di Federica Marengo mercoledì 19 febbraio 2025

-Ieri, si è svolto a Riad, in Arabia Saudita, il primo incontro tra le delegazioni degli USA e della Russia. Al tavolo per gli USA: il Segretario di Stato Rubio, l’Inviato speciale Witkoff e il consigliere per la Sicurezza nazionale Waltz; per la Russia, invece, il ministro degli Esteri Lavrov, il consigliere presidenziale Ushakov e il capo del fondo sovrano Dmitriev.
Al centro dell’incontro: le relazioni tra USA e Russia e la guerra in Ucraina. Entrambe le parti, al termine del confronto, si sono dette soddisfatte del colloquio, che ha raggiunto l’obiettivo di ristabilire una comunicazione tra Washington e Mosca dopo la rottura diplomatica.
Il Segretario di Stato USA Rubio , in merito all’incontro con i rappresentanti di Mosca, ha dichiarato: “E’ un primo passo di un viaggio lungo e difficile verso il disgelo tra USA e Russia. Eventuali concessioni da parte della Russia saranno il frutto di un lungo e difficile processo diplomatico che si svolgerà a porte chiuse”.
Tuttavia, il Segretario di Stato USA Rubio ha assicurato la presenza della Ue al tavolo delle trattative sulla guerra in Ucraina, in quanto: “L’Europa ha imposto sanzioni alla Russia e quindi anche l’Europa dovrà sedersi al tavolo dei negoziati, ma prima di tutto dobbiamo mettere fine a questo conflitto e Trump è l’unico leader al mondo che può riuscirci”.
Soddisfatta del primo colloquio anche la delegazione russa, con il ministro degli Esteri Lavrov che ha parlato di “conversazione molto utile”, sottolineando: “Gli USA hanno compreso meglio la posizione di Mosca sull’Ucraina dopo i colloqui ad alto livello che si sono tenuti a Riad”, per poi smentire l’esistenza di un piano in tre fasi riportato dai media americani. Mosca, inoltre, ha aperto all’adesione dell’Ucraina alla Ue, quale suo “diritto sovrano”, ribadendo però la contrarietà alla sua adesione alla Nato.
Il portavoce del Cremlino Peskov, poi, ha dichiarato che il Presidente russo Putin è “pronto ad avere colloqui con Zelensky, anche se restano dubbi sulla sua legittimità, considerando che il suo mandato presidenziale è scaduto nel maggio 2024 e si è automaticamente rinnovato in quanto la legge ucraina proibisce il voto sotto la legge marziale, in vigore nel Paese dall’inizio della guerra.
Intanto, il Presidente ucraino Zelensky non presente con una sua delegazione al tavolo, ha dichiarato che non accetterà mai il risultato dei negoziati senza la partecipazione dell’Ucraina ai negoziati e, dalla Turchia, dove si è recato per l’apertura dell’ambasciata ucraina, ha fatto sapere di aver rinviato la visita in Arabia Saudita programmata per oggi al 10 marzo, affermando di “non volere coincidenze” e di aver saputo dell’incontro tra le delegazioni americana e russa dai media.
Il Presidente Zelensky, quindi, ha ribadito la richiesta di colloqui sulla guerra in Ucraina che siano “equi” e che si svolgano con la partecipazione dell’Ue, di Gran Bretagna e della Turchia, offertasi nuovamente come mediatrice.
Nella notte, il Presidente USA Trump, nel corso di una conferenza stampa a Mar-a-Lago, riguardo al mancato riconoscimento della legittimità della presidenza di Zelensky da parte di Mosca, ha dichiarato: “Non abbiamo avuto elezioni per la legge marziale al momento e, mi dispiace dirlo, il leader è al 4% di approvazione. Abbiamo un Paese con tanta distruzione, città demolite. È da tempo che non hanno elezioni. L’Ucraina è stata spazzata via. Le persone sono stanche e vogliono che accada qualcosa. Mi piace personalmente, ma quello che è personale non mi interessa, mi interessa fare il lavoro e abbiamo una leadership che ha permesso che questo accadesse, una guerra che non sarebbe dovuta accadere se fossi stato io presidente. Voglio vedere se riesco a salvare milioni di vite. È una situazione molto triste”.
