di Federica Marengo lunedì 25 agosto 2025

-All’indomani delle celebrazioni per il 34° Giorno dell’Indipendenza dell’Ucraina, nel quale i leader e le leader dell’Ue e i suoi vertici hanno ribadito il sostegno a Kiev, mentre il Presidente USA Trump, il cui inviato speciale Kellogg, si è recato in Ucraina per l’occasione, in un messaggio al Presidente ucraino Zelensky, ha sottolineato la necessità di “porre fine alla carneficina”, sono proseguiti gli attacchi russi sul Paese.
Secondo l’Aeronautica militare di Kiev, infatti, nella notte, le forze di Mosca hanno effettuato dei raid sulle regioni di Sumy e di Kharkiv, causando 2 morti e 14 feriti. Inoltre, il ministero della Difesa russo ha rivendicato in un post social, la conquista di altri due villaggi nelle regioni di Dnipro e di Dnipropetrovsk e , dunque, l’avanzata sul fronte est.
Sul fronte russo, in merito agli attacchi sferrati nelle scorse ore dalle forze armate ucraine contro l’oleodotto Druzhba, la portavoce del Ministero degli Esteri russo Zakharova ha detto: “Tali attività sono qualificate come terroristiche dal diritto internazionale, dal diritto nazionale di molti Stati e dal diritto internazionale in generale. Qualsiasi attacco alle infrastrutture civili, in particolare agli impianti energetici, deve essere condannato da tutti. Il fatto che tutta una serie di rappresentanti dell’Europa occidentale affermino che non è nulla e che il regime di Kiev può continuare, dimostra o la loro follia o la loro assoluta tendenza illegalista”.
Poi, tornando sul vertice Mosca-Washington , svoltosi in Alaska il 15 agosto, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Zakharova ha sottolineato : “Mi sembra che tutti dovrebbero ora basarsi su quei successi, su quei risultati ottenuti in Alaska. È su questo che dovremmo concentrarci ora, ed è probabilmente ciò che sta facendo la parte russa”.
Secondo l’agenzia Reuters, in un mese gli attacchi ucraini hanno ridotto del 17% la capacità di raffinazione russa. Colpiti dieci impianti, e in alcune zone del Paese inizia a mancare la benzina alle pompe.
Il Presidente ucraino Zelensky, che, nelle scorse ore, ha ribadito la necessità di una pace giusta e duratura e l’indisponibilità a cedere territori ucraini alla Russia, ha incontrato stamane il Premier norvegese Støre e ,nel corso della conferenza stampa congiunta con quest’ultimo, ha dichiarato che in settimana discuterà con l’inviato speciale degli USA, Kellogg, del bilaterale con il Presidente russo Putin.
Bilaterale, la cui realizzazione, sembra allontanarsi, però, alla luce delle dichiarazioni del ministro degli Esteri russo Lavrov, secondo cui l’incontro tra il leader ucraino e quello russo sarebbe stato un’idea del Presidente Zelensky , di cui non si è parlato nel vertice Putin-Trump, tenutosi in Alaska il 15 agosto.
Il ministro degli Esteri russo Lavrov ha poi evidenziato la volontà di Mosca di proseguire i colloqui di Istanbul e di ampliare le delegazioni, accusando i Paesi europei di cercare un pretesto per impedire i negoziati e, ribadendo l’illegittimità per la Russia della presidenza Zelensky (il cui mandato è scaduto nel 2024) e , quindi, di ogni accordo con quest’ultimo.
Il ministro degli Esteri ucraino, Syibiha ha replicato in un post social all’omologo russo Lavrov, sottolineando: “Non c’è niente di più assurdo di una lezione sulla legittimità da parte di una persona che è rimasta al suo posto per 21 anni, servendo chi governa da oltre 25 anni. Non ha alcuna legittimità per parlare di legittimità. Dichiarazioni così infondate dimostrano che la Russia rifiuta gli sforzi di pace”, per poi riferire di avere accolto a Kyiv il primo ministro della Norvegia, Jonas Gahr Støre, che ha annunciato l’intenzione di proporre di destinare 85 miliardi di corone (7,2 miliardi di euro) agli aiuti all’Ucraina il prossimo anno, come nel 2025, sottolineando che , se la proposta sarà approvata dal Parlamento, l’aiuto totale, civile e militare, che la Norvegia, tra i principali sostenitori dell’Ucraina, prevede di fornire a Kiev nel periodo 2023-2030, raggiungerà i 275 miliardi di corone, ovvero, più di 23 miliardi di euro.
