di Federica Marengo mercoledì 7 gennaio 2026

-Nel pomeriggio di ieri, dopo un bilaterale tra il Presidente francese Macron e il Presidente ucraino Zelensky , seguito da un incontro tra quest’ultimo e gli inviati degli USA, Witkoff e Kushner, si è svolta a Parigi , presso l’Eliseo, la riunione dei 27 capi di Stato e di Governo dei Paesi Ue, tra cui i Volenterosi, con la partecipazione dei vertici Ue e Nato, al termine della quale il leader dell’ucraina ha tenuto una conferenza stampa congiunta con i Premier di Gran Bretagna Starmer e di Francia, Macron , nella quale è stato esposto quanto deciso nel corso del summit riguardo la sicurezza di Kiev dopo il possibile cessate il fuoco.
Quindi, l’intesa siglata tra l’Ucraina, l’Ue, la Nato e gli USA, prevede cinque punti chiave per garantire la sicurezza dell’Ucraina e creare una forza militare di deterrenza in caso di nuovi attacchi da parte di Mosca, tra cui l’introduzione di un meccanismo di verifica del cessate il fuoco , guidato dagli USA e il possibile dispiegamento di truppe franco-britanniche in territorio ucraino, lontane, però, dalla linea del fronte.
Pertanto, il Presidente francese Macron, con il Presidente ucraino Zelensky e il Premier britannico, Starmer, hanno annunciato la costituzione di un nucleo di coordinamento aperto ad altri Paesi che vogliano inviare delle truppe.
Il Presidente Zelensky, ha accolto positivamente la conferma del sostegno Ue, definendo “storico” l’incontro tenutosi a Parigi , in quanto “vi è stata la prima dichiarazione, il primo passo verso garanzie giuridicamente vincolanti di sicurezza da parte dei Paesi della coalizione”, e ha registrato con favore il progresso con gli USA sul monitoraggio della pace, ma ha anche sottolineato come resti irrisolto il nodo delle concessioni territoriali.
Presente alla riunione all’Eliseo , per l’Italia, la Presidente del Consiglio Meloni, che ha ribadito il supporto a Kiev per il percorso verso una pace giusta e duratura, basata su solide garanzie di sicurezza sul modello dell’articolo 5 della Nato , ma anche il no all’invio di truppe italiane in Ucraina.
Come si legge nella nota diffusa da Palazzo Chigi: “L’incontro, costruttivo e concreto, che ha permesso di confermare un alto livello di convergenza tra Ucraina, Stati Uniti, Europa e altri partner, è stato dedicato all’affinamento delle garanzie di sicurezza ispirate all’articolo 5 dell’Alleanza Atlantica, come da tempo suggerito dall’Italia. Tali garanzie faranno parte di un pacchetto più ampio di intese, da adottare in stretto raccordo con Washington per assicurare la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina, anche attraverso un efficace e articolato meccanismo di monitoraggio dell’auspicato cessate il fuoco e un rafforzamento delle forze militari ucraine. In tale quadro sono state inoltre condivise da tutti i membri della coalizione l’importanza e la necessità di mantenere alta la pressione collettiva sulla Russia. Nel confermare il sostegno dell’Italia alla sicurezza dell’Ucraina, in coerenza con quanto sempre fatto, il Presidente Meloni ha ribadito alcuni punti fermi della posizione del Governo italiano sul tema delle garanzie, in particolare l’esclusione dell’impiego di truppe italiane sul terreno. La volontarietà della partecipazione delle Nazioni della Coalizione alla Forza multinazionale e il rispetto delle procedure costituzionali per le decisioni a sostegno dell’Ucraina in caso di futuro attacco, richiamati nella dichiarazione adottata, riflettono principi più volte ribaditi dall’Italia”.
Il no all’invio di soldati, almeno in un primo momento, è stato espresso anche dal cancelliere tedesco, Merz, mentre a favore, si è detto il Premier spagnolo Sanchez, benché all’interno del suo governo vi siano delle divisioni, per cui, quest’ultimo ha fatto sapere che, se fosse stabilito un cessate il fuoco, contatterà “la maggioranza dei gruppi parlamentari” per discutere l’invio di truppe a Kiev in missione di pace.
In merito, il Premier Starmer , quest’oggi, durante il Question Time alla Camera dei Comuni, in risposta alle contestazioni della leader dell’opposizione conservatrice, Kemi Badenoch, che ha accusato il Premier d’aver “mancato di rispetto” nei confronti delle Camere per non aver previsto uno statement formale e dettagliato sulla dichiarazione d’intenti firmata ieri e sull’ipotesi dell’invio in Ucraina di militari britannici, ha precisato che: “ Il Parlamento britannico sarà chiamato a votare su qualsiasi dispiegamento di militari in territorio ucraino nell’ambito della forza multinazionale di garanzia per Kiev a cui Londra si è impegnata a contribuire, dopo un eventuale cessate il fuoco con la Russia”.
Il segretario generale della Nato, Rutte, soddisfatto per l’esito dell’incontro di ieri a Parigi della coalizione dei Volenterosi ,ha però invitato gli Alleati a continuare a contribuire alla difesa di Kiev, come si legge in nota dell’Alleanza Atlantica: “Il segretario generale ha accolto con favore i progressi sugli aspetti pratici volti a garantire una fine giusta e duratura della guerra contro l’Ucraina, elogiando il lavoro degli Stati Uniti per promuovere la pace e l’impegno degli Alleati a contribuire alle garanzie di sicurezza. Pur sottolineando il prezioso sostegno che Alleati e partner stanno fornendo all’Ucraina, ha anche esortato a proseguire con i contributi, rilevando le persistenti necessità che l’Ucraina deve affrontare mentre continua a difendersi dagli attacchi russi”.