In merito a un suo incontro con il Presidente russo Putin, Trump ha detto: “Probabilmente, lo incontrerò prima della fine del mese”, mentre sull’invio di truppe di pace in Ucraina ha affermato che gli Stati Uniti non schiereranno mai truppe in Ucraina, ma che non si opporranno se l’Ue volesse inviare una missione europea di pace.
Una replica al Presidente USA Trump è arrivata quest’oggi dal Presidente ucraino Zelensky, che, in conferenza stampa, come riportato dall’agenzia ucraina Ukrinform, rivendicando un consenso del 57%, ha dichiarato: ” Ho grande rispetto per Trump come leader del popolo americano, ma Donald Trump vive in uno spazio di disinformazione russa. Se qualcuno volesse sostituirmi adesso, questa cosa non funzionerebbe. In secondo luogo, poiché è stato citato il 4%, abbiamo che questa disinformazione proviene dalla Russia. Lo capiamo e abbiamo le prove che gli Stati Uniti e la Russia stanno parlando di questi numeri”.
Poi, come riportato dal Guardian, ha aggiunto: “Gli Stati Uniti hanno aiutato Putin a uscire dall’isolamento da parte dell’Occidente. Questo non è positivo per l’Ucraina. Stanno tirando fuori Putin dall’isolamento. E i russi sono contenti perché la discussione si concentra su di loro. La Russia sembra presentarsi “come una vittima, e questa è una novità”.
Invece, riguardo l’intenzione degli USA di subordinare gli aiuti militari all’accesso ai giacimenti di terre rare , Zelensky ha sottolineato: “Non posso svendere l’Ucraina. Il documento non era chiaro. Era chiaro solo su una cosa: dobbiamo dare il 50% di tutto. Ho detto che questo documento non era pronto. Ho detto che non c’era una parola sulle garanzie di sicurezza. Già al secondo incontro con [il vicepresidente degli Stati Uniti J.D Vance, abbiamo concordato che ci potrebbe essere qualcosa a riguardo, ma nessuno sa cosa. Ho suggerito di includere delle percentuali nell’accordo. Ho detto: ‘Scriviamo delle garanzie e scriveremo delle percentuali nel memorandum’. Mi hanno detto: ‘Solo il 50%’. Ho detto di no. È bene che gli avvocati ci lavorino ulteriormente. Tuttavia, Kiev è pronta a lavorare su un documento serio che contenga delle garanzie di sicurezza: la proposta della Casa Bianca è al di fuori dei miei poteri, al di fuori della Costituzione e delle leggi dell’Ucraina, è qualcosa sotto la legge di New York, e non c’è una parola sulle garanzie di sicurezza”.
Infine, in merito all’adesione alla Nato come garanzia di sicurezza, il Presidente Zelensky ha detto: “Capisco che ogni volta che dico Nato, non vogliono nemmeno che menzioniamo quella parola, ma questo è il punto in cui siamo. Altre discussioni teoriche sulle garanzie di sicurezza al di fuori della Nato sono difficili perché non abbiamo molti formati per le garanzie di sicurezza (e tempo) per costruire qualcosa di nuovo. Vogliamo garanzie di sicurezza quest’anno, vogliamo porre fine alla guerra quest’anno”.
A Kiev, è arrivato oggi l’inviato speciale USA per l’Ucraina Kellogg, accolto alla stazione dall’ambasciatrice Usa in Ucraina, Bridget Brink. Kellogg al suo arrivo ha dichiarato: “Questa è un’opportunità per avere potenzialmente buoni negoziati. Ascolteremo. Siamo pronti a fornire ciò che è necessario. Comprendiamo la necessità di garanzie di sicurezza. Parte della mia missione è ascoltare. Poi tornerò negli Stati Uniti e parlerò con il Presidente Trump. Per essere sicuri di aver capito tutto correttamente. Sono davvero convinto che la guerra non sarebbe iniziata se Trump fosse stato presidente in quel momento. Capisce che le persone stanno soffrendo, capisce la devastazione. E noi vogliamo che tutto questo finisca. Comprendiamo la necessità di garanzie di sicurezza dell’Ucraina. Siamo molto chiari sul fatto che è importante per la sovranità di questa nazione”.