Il ministro della Difesa ucraino, Shmyhal, invece, incontrato l’inviato speciale USA, Kellogg, ha dichiarato: “Ho avuto l’onore di incontrare a Kiev il rappresentante speciale del Presidente degli Stati Uniti, il generale Keith Kellogg. L’ho ringraziato per la visita in questi giorni importanti per l’Ucraina e per il forte sostegno degli Stati Uniti, che aiuta a salvare vite umane e ad avvicinare una pace giusta. L’Ucraina apprezza molto l’iniziativa Prioritized Ukraine Requirements List (PURL, l’acquisto prioritario di armi Usa per l’Ucraina). Ha aperto nuove opportunità per i Paesi della Nato di fornire rapidamente alle nostre forze di difesa modelli di armi e tecnologie americane di importanza critica. Il capo di Stato Maggiore delle Forze Armate dell’Ucraina, il tenente generale Andriy Gnatov, e il capo del Servizio di Intelligence, il tenente generale Kirill Budanov, hanno fornito alla delegazione americana un’analisi dettagliata dei piani del nemico e della situazione al fronte. Insieme ai nostri partner dobbiamo aumentare la pressione sull’aggressore per costringerlo a una pace giusta, duratura e stabile. Ho informato la delegazione delle nostre priorità in materia di difesa. La chiave è aumentare la produzione di munizioni e droni per fermare l’avanzata del nemico. I progetti comuni in questo settore consentono di fornire armi ai soldati ucraini in modo più efficace. Abbiamo discusso separatamente la creazione di garanzie di sicurezza affidabili che rendano impossibile una nuova aggressione contro l’Ucraina in futuro. Il lavoro su tali garanzie è condotto in stretta collaborazione con i nostri partner. Si è discusso anche della preparazione alla firma da parte dei presidenti dell’Ucraina e degli Stati Uniti di un accordo relativo alla produzione e alla vendita di droni (Drone deal). Durante l’incontro sono stati consegnati alla parte americana i documenti pertinenti. Ringrazio il generale Kellogg e gli Stati Uniti d’America per la leadership, la solidarietà e il sostegno all’Ucraina nel suo cammino verso la pace”.
Sempre il Presidente Zelensky, nella giornata di oggi, ha incontrato a Kiev, nel corso di una visita a sorpresa, il Vicecancelliere tedesco, Klingbeil, che, chiedendo garanzie di sicurezza affidabili per l’Ucraina, ha confermato anche per il 2026 l’aiuto militare della Germania a Kiev del valore di 9 miliardi di euro , dichiarando: “Putin non deve illudersi: il sostegno tedesco non vacillerà. Al contrario, restiamo il secondo maggiore sostenitore dell’Ucraina al mondo, e il primo in Europa. Kiev può continuare a contare sulla Germania, cessate il fuoco e di garanzie di sicurezza solide per una pace duratura. Sono necessari un cessate il fuoco e garanzie di sicurezza solide per una pace duratura”.
Il Presidente Zelensky, che ha affermato che l’Ucraina intende ricevere ogni mese dagli alleati almeno un miliardo di dollari per l’acquisto di armi USA da utilizzare nella guerra contro la Russia, ha detto: ” Non ritengo che le dichiarazioni della parte russa, secondo cui sarebbero pronti a non invadere ulteriormente l’Ucraina, siano concessioni. Non ritengo che il fatto che ci propongano di lasciare i territori che la Russia non controlla sia una concessione. Il dialogo su questo tema è al di fuori del diritto internazionale. I termini dell’incontro tra i leader dipendono esclusivamente dalla parte russa e dagli Stati Uniti, perché sono stati proprio gli Stati Uniti d’America a proporre, ricordo, il 7 marzo, un cessate il fuoco. Noi lo abbiamo sostenuto”.
Proprio in merito alle garanzie di sicurezza per l’Ucraina in caso di pace, questione a cui lavorano i leader e le leader dell’Ue, , che nelle scorse ore hanno stanziato altri 4 miliardi di euro di aiuti per Kiev, fonti europee vicine ai negoziati, sentite dall’Ansa, hanno reso noto che negli ultimi dieci giorni gli Stati Uniti si sono concentrati sulla componente relativa alle garanzie di sicurezza per l’Ucraina e hanno compiuto “progressi significativi, spiegando: “L’Ucraina – e lo ha ripetuto anche nel corso della riunione dei ministri degli Esteri del G7 – chiede che le garanzie siano “giuridicamente vincolanti”, truppe europee sul suo territorio con il sostegno degli Usa. La Russia e la Cina – ha sottolineato Kiev ai suoi alleati – non possono garantire la nostra sicurezza, l’esperienza dell’ Osce non ha funzionato, ed è quindi necessario un meccanismo simile all’articolo 5; l’adesione all’Ue è pure elemento integrante delle garanzie di sicurezza”. Tutte le parti concordano poi che “le forze armate ucraine sono la garanzia di sicurezza più forte”. Gli Usa, al momento, stanno poi ponendo la questione “dell’innesco”, ovvero la definizione chiara di cosa farà scattare le garanzie stesse. Washington, a questo punto, vuole comprendere ciò che i Paesi della Coalizione sono pronti a concordare prima di assumere un “impegno giuridico”. Sul punto , l’articolo 5 della Nato è sì “giuridicamente vincolante”, ma deve essere prima “attivato collettivamente” dall’Alleanza. Insomma, non è automatico. Un elemento importante che potrebbe ripetersi nel meccanismo allo studio dei Volenterosi”.
