di Federica Marengo lunedì 2 febbraio 2026

-Nello scorso fine settimana, ha retto la breve tregua dagli attacchi decisa da Mosca e, limitata alla capitale dell’Ucraina, Kiev. Tuttavia, sempre fra sabato e domenica, nelle altre regioni del Paese, specialmente in quella centro-orientale, le forze russe hanno effettuato maxi-raid. Colpita, infatti, una clinica ostetrica a Zaporizhzhia, dove 6 persone sono rimaste ferite e Dnipropetrovsk, dove, in un attacco su un bus aziendale, sono stati uccisi 15 minatori e 7 feriti.
La notte scorsa, poi, l’esercito di Mosca ha condotto un massiccio attacco con 171 droni (di cui 157 neutralizzati, secondo l’ Aeronautica militare ucraina) nelle regioni di Cherkasy e Zaporizhzhia, causando 4 feriti e diversi incendi. Zaporizhzhia è stata poi nuovamente colpita dalle forze russe in tarda mattinata; attacco, nel quale una persona è stata uccisa e una ferita.
Inoltre, il ministero della Difesa russo ha fatto sapere che l’esercito ha conquistato due villaggi in Ucraina: Zelene, nella regione di Kharkiv, e Sukhetske, nel Donetsk.
Intanto, il sindaco di Kiev, Klitschko, in un’intervista al portale Ukrainska Pravda, ha annunciato la riapertura oggi delle scuole della capitale , sebbene la situazione, causa il freddo estremo e continue interruzioni nell’approvvigionamento energetico, restino molto difficili.
Il Presidente ucraino Zelensky, che ha condannato il bombardamento russo su un pullman di minatori nella regione di Dnipro, definendolo “un crimine”, così come gli alleati Ue, ha quindi evidenziato, in un post social, che: “L’esercito russo, come nei giorni precedenti, sta concentrando i suoi sforzi sul terrore della nostra logistica, principalmente sulla rete ferroviaria”.
Poi, il leader ucraino ha confermato che i prossimi incontri trilaterali, Ucraina-USA-Russia, si terranno ad Abu Dhabi il 4 e 5 febbraio, sottolineando che : “L’Ucraina è pronta per una discussione sostanziale” ed è interessata a “garantire che l’esito avvicini a una fine reale e dignitosa della guerra”.
A tal proposito, il Presidente ucraino Zelensky ha tenuto quest’oggi una riunione per concordare i parametri della discussione , al termine della quale la delegazione negoziale di Kiev è partita per gli USA.
Zelensky, quest’oggi, ha anche incontrato il ministro degli Esteri svizzero e Presidente in carica dell’OCSE (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa), Cassis, che, in un post social, ha scritto in merito all’incontro: ” Insieme al Segretario Generale dell’OSCE, Sinirlioglu, ho incontrato il presidente Zelensky a Kiev. Abbiamo ribadito il nostro fermo sostegno a una pace giusta e duratura, basata sul diritto internazionale. L’OSCE è pronta, qualora gli Stati partecipanti siano d’accordo e le condizioni lo consentano, a contribuire al monitoraggio di un cessate il fuoco e a sostenere l’attuazione di una soluzione negoziata per porre fine alla guerra”.
Infine, Zelensky ,che nei prossimi giorni incontrerà a Kiev il Premier polacco Tusk, ha avuto in giornata un colloquio telefonico con la Presidente della Commissione Ue, von der Leyen, riguardo cui, via social , facendo riferimento anche alla finalizzazione del 20° pacchetto di sanzioni Ue alla Russia, ha fatto sapere: “Abbiamo parlato con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, del sostegno energetico all’Ucraina. L’Unione Europea ci sta aiutando molto e nel prossimo futuro ci saranno ulteriori forniture di generatori e di attrezzature energetiche aggiuntive. Vediamo già cosa sta accadendo all’economia russa e cosa potrebbe accadere in futuro, se la pressione funzionerà correttamente. Stiamo lavorando in questa direzione: sono previsti passi importanti. Abbiamo discusso anche del lavoro diplomatico e dell’elaborazione dei documenti sulle garanzie di sicurezza e sul piano di ricostruzione. Abbiamo concordato che i nostri team collaboreranno in modo più stretto per garantire chiarezza e una piena comprensione delle decisioni future”.
La Presidente della Commissione Ue, von der Leyen, in un post social, ha così riferito del colloquio con il Presidente Zelenky: “Ho parlato con il Presidente Volodomyr Zelensky questo pomeriggio, in vista dei colloqui di pace di questa settimana. Mentre ci avviciniamo al quarto anno di brutale guerra contro l’Ucraina, la Russia continua a raddoppiare i crimini di guerra, colpendo infrastrutture e abitazioni civili. Giorno dopo giorno, anno dopo anno, il sostegno dell’Europa all’Ucraina rimane incrollabile. Stiamo inviando centinaia di generatori per mantenere accesi il riscaldamento e le luci. Abbiamo presentato una proposta di prestito da 90 miliardi per i prossimi due anni. Stiamo procedendo verso un unico e unificato Prosperity Framework con l’Ucraina e i nostri partner statunitensi. E molto presto presenteremo il nostro 20 pacchetto di sanzioni. Si tratta di aumentare la pressione sulla Russia affinché si presenti al tavolo dei negoziati con una reale intenzione di pace”.
Proprio riguardo alle sanzioni europee a Mosca in vigore, la Procura tedesca ha reso noto che 5 persone sono state arrestate in Germania per il sospetto trasferimento di beni industriali alla Russia in violazione alle sanzioni dell’Ue.
