitto rappresenta un interesse strategico europeo prioritario, essenziale per garantire la sicurezza del Continente e quindi dell’Italia. L’Italia sta rivolgendo, inoltre, una particolare attenzione alle urgenti esigenze umanitarie della popolazione ucraina. È attualmente in corso un programma di fornitura di generatori e caldaie a sostegno del sistema energetico ucraino, fondamentale per la resilienza civile. Parallelamente, è stata avviata un’iniziativa per la fornitura di apparecchiature sanitarie destinate ai reparti materno-infantili degli ospedali situati nelle aree più colpite dagli attacchi. Questo impegno umanitario costituisce il presupposto per la futura opera di ricostruzione della Nazione, alla quale l’Italia partecipa con un ruolo di primo piano, come testimoniato dall’organizzazione della Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina nel luglio 2025. Su queste basi, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è oggi intervenuta in video-collegamento alla riunione dei leader della coalizione dei volenterosi. L’obiettivo rimane quello di creare le condizioni affinché la popolazione ucraina possa vivere in pace nel pieno rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale. Il Governo continuerà a fornire il proprio contributo agli sforzi della comunità internazionale dedicati a questo traguardo”.
In merito, stamane, il Senato ha confermato la fiducia posta dal governo sul decreto Ucraina, che già aveva ottenuto il sì della Camera, approvandolo con 106 voti a favore, 57 contrari ( tutti i partiti di Opposizione, dettisi “costretti dalla fiducia”, accusando la maggioranza di aver blindato il testo “per coprire differenze e difficoltà”) e 2 astenuti.
Il provvedimento prevede: la proroga fino al 31 dicembre 2026 dell’autorizzazione a cedere alle autorità ucraine mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari, “con priorità per quelli logistici, sanitari a uso civile” e di protezione dagli attacchi aerei e missilistici e il rinnovo fino al 4 marzo 2027 dei permessi di soggiorno concessi per protezione speciale ai cittadini ucraini e per la sicurezza dei giornalisti freelance.
Ulteriore dichiarazione a sostegno di Kiev , è stata rilasciata anche dai leader dei Paesi del G7, tra cui l’Italia, come riportato in una nota, sempre da Palazzo Chigi: “Nel quarto anniversario dell’ulteriore invasione russa dell’Ucraina nel 2022, noi, leader del G7, riaffermiamo il nostro incrollabile sostegno all’Ucraina nella difesa della sua integrità territoriale e del suo diritto all’esistenza, nonché della sua libertà, sovranità e indipendenza. Esprimiamo il nostro continuo sostegno agli sforzi del Presidente Trump per raggiungere questi obiettivi avviando un processo di pace e portando le parti a colloqui diretti. L’Europa ha un ruolo di primo piano da svolgere in questo processo, insieme ad altri partner. Sosteniamo inoltre gli impegni assunti nell’ambito della Coalizione dei Volentieri per fornire solide e affidabili garanzie di sicurezza all’Ucraina. Riconosciamo che solo Ucraina e Russia, lavorando insieme in negoziati in buona fede, possono raggiungere un accordo di pace. Accogliamo con favore gli sforzi compiuti dai membri del G7 e da altri partner per fornire un sostanziale sostegno finanziario e in natura all’Ucraina per aiutare il Paese a superare questo inverno. Nelle ultime settimane sono state mobilitate notevoli capacità di produzione di energia aggiuntiva, insieme ad altre attrezzature essenziali, tra cui la spedizione di oltre 2500 generatori e altre attrezzature essenziali come trasformatori, turbine, unità di cogenerazione, caldaie e attrezzature di riparazione dai paesi del G7 a Kiev da gennaio, e sono stati stanziati oltre mezzo miliardo di euro di nuovi impegni al Fondo di sostegno energetico dell’Ucraina per l’acquisto di attrezzature per riparare e proteggere il sistema energetico ucraino. Un sistema energetico resiliente e robusto sarà necessario in vista del prossimo inverno e per la ripresa del Paese. Ci impegniamo a collaborare strettamente per garantire la sicurezza nucleare, anche con la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo e l’Ucraina, per promuovere la raccolta fondi per la riabilitazione il prima possibile dell’arco di contenimento di Chernobyl e per prevenire qualsiasi incidente radiologico che avrebbe gravi conseguenze umanitarie e ambientali per l’intero continente. Sosteniamo inoltre iniziative volte a garantire il ritorno immediato, sicuro e incondizionato dei bambini ucraini alle loro famiglie e comunità, e apprezziamo il lavoro della Coalizione internazionale per il ritorno dei bambini ucraini. Continueremo a fornire aiuti umanitari e supporto alla popolazione ucraina”.
Tuttavia, in merito alla questione dell’adesione dell’Ucraina all’Ue, non vi sono ancora tempi certi, per via della mancanza di unanimità tra i 27 Paesi membri, mentre il Presidente Zelensky è in pressing per un ingresso nel 2027 e chiede che la data sia inserita nelle condizioni di pace.
Intanto, a New York, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una nuova risoluzione a sostegno di Kiev, che ha ottenuto 107 voti favorevoli, registrando il voto contrario di 12 Paesi e l’astensione di 51, tra cui gli USA.
A tal proposito, la vice ambasciatrice USA all’ONU, Tammy Bruce, ha dichiarato che, pur accogliendo con favore l’appello alla tregua, la risoluzione contiene formulazioni che “rischiano di distrarre dai negoziati in corso, piuttosto che favorire i canali diplomatici che portano a una pace duratura”.
Per l’ambasciatore russo, Vasily Nebenzia, invece, il voto è una “cortina di fumo , priva di aderenza alla realtà e incapace di produrre progressi concreti verso la fine del conflitto”.