Intanto, restando in area Ue, il Presidente polacco Karol Nawrocki ha reso noti i suoi piani per limitare l’accesso dei rifugiati ucraini agli assegni familiari e all’assistenza sanitaria e la sua proposta di vietare la glorificazione di un leader nazionalista ucraino del XX secolo, alla luce delle tensioni tra Varsavia e Kiev sui massacri della Volinia durante la Seconda guerra mondiale.
Inoltre, come reso noto dal ministero degli Affari digitali polacco , il Presidente Nawrocki ha posto il veto su un disegno di legge in base al quale dal 1° ottobre Varsavia non potrà più continuare a pagare l’abbonamento Starlink dell’Ucraina.
Da Pechino, invece, il portavoce del ministero degli Esteri ,Guo Jiakun, ha smentito la notizia, riportata da Die Welt , secondo cui Pechino avrebbe espresso ai rappresentanti diplomatici di alcuni Paesi Ue la volontà di partecipare a una possibile “forza internazionale di mantenimento della pace” su mandato Onu, in caso di soluzione del conflitto Kiev-Mosca, sottolineando come la posizione della Cina sulla crisi ucraina sia “ coerente e chiara”.
Quanto agli USA, il Vicepresidente Vance, in un’intervista andata in onda ieri nel programma “Meet the Press” della NBC, ha dichiarato che Mosca ha fatto “importanti concessioni” nei colloqui per porre fine alla guerra con l’Ucraina, ma che, tuttavia, non è escluso che gli Stati Uniti impongano ulteriori sanzioni per fare pressione sul Cremlino affinché si raggiunga la pace.
Il Presidente degli USA, Trump, nel corso della consueta conferenza stampa nello Studio Ovale, affermando di spingere per porre fine alla guerra iniziata dalla Russia con l’invasione dell’Ucraina e di aver parlato con il Presidente russo Putin successivamente all’incontro alla Casa Bianca, riguardo alla guerra , ha detto: “La guerra in Ucraina si è rivelata uno scontro tra caratteri. Prima o poi vi metteremo fine”, aggiungendo: “Non spendiamo più soldi per l’Ucraina. Gli Stati Uniti venivano “spennati” e la colpa è dell’amministrazione Biden, non del Presidente ucraino Volodymyr Zelensky. confermando il sostegno alle garanzie di sicurezza per Kiev.
Per l’Italia, il Vicepremier e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, Tajani, che nella serata di oggi, sulla scia del vertice di Washington, avrà dei colloqui con gli omologhi di USA, Gran Bretagna, Francia, Germania, Finlandia e Ucraina, per parlare di una pace giusta e duratura e di garanzie di sicurezza per Kiev, ieri, in conferenza stampa al Meeting di Rimini ,al termine della riunione del G7 degli Esteri dedicato all’Ucraina, ha detto: “Si stanno facendo dei passi in avanti anche nella proposta italiana di avere una garanzia modello art.5 della Nato, con la presenza americana. Noi non siamo per inviare truppe ,ma potremmo dare un contributo importante vista la grande esperienza che abbiamo per lo sminamento sia marittimo che terrestre. Poi si vedrà come andranno le cose. Si sono fatti dei passi in avanti anche dal punto di vista del coordinamento su questo tipo di ipotesi. La riunione G7 ha avuto al centro le garanzie di sicurezza per Kiev dopo l’auspicabile accordo di pace. Sui tempi, io non ho mai detto che fossimo a pochi passi dall’accordo, ho sempre detto che si è accesa una luce in fondo a un tunnel ancora lungo da percorrere.
Quella del G7 è stata una riunione dal significato anche simbolico nel giorno dell’Indipendenza ucraina per inviare ancora una volta, dopo le riunioni di Washington, un messaggio chiaro di unità europea e transatlantica a sostegno di Kiev”.
Infine, Papa Leone XIV° , in una lettera indirizzata al Presidente ucraino Zelensky per l’anniversario dell’indipendenza, ha scritto: “Con il cuore ferito dalla violenza che devasta la vostra terra, mi rivolgo a voi, invocando Dio perché consoli quanti sono provati dalle conseguenze del conflitto”, rafforzi “i feriti” e conceda “il riposo eterno ai defunti”
Il Pontefice, ha poi implorato l’Onnipotente “affinché muova i cuori delle persone di buona volontà e il clamore delle armi taccia”, cedendo “il posto al dialogo” e aprendo “la strada della pace per il bene di tutti” e ha affidato l’Ucraina alla Beata Vergine Maria, Regina della Pace.
Il Presidente ucraino Zelensky , in un post social, ha espresso gratitudine a Papa Leone XIV° per la lettera inviata in occasione della Giornata dell’Indipendenza ucraina, evidenziando: “Tutte le nostre speranze e i nostri sforzi sono rivolti al raggiungimento della pace tanto attesa dalla nostra nazione. Perché il bene, la verità e la giustizia prevalgano. Apprezziamo la leadership morale e il sostegno apostolico del Papa”.
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