di Federica Marengo martedì 10 marzo 2026

-Nell’undicesima giornata della guerra israelo-americana contro l’Iran, sono proseguiti i raid delle forze di Tel Aviv e degli USA su Teheran e dell’IDF sul Libano e i contrattacchi dell’Iran su Israele e sui Paesi del Golfo.
Il Presidente USA Trump ha dichiarato che la guerra finirà molto presto, essendo stato distrutto negli attacchi l’80% dei siti e delle piattaforme di lancio missilistico dell’Iran e quasi ogni forza di Teheran, tanto che gli USA, sono avanti rispetto alla tabella di marcia.
Il numero uno della Casa Bianca, poi, ha ribadito la contrarietà alla nomina di Mojtaba Khamenei come nuova Guida Suprema dell’Iran, in quanto “porterà altri problemi al suo Paese” e ha lanciato un avvertimento a Teheran, sottolineando che gli USA colpiranno più duramente, se verranno bloccate le forniture di petrolio greggio , assicurando che , se necessario, le navi saranno scortate attraverso lo Stretto di Hormuz, di cui l’America potrebbe prendere il controllo.
Inoltre, lo stesso Trump, che nelle ultime ore si è detto disposto a parlare con l’Iran, in un’intervista a Politico, ha affermato di non aver perso la fiducia nell’inviato speciale, Steve Witkoff e in Jared Kushner, nonostante non siano riusciti a raggiungere un accordo con Teheran e che la guerra in Iran potrebbe essere un volano per gli Accordi di Abramo, di cui “Kushner è l’architetto”, poiché “In molti si uniranno ,ora che l’Iran è decimato”.
L’inviato speciale USA, Witkoof, che ha smentito che la Russia abbia condiviso informazioni di intelligence con Teheran, ha detto che prove a disposizione indicano che l’Iran non vuole una soluzione diplomatica al conflitto e che Donald Trump è sempre disposto a parlare con l’Iran, ma il nodo è se le trattative sarebbero produttive.
Il Segretario alla Guerra USA, Hegseth, nella consueta conferenza stampa al Pentagono, ha dichiarato: “In Iran, stiamo vincendo. Non molleremo fino a quando il nemico non sarà completamente sconfitto. Questo non è il 2003. Gli iraniani stanno correndo verso una bomba nucleare e Trump non lo permetterà mai. I mullah sanno che il loro esercito viene sistematicamente degradato e l’Iran è solo e sta perdendo malamente. L’ America sta vincendo e sta perseguendo i suoi obiettivi per distruggere i suoi missili, la sua Marina e impedire permanentemente all’Iran di avere armi nucleari per sempre. Non desisteremo, finché il nemico non sarà totalmente e completamente sconfitto. Oggi, sarà il giorno più intenso di attacchi contro l’Iran. Teheran ha una capacità sempre più bassa di rispondere, che è quello a cui puntiamo, dimostrazione di una degradazione delle capacità di difesa e dell’efficacia delle azioni Usa”.
Poi, sulla durata della guerra, ha evidenziato: “La nostra posizione è molto forte, offrendo al presidente degli Stati Uniti il massimo delle opzioni, e fin dall’inizio, da questo podio, non abbiamo dichiarato quanto tempo ci vorrà, la nostra volontà è infinita. In definitiva, il Presidente può determinare lo stato finale di quegli obiettivi. Ma, quello che ha ripetuto continuamente, e voglio che il popolo americano capisca, è che non è infinita. Non è prolungata. Il presidente ha una missione ben specifica da compiere, e il nostro compito è portarla a termine senza sosta. Ora tocca a lui controllare l’acceleratore. E’ lui che decide. E’ lui che è eletto a nome del popolo americano quando raggiungeremo quegli obiettivi specifici. E quindi non sta a me stabilire se si tratti dell’inizio, della metà o della fine, quello spetta a lui, e lui continuerà a comunicare che ciò che noi gli serviamo e fornirgli aggiornamenti quotidiani su dove ci troviamo esattamente, in modo che possa prendere quella decisione sull’acceleratore”.
E ancora, in merito alla telefonata del Presidente USA Trump con il Presidente russo Putin, Hegseth ha detto: “Il Presidente mantiene relazioni forti con i leader mondiali, cosa che per noi crea opportunità in modi molto dinamici. Ha detto di avere avuto una buona telefonata con Putin, riaffermando, si spera, l’opportunità di una pace tra Russia e Ucraina e anche un riconoscimento che in merito a questo conflitto, Mosca non dovrebbe essere coinvolta”.
Infine, Hegseth ha sottolineato che è stato: “Un grande errore da parte del regime iraniano prendere di mira i Paesi vicini. E’ una dimostrazione di disperazione” ; che gli obiettivi della campagna in Iran sono tre: distruggere il programma missilistico iraniano, distruggere le navi iraniane e negare a Teheran per sempre l’arma nucleare e che “la fine della missione sarà decisa dal Presidente Trump.
Il Premier israeliano Netanyahu, a sua volta, evidenziando che l’offensiva militare israeliana contro l’Iran “non è ancora conclusa”, ha dichiarato: “Con l’operazione in corso ,stiamo rompendo le loro ossa e non abbiamo ancora finito”.
Secondo Axios, che cita fonti informate, gli Stati Uniti avrebbero chiesto a Israele (per la prima volta) di fermare gli attacchi contro le infrastrutture energetiche dell’Iran.
