di Federica Marengo giovedì 5 febbraio 2026

-Si è svolto nelle giornate di ieri e di oggi, ad Abu Dhabi, il secondo round di negoziati trilaterali tra Ucraina, USA e Russia. Già al termine della prima giornata, il negoziatore ucraino Rustem Umerov, a capo della delegazione di Kiev composta da: Kyrylo Budanov, Davyd Arakhamia, Serhii Kyslytsia, Andrii Hnatov, Vadym Skibitskyi e Oleksandr Bevz, in un post social, aveva riferito in merito, sottolineando: “Il lavoro è stato sostanziale e produttivo, incentrato su misure concrete e soluzioni pratiche. Stiamo preparando una relazione per il presidente Volodymyr Zelensky”.
Posizione quest’ultima, ribadita quest’oggi, da Kyrylo Budanov, principale collaboratore del Presidente ucraino ,Zelenskiy, al termine del trilaterale, nel quale , secondo l’agenzia Tass, che cita proprie fonti, sarebbero state affrontate questioni economiche, territoriali e le condizioni per un cessate il fuoco.
Budanov ha definito i colloqui “Davvero costruttivi”, ringraziando gli Stati Uniti e gli Emirati Arabi Uniti “per l’ottima organizzazione e mediazione”.
Per Mosca, l’inviato speciale del Cremlino, Dmitriev, ha dichiarato: “Ci sono passi avanti positivi nei colloqui sulla fine della guerra in Ucraina in corso ad Abu Dhabi. Stiamo lavorando attivamente con l’amministrazione Usa per ripristinare le relazioni economiche bilaterali, anche attraverso il gruppo di cooperazione economica russo-americano. Un segnale di questo progresso è il fatto che i guerrafondai in Europa e nel Regno Unito stanno costantemente cercando di interferire nel processo. Più ci sono questi tentativi, più è evidente che ci sono progressi e un andamento positivo in avanti”.
Tuttavia, come riportato dalla stessa agenzia Tass, Mosca avrebbe ribadito la necessità di includere il riconoscimento internazionale del Donbass come parte della Federazione Russa in un accordo di ampia portata.
Per gli USA, invece, l’inviato speciale, Witkoff, a capo della delegazione composta da: Jared Kushner , Josh Gruenbaum, Daniel Driscoll e il Generale Alex Grynkewich, in un post social, ha fatto sapere che: “Le delegazioni di Stati Uniti, Ucraina e Russia hanno concordato lo scambio di 314 prigionieri” e che “Le discussioni proseguiranno e nei prossimi giorni sono previsti ulteriori progressi”.
Il Presidente ucraino, Zelensky, che stamane ha incontrato a Kiev il Premier polacco Tusk, nel corso della conferenza stampa congiunta con quest’ultimo, in merito al secondo round del negoziato trilaterale, ha detto: “I colloqui di pace tra Ucraina e Russia, sostenuti dagli Stati Uniti proseguiranno nel prossimo futuro. I negoziati con Mosca e Washington non sono semplici. Vogliamo ottenere risultati più rapidi, ma la cosa più importante è che la Russia non riceva alcuna ricompensa per la sua aggressione e che l’Ucraina ottenga garanzie di sicurezza reali. Il team negoziale di Kiev ha sollevato la questione di ulteriori scambi di prigionieri di guerra con la delegazione russa, dopo quello avvenuto oggi e che ha coinvolto 157 prigionieri per parte. So che c’è un nuovo segnale secondo cui il riconoscimento di alcuni territori ucraini temporaneamente occupati come russi è una delle condizioni per porre fine alla guerra. Onestamente, non so chi stia dando tali segnali, ma anche se qualcuno riconoscesse i nostri territori come russi, non cambierebbe nulla. I nostri territori sono nostri, nonostante siano temporaneamente occupati”.