Il testo riafferma il “fermo attaccamento alla sovranità, indipendenza, unità e integrità territoriale dell’Ucraina entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti”. Nello specifico, l’ONU torna a chiedere un cessate il fuoco “immediato, completo e incondizionato”; il raggiungimento di una pace giusta e duratura, in piena conformità con il diritto internazionale, lo scambio integrale dei prigionieri di guerra.
Il Cremlino, però, ha ribadito l’intenzione di proseguire l’”operazione militare speciale”, poiché “gli obiettivi non sono ancora stati pienamente raggiunti” e ha lanciato accuse alle potenze europee.
L’intelligence russa per l’estero (SVR), infatti, ha denunciato un presunto piano segreto di Gran Bretagna e Francia, volto a fornire armamenti nucleari all’Ucraina. In particolare, secondo i servizi russi, Parigi starebbe valutando la consegna di testate TN75, impiegate sui missili balistici sottomarini M51.1, per fornire a Kiev un’arma per evitare la sconfitta.
Il Vice segretario del Consiglio di sicurezza nazionale russo, Medvedev, ha sottolineato che tali informazioni “cambiano radicalmente la situazione”, minacciando una “risposta simmetrica” e l’uso di armi nucleari, anche non strategiche, contro obiettivi ucraini e contro i Paesi fornitori, definiti “complici di un conflitto nucleare”, così come il consigliere per la politica estera del Presidente russso Putin, Ushakov, ha fatto sapere che Mosca discuterà specificamente con gli Stati Uniti delle presunte provocazioni franco-britanniche e che tali piani modificheranno l’atteggiamento russo nei futuri negoziati.
Nonostante ciò, il portavoce del Cremlino, Peskov, ha dichiarato che la Russia “rimane aperta” a ottenere i propri obiettivi tramite canali politici e diplomatici, ovvero: l’annessione del Donbass; la neutralità permanente dell’Ucraina; la “denazificazione”(ovvero, un cambio di governo a Kiev).
Parigi, ha replicato ironicamente alle accuse, tramite French Response, il profilo social creato per contrastare la disinformazione russa, sottolineando che la Russia, nel quinto anno di una “guerra di tre giorni”, si trova ora costretta a indicare le testate francesi e britanniche come il principale pericolo.
Per il Presidente Zelensky, che oggi ha incontrato a Kiev il Premier norvegese ,Jonas Gahr Store, con cui ha tenuto una conferenza stampa congiunta, si tratta dell’ennesimo tentativo russo di rallentare i negoziati: “Di solito, quando la Russia non riesce a vincere sul campo di battaglia, inizia a cercare armi nucleari sul territorio ucraino. Purtroppo in Ucraina non ci sono armi nucleari. Conoscete tutte le circostanze in cui l’Ucraina aveva queste armi e in cui non le aveva. Grazie a cosa e grazie a chi è successo tutto questo. Forse questa è solo retorica, questa è la risposta della Russia. Mi sembra che giochino sempre pericolosamente con queste parole: armi nucleari. E vorrei davvero che altre potenze nucleari, in primis gli Stati Uniti, reagissero a questo, penso che potremmo dare loro messaggi appropriati”.
Riguardo all’incontro con il Premier norvegese, Store , la Premier ucraina Yuliia Svyrydenko, ha fatto sapere che, nel 2026, la Norvegia fornirà all’Ucraina 9 miliardi di dollari in aiuti per le esigenze militari e civili.
Zelensky , poi, ha reso noto che i negoziatori ucraini guidati dal segretario del Consiglio di sicurezza nazionale ,Rustem Umerov, incontreranno domani l’inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff e Jared Kushner, per discutere: della ricostruzione postbellica del Paese, compreso un “pacchetto di prosperità” , di ulteriori scambi di prigionieri di guerra e dei preparativi per un incontro trilaterale , che Kiev spera abbia luogo all’inizio di marzo.
Il portavoce del Cremlino , nella consueta conferenza stampa, ribadendo che un incontro trilaterale tra Russia, Stati Uniti e Ucraina a livello presidenziale, potrà avvenire solo per “finalizzare l’accordo”, ha definito la questione territoriale “la più complessa” nell’accordo ucraino.
Infine, il Presidente USA Trump, ieri sera, durante lo Stato dell’Unione, parlando della guerra in Ucraina, ha affermato: “Ho risolto otto guerre e ora stiamo lavorando duramente per cercare di risolvere la nona, quella fra Ucraina e Russia”, suscitando le critiche dei deputati dem.
Sul fronte dei combattimenti, proseguono gli attacchi russi sull’Ucraina. Nelle ultime 24 ore, colpite dalle forze di Mosca diverse infrastrutture critiche e di trasporto, nei distretti di Mykolaiv e Voznesenskyi, nella regione di Mykolaiv, mentre le autorità russe , che hanno rivendicato l’avanzamento nella regione di Kharkiv, hanno reso noto che un attacco di circa trenta droni ucraini ha colpito uno stabilimento di produzione di fertilizzanti nella regione russa di Smolensk, causando almeno 7 morti e 10 feriti.
Il ministro della Difesa ucraino, Mykhailo Fedorov, ha annunciato che l’Ucraina accelererà l’installazione di reti anti-drone sulle strade nelle zone di frontiera, con l’obiettivo di coprire 4.000 chilometri di strade entro la fine dell’anno e accelererà anche la costruzione di fortificazioni nelle regioni nord-orientali di Kharkiv e Sumy e nelle regioni settentrionali di Chernihiv, al confine con la Russia.
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