di Federica Marengo mercoledì 19 marzo 2025

-Ieri pomeriggio, si è svolto il colloquio telefonico tra il Presidente USA Trump e il Presidente russo Putin per discutere di una possibile tregua tra Kiev e Mosca.
Secondo i resoconti diffusi dalla Casa Bianca e dal Cremlino al termine della telefonata, durata circa tre ore, i punti principali dell’intesa consistono ne: lo stop per trenta giorni agli attacchi alle centrali elettriche ucraine, cui seguiranno negoziati tecnici, che si terranno con ogni probabilità in Arabia Saudita, sul cessate il fuoco marittimo nel Mar Nero, sul cessate il fuoco completo e sulla pace permanente. Alla soluzione del conflitto lavoreranno a livello “bilaterale” gruppi di esperti russi e americani.
Tuttavia, il Presidente russo Putin ha posto come condizione per l’attuazione della tregua l’interruzione di tutti gli aiuti militari a Kiev, la fine della mobilitazione forzata e del riarmo delle forze armate ucraine. Sempre il Presidente Putin, poi, ha informato il Presidente Trump di uno scambio di prigionieri per parte con l’Ucraina, che dovrebbe avvenire oggi.
Inoltre, durante il colloquio telefonico, i due Presidenti hanno concordato che un “rapporto bilaterale migliore tra Usa e Russia aiuterà la crescita globale economica e la stabilità geopolitica, con enormi accordi economici all’orizzonte”.
Il Presidente ucraino Zelensky ha così commentato l’esito del colloquio tra il Presidente Trump e il Presidente Putin: “I russi non sono pronti a porre fine a questa guerra, non sono pronti nemmeno per il primo passo, che è un cessate il fuoco. L’intero gioco di Putin è indebolire l’Ucraina, ma che Kiev continuerà a combattere anche nel Kursk”. Poi, dicendosi favorevole a una tregua degli attacchi alle centrali elettriche , ha espresso la richiesta di poter parlare con il Presidente Trump “per conoscere i dettagli di ciò che i russi hanno offerto agli americani o di ciò che gli americani hanno offerto ai russi”.
Quindi, stamane, in conferenza stampa ad Helsinki, dove si è recato, in merito alla richiesta del Presidente Putin al Presidente Trump di “fermare completamente l’assistenza militare straniera e la fornitura di intelligence a Kiev”, come condizione per attuare il cessate il fuoco, il Presidente Zelensky ha dichiarato: “Non credo che dovremmo accettare la minima concessione in termini di aiuti all’Ucraina, ma al contrario che dovremmo rafforzare gli aiuti all’Ucraina. Oggi sarò in contatto con il Presidente Trump e discuteremo i prossimi passi. Gli Stati Uniti devono essere la principale entità di controllo del cessate il fuoco parziale. Se i russi non colpiranno le nostre strutture, noi non colpiremo sicuramente le loro. Tuttavia, anche ieri sera, quando Putin ha detto che avrebbe dato ordine di fermare gli attacchi all’energia ucraina, ci sono stati 150 droni lanciati durante la notte, anche su strutture energetiche”, aggiungendo: “ Kiev vuole essere trasparente nel negoziato sula cessazione del conflitto, in modo che il Presidente Trump e il suo team, e soprattutto il popolo americano, possano realmente vedere e possano realmente sapere che è importante per noi porre fine a questa guerra il più rapidamente possibile”.
Nel pomeriggio di oggi, quindi, vi è stata una conversazione telefonica tra il Presidente ucraino Zelensky e il Presidente USA Trump. Terminato il colloquio, il Presidente USA Trump, in un post sulla sua piattaforma social, ha annunciato: “Ho appena concluso un’ottima telefonata con il presidente dell’Ucraina Zelensky. È durato circa un’ora. Gran parte della discussione si è basata sulla telefonata fatta ieri con il presidente Putin per allineare Russia e Ucraina in termini di richieste e necessità. Siamo sulla buona strada e chiederò al Segretario di Stato Marco Rubio e al Consigliere per la Sicurezza Nazionale Michael Waltz di fornire una descrizione accurata dei punti discussi. La dichiarazione sarà pubblicata a breve”.
Proprio il Consigliere per la sicurezza nazionale Waltz , che nelle prossime ore avrà contatti anche con Kiev, ha fatto sapere in un post social : “Oggi ho parlato con il mio omologo russo Yuri Ushakov degli sforzi del Presidente Trump per porre fine alla guerra in Ucraina. Abbiamo concordato che i nostri team tecnici si incontreranno a Riyadh nei prossimi giorni per concentrarsi sull’attuazione e l’espansione del cessate il fuoco parziale che il Presidente Trump ha ottenuto dalla Russia”, seguito dall’inviato USA Witkoff, che ,in un’intervista a Bloomberg, confermando i colloqui in Arabia Saudita per l’inizio della prossima settimana, ha detto: “Un cessate il fuoco totale sarà negoziato nei prossimi giorni. Penso che lo raggiungeremo entro due settimane”.