Poi, riguardo l’incontro con il Premier polacco Tusk, il leader di Kiev ha detto che l’Ucraina è pronta a scambiare i propri droni con missili di difesa aerea e caccia polacchi MiG-29 e che nei colloqui si è discusso dello sviluppo della connettività della rete elettrica tra Polonia e Ucraina, il cui sistema energetico è stato gravemente danneggiato dai recenti attacchi aerei russi.
Il Premier polacco Tusk ha annunciato che la Polonia sta preparando un nuovo pacchetto di aiuti da 200 milioni di zloty (47 milioni di euro) per l’Ucraina, composto principalmente da equipaggiamenti corazzati e che potrebbe fornire all’Ucraina aerei da combattimento MiG-29 in qualsiasi momento, aggiungendo che il Presidente Zelensky gli ha comunicato che Kiev potrebbe avere bisogno di altre attrezzature di difesa aerea con priorità più urgente, e che di ciò discuterà con i funzionari polacchi e ne darà comunicazione al Presidente ucraino lunedì.
Infine, il Presidente Zelensky e il Premier Tusk hanno firmato una dichiarazione di intenti per la produzione congiunta di armi da destinare alle loro forze armate, riguardo cui il Primo ministro di Varsavia ha evidenziato: “L’accordo è molto di più di un solo preludio alla cooperazione pratica. E’ il nostro obiettivo da mesi e abbiamo fatto sforzi considerevoli per trasformare l’idea della produzione congiunta di armi e munizioni in realtà. Kiev e Varsavia intendono sviluppare congiuntamente anche nuove tecnologie di difesa”.
Il ministro degli Esteri russo,Lavrov , invece, in un’intervista all’emittente russa RT, pubblicata oggi, ha affermato di volere un’Ucraina “amichevole, non necessariamente alleata con noi, ma neutrale e benevola” e, che, “questo, presuppone il rispetto non solo dei diritti delle persone che vivono nel territorio che rimarrà all’Ucraina, non solo il rispetto del loro accesso ai benefici della civiltà come riscaldamento, cibo o acqua , ma anche il rispetto dei loro diritti umani fondamentali, compresi lingua, istruzione e religione”.
Poi, Lavrov ha rivelato : “La Russia ha contatti con alcuni leader europei, ma non vengono resi pubblici. Ci chiamano e ci chiedono di non rendere pubbliche queste conversazioni. Alcuni si presentano qui e hanno contatti ‘sotto copertura’. Ma nulla di ciò che i nostri partner europei ci dicono durante questi contatti riservati è diverso da ciò che dicono pubblicamente. Tutto ciò che stanno facendo ora è impedire e interrompere le negoziazioni che sono state delineate tra noi e gli americani, e ora rappresentanti ucraini si stanno unendo a loro”.
Ancora, in merito all’indiscrezione riportata da alcuni media di un alto diplomatico francese a Mosca per contatti con il Cremlino e all’apertura al dialogo con la Russia da parte del Presidente francese Macron, Lavrov ha detto: “Non è serio. È una diplomazia patetica. Se vuoi chiamare e parlare seriamente di qualcosa, chiama. Il presidente della Russia risponderà sempre al telefono, ascolterà qualsiasi proposta e, se si tratterà di proposte serie, vi assicuro che non resteranno senza una reazione seria, concreta e pratica”.
Infine, riguardo agli attacchi alle infrastrutture civili ucraine, il ministro degli Esteri russo, Lavrov, accusando Kiev di aver iniziato a colpire le infrastrutture civili russe, ha evidenziato: “Per quanto riguarda le richieste di cessate il fuoco, sapete che ora è scoppiata l’isteria sulle accuse secondo cui staremmo tagliando in modo disumano l’elettricità alle città, che le persone soffrono e congelano, e che la Russia colpisce le infrastrutture energetiche. Non siamo mai stati noi i primi a iniziare queste azioni. Sono stati proprio gli ucraini i primi a colpire le nostre infrastrutture energetiche e altri obiettivi civili, inclusi edifici residenziali, negozi e ospedali. Un anno fa, è stato fatto esplodere un treno passeggeri , senza alcuna componente militare”.