Più tardi, Zelensky ha anche avuto un colloquio telefonico , definito “positivo e proficuo”, con il Segretario della Nato Rutte, di cui ha riferito in un post social, scrivendo: “Prima di qualsiasi potenziale negoziato, tutti i partner devono comprendere chiaramente che forti garanzie di sicurezza sono la priorità per una pace duratura.
Ho condiviso i dettagli del mio incontro con il presidente Erdogan, durante la quale abbiamo discusso del ruolo della Turchia nel fornire garanzie di sicurezza. L’Ucraina ha bisogno di un’ampia rappresentanza da parte dei Paesi: Europa, tra cui Regno Unito e Turchia, e Stati Uniti, in questo processo. Mark mi ha informato del suo incontro con il generale Kellogg. I messaggi chiave sono in linea con il nostro obiettivo di raggiungere una pace garantita, non solo un cessate il fuoco temporaneo. Bisogna avere fiducia che tra qualche mese o anno Putin non tornerà con la sua guerra. Abbiamo anche discusso dei nostri futuri contatti con i partner e coordinato i nostri prossimi passi. Non possiamo permettere a Putin di ingannare tutti di nuovo. Prima di qualsiasi potenziale negoziazione, tutti i partner devono comprendere chiaramente che forti garanzie di sicurezza sono la priorità per una pace duratura. Grazie, Mark, per il tuo supporto e la tua assistenza”.
Il Presidente USA Trump, poi, è tornato sulla questione delle elezioni a Kiev definendo Zelensky ,in un post sulla sua piattaforma social, “un dittatore senza elezioni”. Parole che hanno suscitato la reazione dei leader europei e della Gran Bretagna, i quali hanno sottolineato che “è stata la Russia di Vladimir Putin a iniziare la guerra in Ucraina”, che “l’Ucraina si sta difendendo da una spietata guerra di aggressione russa da quasi tre anni” e che “Volodymyr Zelensky è il capo di Stato eletto dell’Ucraina poiché le elezioni ordinarie non possano essere tenute nel bel mezzo della guerra , fatto in linea con i requisiti della costituzione ucraina e delle leggi elettorali”.
A Mosca, invece, il ministro degli Esteri russo, Lavrov, riferendo alla Duma, la Camera bassa del Parlamento russo, dei colloqui di ieri a Riad, ha sottolineato: “Donald Trump è l’unico leader occidentale ad aver compreso che i timori della Russia per un possibile ingresso dell’Ucraina nella Nato sono stati tra le cause profonde dell’inizio del conflitto. L’incontro russo-americano a Riadha dimostrato che si sta avviando un processo verso la normalizzazione delle relazioni su tutti i fronti. Come hanno dimostrato i colloqui di ieri, si sta avviando un processo verso la normalizzazione delle relazioni su tutti i fronti. C’è, almeno, la disponibilità, la dichiarata disponibilità ad avviare questo movimento. E per risolvere non solo la crisi ucraina, ma per creare le condizioni per ripristinare e costruire la partnership nella sfera commerciale, economica e geopolitica tra la Federazione Russa e gli Stati Uniti. Nel frattempo è necessario cestinare l’eredità dell’amministrazione del precedente presidente degli Stati Uniti Joe Biden che ha fatto di tutto per distruggere qualsiasi segnale di possibile partnership a lungo termine tra Mosca e Washington”.