Contraria all’invio di truppe Ue in Ucraina , in caso di cessate il fuoco, invece, l’Ungheria, con il ministro degli Esteri ungherese, Szijjártó, che , in un post social, ha scritto: “Ieri a Parigi, la coalizione dei Volenterosi ha avanzato l’ennesima proposta che avvicina l’Europa a un confronto diretto con la Russia. Cercando di stabilire una presenza militare in Ucraina, i Paesi dell’Europa occidentale stanno creando il rischio di una guerra diretta con la Russia. L’Ungheria resterà fuori da tutto questo.
Sosteniamo i colloqui di pace, compresi i negoziati al più alto livello tra Stati Uniti e Russia, e respingiamo con fermezza questa ultima mossa verso la guerra”.
Stamane, invece, mentre a Parigi si sono tenuti nuovi colloqui tra la delegazione ucraina e gli inviati degli USA, sul cessate il fuoco e le questioni territoriali, il Presidente Zelensky si è recato a Cipro, in visita ufficiale, per partecipare alla cerimonia per l’inizio della presidenza di turno del Consiglio Ue da parte dell’isola.
Inoltre, Zelensky ha incontrato il Presidente di Cipro, Nikos Christodoulides, l’arcivescovo di Cipro, Georgios e ha tenuto colloqui congiunti con il Presidente del Consiglio europeo Costa e con la Presidente della Commissione Ue, von der Leyen.
Il leader ucraino, parlando in conferenza stampa, riguardo alla riunione di ieri, svoltasi a Parigi con i Volenterosi, ha dichiarato di “non aver ricevuto una risposta chiara” dai suoi alleati europei su come avrebbero reagito concretamente in caso di un altro attacco russo contro l’Ucraina, dopo la fine della guerra.
Poi, in merito all’ingresso dell’Ucraina nell’Ue, il Presidente Zelensky ha sottolineato la necessità di un “percorso coordinato tra Ucraina e Moldova verso l’adesione all’Unione Europea”, facendo sapere di averne discusso con la Presidente moldava, Sandu, che ha ringraziato per il sostegno costante garantito all’Ucraina dall’inizio dell’invasione russa e, con cui ha parlato nello specifico: “dell’ apertura simultanea dei primi cluster negoziali, del rafforzamento della cooperazione bilaterale nei settori del commercio, dell’energia e della sicurezza e del potenziamento della collaborazione trilaterale tra Ucraina, Moldova e Romania”.
Zelensky ha anche evidenziato che l’Ucraina merita l’ingresso nella casa comune europea e , ha auspicato che “la presidenza cipriota sia produttiva e porti Kiev più vicino in questo percorso”.
Ancora, riguardo al ruolo degli USA nei negoziati con la Russia per la pace, il leader di Kiev ha detto: “Gli americani devono fare pressione sulla Russia. Hanno gli strumenti, sanno come usarli. E quando lo vogliono davvero, possono trovare il modo. L’importante è che l’Ucraina sia una priorità per loro. Un esempio è con Maduro. Hanno condotto un’operazione. Il risultato lo hanno visto tutti, il mondo intero. L’hanno fatto rapidamente. Allora che facciano qualche operazione anche con Kadyrov, con questo assassino. Forse allora Putin lo vedrà e ci rifletterà”.
A proposito del Presidente russo Putin, quest’ultimo, in un passaggio del suo discorso per il Natale ortodosso, ha sottolineato: “I soldati russi svolgono sempre la sacra missione di difendere la Patria, su ordine del Signore. I figli dei combattenti nell’operazione speciale possono giustamente essere orgogliosi dei loro genitori, come la Russia è sempre stata orgogliosa dei propri soldati”.
Nel frattempo, sul campo, proseguono gli attacchi russi sull’Ucraina. L’Aviazione di Kiev, infatti, ha fatto sapere di aver abbattuto la notte scorsa 81 droni su 95, lanciati da Mosca, mentre in un raid su Zaporizhzhia ,2 persone sono state uccise e 9 ferite.
La Difesa russa, invece, ha reso noto di aver abbattuto 32 droni ucraini, uno dei quali ha colpito un deposito di petrolio nella regione di Belgorod, provocando un incendio.
Infine, la Marina militare degli USA, con il supporto militare della Gran Bretagna, ha abbordato e sequestrato una petroliera battente bandiera russa, legata all’embargo del petrolio venezuelano “sanzionato e illecito”, in vigore in tutto il mondo, dopo due settimane di inseguimento nell’Atlantico.
Da Mosca, il ministero degli Esteri russo, Lavrov, citato dalle agenzie russe, sottolineando che l’abbordaggio della nave avrebbe violato la Convenzione dell’Onu sulle leggi del mare del 1982, ha dichiarato : “In considerazione delle informazioni relative alla presenza di cittadini russi nell’equipaggio, chiediamo alla parte americana di garantire loro un trattamento umano e dignitoso, di rispettare scrupolosamente i loro diritti e interessi e non impedire il loro rapido ritorno in patria”.
Tuttavia, nel mar dei Caraibi , un’altra petroliera con bandiera venezuelana è stata fermata da navi USA.
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