Da Bruxelles, esclusa al momento dai negoziati, la Vicepresidente della Commissione Ue e Alta rappresentante per la Politica estera Kallas, riguardo alle condizioni poste dal Presidente Putin per la tregua, ha dichiarato alle agenzie internazionali, tra cui Ansa: “L’Europa non può accettare che il flusso di armi all’Ucraina perché la Russia vuole che Kiev abbassi la guardia. Abbiamo visto quel che è successo con Minsk 1 e 2: se Mosca ottiene il divieto di fornire aiuti militari all’Ucraina sarà libera di continuare perché gli ucraini non potranno difendersi da soli, quindi è chiaro che non può funzionare, non può essere l’accordo. La garanzia di sicurezza più forte è un esercito ucraino forte, anche questo è molto chiaro”.
Poi, tornando a parlare del piano di riarmo dell’Ue, nell’ambito della conferenza stampa di presentazione del Libro bianco sulla difesa e del piano ReArm Europe/Readiness 2030, ha spiegato: “Questa mattina abbiamo adottato diversi documenti relativi al Libro bianco sul futuro della Difesa europea e al piano Rearm Europe Readiness 2030, tra cui due atti legislativi per rafforzare l’industria europea della difesa, proponendo al contempo le necessarie flessibilità nelle spese. L’ordine internazionale sta subendo cambiamenti di portata mai vista dal 1945. Questo è un momento cruciale per la sicurezza europea. È un momento cruciale per l’azione. È vero che il fabbisogno di fondi aggiuntivi è enorme. Anche le proposte che abbiamo adottato oggi sono essenziali. In primo luogo, rendere i paesi europei più forti contro qualsiasi minaccia militare. Abbiamo identificato le lacune di capacità degli Stati membri e in linea con le priorità di capacità della Nato. Abbiamo proposto idee su come lavorare insieme per colmarle. Ciò significa ricostituire le scorte europee di munizioni, armi ed equipaggiamenti militari, nonché mantenere il flusso verso l’Ucraina e sviluppare progetti paneuropei su larga scala. Nel Libro bianco, riprendiamo le proposte dell’Iniziativa di sostegno militare all’Ucraina, tra le quali più munizioni, almeno 2 milioni di proiettili all’anno, nonché difesa aerea e droni e l’addestramento e l’equipaggiamento delle brigate ucraine. Ciò include anche il sostegno diretto all’industria della difesa ucraina e un migliore accesso ai servizi spaziali. Il nuovo strumento Safe proposto dalla Commissione sosterrà queste ambizioni. L’economia russa è in piena modalità bellica, il 40% del bilancio federale destinato alle forze armate è più di quanto la Russia spenda per l’istruzione, la sanità e le politiche sociali messe insieme. A prescindere dai negoziati in corso per la pace in Ucraina, si tratta di un investimento a lungo termine in un piano di aggressione a lungo termine. L’Ucraina deve essere armata per evitare qualsiasi attacco futuro, e abbiamo bisogno di un piano a lungo termine per farcela. Oggi abbiamo presentato un piano per affrontare le minacce immediate e per costruire una difesa europea a lungo termine. Così facendo, aiuteremo i paesi europei a raggiungere gli obiettivi di capacità della NATO. Non lo facciamo per combattere la guerra, ma per prepararci al peggio, per difendere la pace in Europa e per essere forti in un mondo in cui la forza non può fare la ragione”.
Il commissario Ue alla Difesa, Kubilius, intervenuto anch’egli alla conferenza stampa di presentazione del Libro bianco sulla difesa e del piano ReArm Europe/Readiness 2030, ha detto: “I servizi di intelligence, ad esempio di Germania e Danimarca, hanno recentemente annunciato pubblicamente che, secondo le loro informazioni, il Cremlino si sta preparando a mettere alla prova l’Articolo 5 della Nato prima del 2030. Ecco perché abbiamo bisogno di una roadmap per la prontezza per il 2030, perché dobbiamo agire su larga scala”.
I vertici dell’Ue, la Presidente della Commissione von der Leyen e il Presidente del Consiglio Ue Costa, in un post social hanno ribadito la fermezza nel sostegno a Kiev, augurandosi che la telefonata di ieri tra il Presidente Trump e il Presidente Putin rappresenti un progresso in direzione della pace.
La portavoce del governo francese Sophie Primas, al termine del Consiglio dei Ministri , ha dichiarato: “Vladimir Putin ha posto condizioni che non sembrano realistiche per un cessate il fuoco in Ucraina, in particolare la cessazione degli aiuti militari occidentali a Kiev. Una telefonata tra il Presidente Trump e il Presidente Putin non può concludersi con un accordo finché gli ucraini stessi non sono coinvolti nella discussione e finché gli europei non sono coinvolti nella discussione”.