Il portavoce del Cremlino, Peskov, invece, nel giorno della scadenza del trattato New Start, l’ultimo accordo tra USA e Russia, volto a limitare le armi nucleari strategiche e che prevedeva controlli reciproci e restrizioni reciproche sulle testate, già entrato in crisi nel 2023, quando il Cremlino aveva sospeso le ispezioni in risposta alla guerra in Ucraina, ha espresso rammarico ,sottolineando che Washington non ha risposto alla proposta avanzata dal Presidente russo Putin di estendere per almeno un anno i limiti posti dal trattato, ma che “La Federazione Russa manterrà il suo approccio responsabile e attento al tema della stabilità strategica nel campo delle armi nucleari” e che ,”come sempre, sarà guidata principalmente dai suoi interessi nazionali”.
Il ministero degli Esteri di Mosca, in una nota, ha evidenziato: “Gli Usa hanno deliberatamente lasciato senza risposta la proposta della Russia di estendere di un anno il trattato New Start sulla limitazione delle armi nucleari strategiche. Mosca è costantemente pronta a misure tecnico-militari decisive per contrastare potenziali minacce aggiuntive alla sicurezza nazionale. Ma allo stesso tempo, il nostro Paese rimane aperto alla ricerca di vie politico-diplomatiche per una stabilizzazione complessiva della situazione strategica sulla base di soluzioni paritarie e vantaggiose per entrambe le parti, qualora si creino le condizioni appropriate per un simile dialogo”.
Preoccupata, l’Onu, con il segretario generale Antonio Guterres, che ha lanciato un appello a Washington e Mosca, affinché tornino immediatamente al tavolo dei negoziati per delineare un nuovo quadro normativo, definendo l’attuale vuoto giuridico come “un momento grave per la pace internazionale”, sottolineando come il collasso dei regimi di controllo degli armamenti avvenga in una congiuntura critica, con il rischio di un conflitto atomico ai massimi storici, in quanto il trattato firmato nel 2010, che limitava a 1.550 le testate strategiche schierate per ciascuna superpotenza, rappresentava l’ultimo argine contro la corsa agli armamenti tra i due Paesi che detengono l’80% dell’arsenale mondiale.
Pertanto, la fine formale dell’accordo “priva la comunità internazionale di qualsiasi limite vincolante sulla forza d’urto nucleare russa e statunitense”.
Ciò, mentre da Bruxelles, arriva l’indiscrezione secondo cui diversi leader Ue vorrebbero istituire un inviato speciale dell’Unione europea per partecipare ai negoziati sull’Ucraina. La questione , potrebbe essere affrontata a margine della riunione dei 27 capi di Stato e di Governo Ue nel castello di Aiden Biesen, il prossimo 12 febbraio, per il Consiglio Ue.
Inoltre, sempre secondo media , che citano fonti di Bruxelles, il tema potrebbe essere stato discusso dalla Presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen e dal Presidente del Consiglio Ue, Antonio Costa , stamane all’Eliseo, nell’incontro con il Presidente francese Macron.
Nel frattempo, sul fronte dei combattimenti, proseguono gli attacchi russi sull’Ucraina. Nella notte , infatti, le forze di Mosca hanno colpito diverse regioni del Paese, tra cui: Kiev, Kharkiv, Sumy, Odessa e Zaporizhzhia , causando feriti , danni a edifici e incendi.
Il sindaco di Kiev, Klitschko, tramite social, ha fatto sapere che oltre 1.100 edifici residenziali della città rimarranno senza riscaldamento per almeno due mesi, poiché la centrale termoelettrica che li alimentava ha subito danni “gravi” in un recente attacco russo e che ci vorranno almeno due mesi per ripristinare i suoi impianti e le sue attrezzature.
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