Sulla stessa linea della Presidente della Commissione Ue, von der Leyen, ovvero di aumentare la pressione su Mosca, l’ Alta rappresentante Ue per la Politica estera , Kaja Kallas, che, a margine di un intervento , tenuto a Oslo, sulla situazione in Ucraina e sui negoziati trilaterali in corso, ha dichiarato: “Ci sono pressioni sull’Ucraina perché faccia concessioni e l’Ucraina è disposta a farlo, perché vuole che la guerra finisca. Ma come possiamo essere sicuri che non ci siano altre aggressioni in futuro da parte della Russia?
Ci dovrebbero essere delle concessioni anche da parte della Russia, ad esempio delle limitazioni sull’esercito o sulle armi nucleari, ma di questo non se ne parla. Il nostro compito è quello di mantenere o aumentare la pressione sulla Russia in modo che dalla finzione dei negoziati passi ai negoziati reali”.
A Mosca, invece, il portavoce del Cremlino, Peskov, rispondendo alle dichiarazioni del Presidente Zelensky, secondo cui un accordo sulle concessioni territoriali sarebbe possibile solo alla luce di un incontro con il Presidente Putin, invitandolo a recarsi in Ucraina, ha sottolineato: “Zelensky ha proposto contatti e Putin ha affermato che sono possibili a Mosca. Questa rimane la nostra posizione. Rimaniamo aperti ai negoziati. Si sta lavorando a livello di gruppi di lavoro. Accogliamo con favore questa iniziativa e siamo pronti a continuare questo lavoro nell’interesse del raggiungimento di un accordo in Ucraina”.
Ancora, lo stesso Peskov ha fatto sapere che il direttore del Fondo russo per gli investimenti diretti e inviato speciale del Cremlino, Dmitriev, nell’ambito dei colloqui trilaterali, si sta concentrando principalmente sulle questioni relative al Gruppo di cooperazione economica Russia-USA.
Il ministro degli Esteri russo, Lavrov, dichiarando nella conferenza stampa sui risultati delle attività diplomatiche russe nel 2025 che: “Il dispiegamento di infrastrutture militari e di soldati stranieri in Ucraina sarà qualificato dalla Federazione Russa come un intervento straniero”, ha sottolineato: “L’impiego di unità militari, strutture militari, magazzini e altre infrastrutture provenienti da paesi occidentali in Ucraina è per noi inaccettabile e sarà classificato come un intervento straniero che rappresenta una minaccia diretta alla sicurezza della Russia”.
Poi, sulle relazioni con gli USA, Lavrov ha detto: “Discutere del futuro delle relazioni russo-americane è attualmente piuttosto difficile. Si tratta di un processo ‘vivo’ e continuo, che, come dimostrano anche gli eventi degli ultimi giorni, non si ferma mai, è in costante sviluppo e, a causa delle turbolenze globali, è ricco di numerose e sfaccettate sfumature.
Attualmente, il dialogo tra Russia e Stati Uniti si svolge quasi ininterrottamente a vari livelli e in diversi formati, ha affermato ancora il ministero, aggiungendo che i contatti riguardanti la soluzione ucraina sono importanti, ma “questo non è l’unico argomento che merita attenzione e dovrebbe essere discusso tra Russia e Stati Uniti.
Siamo impegnati in modo costruttivo nel futuro dialogo bilaterale. Per quanto riguarda gli strumenti necessari per un ‘reset’, il dialogo interstatale richiede sempre la capacità di ascoltarsi e di capirsi a vicenda, e di rispettare gli interessi nazionali della controparte. Mosca ritiene importante che le consultazioni tra esperti russi e statunitensi vadano oltre le questioni relative alle missioni diplomatiche. Sono importanti anche le questioni relative ai viaggi aerei e alla restituzione dei beni diplomatici”.
Nel frattempo, mentre, secondo Axios, l’inviato speciale USA, Witkoff, arriverà in Israele, domani, per incontrare il Premier Netanyahu e altri alti funzionari, per poi recarsi ad Abu Dhabi per il nuovo round di negoziati con Mosca e Kiev, il Presidente USA, Trump, tornando sulla questione energetica, in un post social, riferendo del colloquio avuto con il Premier indiano Modi, ha evidenziato: “È stato un onore parlare con il premier Modi ed è uno dei miei più grandi amici. Ha accettato di smettere di acquistare petrolio russo e di acquistarne molto di più dagli Stati Uniti e, potenzialmente, dal Venezuela. Questo aiuterà a porre fine alla guerra in Ucraina”.
Restando in tema energia, il Commissario europeo all’Energia Dan Jørgensen , ha dichiarato: “Abbiamo deciso di porre fine all’importazione di energia russa in Europa. Abbiamo affermato che non contribuiremo più a finanziare indirettamente la guerra di Putin in Ucraina acquistando gas dalla Russia. Questa è una decisione molto positiva. Significa anche che non è più possibile per la Russia ricattare gli Stati membri dell’Ue, di usare l’energia come un arma contro di noi. Quindi è una decisione molto importante. Avrei ovviamente preferito che fosse stata sostenuta da tutti gli Stati membri. Purtroppo, due Stati membri dell’Ue non la sostengono. Naturalmente ho anche letto che uno di loro sta valutando di intentare una causa legale. Se così fosse, allora sono ovviamente liberi di farlo. Ma posso assicurare a tutti che la proposta che abbiamo presentato è giuridicamente valida al 100% e che, naturalmente, tutti gli Stati membri devono rispettare la legislazione europea. Il commissario sottolinea poi che “ovviamente siamo molto attivi nell’aiutare i Paesi che saranno maggiormente colpiti dal divieto, perché non mancano le sfide quando si interrompono le importazioni di gas a basso costo”.
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