Il Presidente russo Putin, invece, nel corso di un punto stampa, ha così commentato l’esito del primo colloquio tra le delegazioni di USA e Russia: “Ne sono stato informato, li sto valutando positivamente, c’è un risultato . Abbiamo fatto il primo passo per riprendere il lavoro in aree molto diverse. La Russia ha compiuto il primo passo per riprendere la collaborazione con gli Stati Uniti in una serie di settori di reciproco interesse, tra cui il Medioriente. Senza aumentare il livello di fiducia tra Russia e Stati Uniti, è semplicemente impossibile risolvere molti problemi, inclusa la crisi ucraina. L’obiettivo di questo incontro era aumentare la fiducia tra Russia e Stati Uniti. Per quanto riguarda il processo negoziale, il presidente Trump mi ha detto durante una conversazione telefonica, posso confermarlo, che naturalmente gli Stati Uniti presumono che il processo negoziale si svolgerà con la partecipazione sia della Russia che dell’Ucraina. Nessuno esclude l’Ucraina da questo processo.
Poi, riguardo all’Ue, ha sottolineato: “I leader europei hanno effettivamente interferito direttamente nel processo elettorale negli Stati Uniti, arrivando al punto di insultare direttamente uno dei candidati. Sono sorpreso dalla moderazione di Donald Trump nei confronti dei suoi alleati ,che si sono comportati in modo rozzo. Trump , si comporta inoltre in modo abbastanza intelligente nei rapporti con loro. La Russia non ha rifiutato i contatti con gli europei e l’Ucraina, sono stati loro a interrompere o vietare tali contatti. E’ inappropriata l’isteria di Kiev per l’assenza dal tavolo negoziale tra Russia e Stati Uniti. Probabilmente ,tutti se ne sono dimenticati, ma vi ricordo che esattamente tra un anno, nel febbraio 2026, scadrà il Trattato di limitazione delle armi strategiche. Forse i rappresentanti dell’Ucraina intendono sedersi al tavolo delle trattative e fare da mediatori tra Russia e Stati Uniti? Beh, probabilmente no. Perché questa isteria? L’isteria è inappropriata”.
Nel frattempo, proprio a Bruxelles, stamane, gli ambasciatori dell’Ue hanno dato il via libera all’adozione del 16° pacchetto di sanzioni contro la Russia, che il Consiglio Esteri approverà formalmente lunedì 24 febbraio, giorno del terzo anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
Il nuovo pacchetto prevede : il divieto di transazioni con porti e aeroporti in Russia, elusione del tetto massimo del prezzo del petrolio e altre sanzioni (11 porti e aeroporti); la rimozione dallo Swift di 13 banche e tre istituti finanziari; 73 nuove navi nella blacklist della flotta ombra; sospensione delle licenze di trasmissione nell’Unione di 8 organi di informazione russi; nuovi divieti di esportazione (precursori chimici, cromo, altri prodotti utilizzati nelle macchine Cnc) e divieto di servizio (raffinerie di petrolio e gas); nuovo divieto di importazione (alluminio).
A tal riguardo, la Presidente della Commissione Ue von der Leyen ha scritto in un post social: “Accolgo con favore l’accordo sul nostro 16esimo pacchetto di sanzioni. L’Ue sta reprimendo ancora più duramente l’elusione delle precedenti misure sanzionatorie ai danni di personalità e aziende russe che hanno avuto un ruolo nella guerra in Ucraina prendendo di mira più navi della flotta ombra di Putin e imponendo nuovi divieti di importazione ed esportazione”.
Infine, si è tenuto oggi pomeriggio, a Parigi, un secondo vertice in videoconferenza, dopo quello di lunedì in formato ristretto , promosso sempre dal Presidente francese Macron, cui hanno partecipato il Presidente della Romania, Ilie Bolojan (unico in presenza), e il Premier del Lussemburgo, Luc Frieden e i leader e le leader di : Lituania, Finlandia, Belgio, Bulgaria, Canada, Croazia, Estonia, Finlandia, Grecia, Irlanda, Islanda, Lettonia, Norvegia, Portogallo, Svezia Slovenia e Repubblica ceca.
Secondo fonti di partito citate dall’agenzia France Presse, il Presidente Macron avrebbe convocato per domani mattina all’Eliseo i leader dei principali partiti politici della Francia, per fare il punto sull’Ucraina e la sicurezza dell’Europa.
©Riproduzione riservata