Sulla stessa linea dell’Eliseo, anche Berlino, che ha confermato il sostegno militare a Kiev , evidenziando come, alla luce degli attacchi russi avvenuti nella notte agli impianti energetici ucraini la tregua, di fatto, non sia stata attuata da Mosca , e Londra, con il portavoce di Downing Street, che ha sottolineato: “E’ deludente che il Presidente russo Vladimir Putin non abbia accettato un cessate il fuoco completo e senza condizioni con l’Ucraina, dopo che Washington e Mosca hanno annunciato un accordo su un cessate il fuoco limitato alle infrastrutture energetiche. Ovviamente accogliamo con favore gli sforzi del Presidente Donald Trump per garantire un cessate il fuoco, ma è anche deludente che Putin non abbia accettato un cessate il fuoco completo, immediato e incondizionato, come ha fatto l’Ucraina”.
Per l’Italia, la Presidente del Consiglio Meloni, nella sua replica, seguita alle Comunicazioni alla Camera, in vista del Consiglio Ue del 20 e 21 marzo, ha affermato: “Ieri c’è stata una lunga conversazione tra Trump e Putin, da quello che apprendiamo finora c’è una ipotesi di cessate il fuoco parziale limitato a infrastrutture strategiche, è un primissimo spiraglio nel senso di quanto concordato a monte tra Trump e Zelensky, aggiungendo: “Ho tenuto una posizione chiara sia sulle proposte poco efficaci di altri paesi sia sulle proposte che l’Italia porta avanti , ossia di estendere l’articolo 5 della Nato anche all’Ucraina: sembra sia la proposta più semplice ed efficace delle altre anche perché aiuterebbe a svelare eventuale bluff di Putin: se la Russia non ha in mente di invadere nuovamente i vicini non si capisce perché non dovrebbe accettare garanzie di sicurezza. Quella sull’articolo 5 è la proposta che deve essere portata al tavolo. La pace si gioca sulle garanzie di sicurezza. Non dobbiamo seguire pedissequamente le proposte avanzate da altri semplicemente perché dobbiamo decidere da che parte stare. Il nostro ruolo è di partecipare con nostre proposte, chi ha il coraggio di farle fa qualcosa di utile”.
Il Vicepremier e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale Tajani, invece, a margine di un evento, ha detto: “La telefonata tra Putin e Trump è un primo passo poi vedremo quando inizierà la trattativa. Siamo ancora in una fase prodromica, bene che si possa continuare a dialogare anche a Gedda poi vediamo come andranno le cose. Noi sosteniamo le iniziative favorevoli alla pace, poi mi auguro che si possa dare vita a un tavolo dove Ucraina, Russia, USA ed Europa possano sedersi per arrivare a un pace giusta che garantisca comunque l’indipendenza dell’Ucraina, noi siamo al fianco di Kiev, lo dice anche la risoluzione che approviamo. Andiamo in questa direzione”.
Domani e dopodomani, a Bruxelles, si terrà il Consiglio Europeo. Tra i temi principali in agenda: la guerra in Ucraina. Secondo quanto riportato dall’agenzia Agi, nella bozza delle conclusioni, nella parte relativa all’Ucraina, il sostegno a Kiev è stato confermato da 26 capi di Stato e di Governo, mentre l’Ungheria ha posto il veto. Quindi, le conclusioni dei leader e delle leader dell’Ue sull’Ucraina sono state separate da quelle del Consiglio Europeo. Quanto al piano voluto dalla Vicepresidente e Alta rappresentante Kallas per gli aiuti militari a Kiev fino a 40 miliardi di euro, è stata confermata l’adesione volontaria da parte degli Stati membri.
Intanto, sul campo, la notte scorsa, le forze ucraine hanno abbattuto 6 missili e 145 droni lanciati da Mosca su diverse regioni e impianti energetici del Paese, mentre la Difesa russa ha reso noto di aver respinto un attacco con droni ucraini a Krasnodar ,che avrebbe causato l’incendio di un deposito di petrolio greggio. Pertanto, Ucraina e Russia si sono accusate a vicenda di non voler risolvere il conflitto.
Avvenuto invece lo scambio di prigionieri per parte annunciato dal Presidente Putin nella telefonata con il Presidente Trump: la Russia e l’Ucraina, infatti hanno annunciato di aver scambiato 175 prigionieri di guerra di ciascuna parte e 22 prigionieri ucraini “gravemente feriti”. Per il Presidente ucraino Zelensky, si tratta di uno dei “più grandi scambi” organizzati dai due Paesi.
Infine, il Presidente russo Putin ha fatto sapere che le forze di Mosca stanno completando la sconfitta delle forze ucraine nella regione di Kursk, ma Kiev ha smentito, come pure ha smentito, parlando di “propaganda”, quanto sostenuto dal ministero russo della Difesa, ovvero che ieri, dopo il colloquio tra il Presidente Trump e il Presidente Putin e la decisione circa la tregua di trenta giorni degli attacchi sulle infrastrutture energetiche ucraine, Mosca abbia bloccato “un significativo attacco di terra ucraino per sconfinare nella regione russa di Belgorod, confinante con quelle ucraine di Kharkiv e Sumy”.
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