Quanto a un coinvolgimento delle forze curde, nel nord dell’Iraq, in un colloquio telefonico, il Premier iracheno, Mohammed Shia al-Sudani ,ha detto al Segretario di Stato USA, Rubio , che l’Iraq non dovrebbe essere utilizzato come rampa di lancio per attacchi contro l’Iran, respingendo l’ipotesi che lo spazio aereo, il territorio e le acque irachene vengano utilizzati per azioni militari contro i Paesi confinanti o la regione.
Da Teheran, i Guardiani della Rivoluzione, in risposta al Presidente USA, Trump, tramite un portavoce, hanno dichiarato: “Saremo noi a decidere la fine della guerra. L’equilibrio e il futuro status della regione sono ora nelle mani delle nostre forze armate. Le forze americane non porranno fine alla guerra”, aggiungendo che : “L’Iran non permetterà l’esportazione di nemmeno un litro di petrolio dalla regione fino a nuovo avviso al nemico ostile e ai suoi partner, finché continuerà l’aggressione degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran e le sue infrastrutture civili”.
Al riguardo, il capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, Larijani, rivolgendosi al Presidente Trump, che aveva avvertito che gli Stati Uniti avrebbero colpito l’Iran più duramente ,se avesse bloccato il flusso di petrolio dallo Stretto di Hormuz, tramite post social, ha replicato: “L’Iran non ha paura delle vostre minacce vuote. Chi è più grande di voi non potrebbe eliminare l’Iran, quindi fate attenzione a non essere eliminati”.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in un’intervista con PBS News Hour, ripresa dal Guardian, ha detto di non credere che Stati Uniti e Israele abbiano una conclusione realistica per il conflitto e che stiano solo seminando il caos.
Proprio Araghchi ha avuto una conversazione telefonica con il suo omologo russo, Lavrov, “per discutere della forte escalation e del grave deterioramento della situazione in Medio Oriente.
Il ministero degli Esteri russo, in una nota, ha dichiarato: “È proseguito lo scambio di opinioni sulla situazione in evoluzione in Medio Oriente, che si è drasticamente deteriorata a causa dell’aggressione non provocata degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran. Lavrov – si aggiunge nella nota – ha nuovamente espresso una posizione di principio a favore di una rapida de-escalation e del ritorno della situazione nell’ambito di una soluzione politico-diplomatica, cui la parte russa è sempre pronta a contribuire, tenendo debitamente conto degli interessi di sicurezza dell’Iran e dei suoi vicini nella regione”.
Il Cremlino, che nelle scorse ore ha sottolineato la disponibilità di Mosca a contribuire alla riduzione delle tensioni e di avere varie proposte, ha fatto sapere che , quest’oggi, il Presidente russo Vladimir Putin ha avuto una seconda conversazione telefonica in una settimana con il suo omologo iraniano, Pezeshkian,in cui : “Il Presidente russo ha confermato la sua posizione fondamentale in favore di una de-escalation il prima possibile e di una soluzione del conflitto attraverso mezzi politici. Da parte sua, Pezeshkian ha ringraziato la Russia per il sostegno, in particolare per l’aiuto umanitario all’Iran”.
In merito a Pezeshkian, una fonte governativa di alto livello ha dichiarato a IranWire che il Presidente Pezeshkian non ha avuto alcuna comunicazione con Mojtaba Khamenei dalla sua nomina a Guida Suprema della Repubblica islamica e che non ha una conoscenza chiara delle sue condizioni attuali, aggiungendo che l’amministrazione Pezeshkian si trova attualmente in uno stato di “grave disordine” a causa delle condizioni di guerra in corso, ma che “i Guardiani della Rivoluzione stanno operando con grande coordinamento”.
La stessa fonte ha poi detto che vi sono preoccupazioni particolarmente significative, perché il 20 marzo si celebra il Nowruz, il Capodanno persiano, in cui tradizionalmente i dipendenti pubblici ricevono, insieme allo stipendio, anche i bonus di fine anno e “L’instabilità del governo è così grave che non è chiaro se gli stipendi dei dipendenti potranno essere pagati entro Nowruz”.
Intanto, dopo che ieri la Nato ha intercettato un secondo missile balistico lanciato dall’Iran nello spazio aereo turco, la Turchia ha dichiarato che il sistema di difesa missilistica Patriot è stato schierato nel centro del Paese,
Riguardo ai Paesi europei, Downing Street ha reso noto che, in telefonate separate , i leader di Italia, Regno Unito e Germania, Giorgia Meloni, Keir Starmer e Friedrich Merz, hanno concordato di “Lavorare insieme a una serie di opzioni per proteggere le navi commerciali nello Stretto di Hormuz, in risposta alle crescenti minacce dell’Iran”, sottolineando “l’importanza vitale della libertà di navigazione” e la necessità di “uno stretto coordinamento nei prossimi giorni”.
Il Vicepremier e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, Tajani,in un post social ha fatto sapere di aver avuto una: “Lunga conversazione sulla guerra in Medio Oriente con il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar Mohammed bin Abdulrahman AlThani”, definendo “inaccettabili i nuovi attacchi iraniani al Qatar” e sottolineando: “Il nostro obiettivo comune è quello di arrivare a costruire una soluzione politica della crisi. Vogliamo difendere la libertà dei transiti ad Hormuz e la sicurezza marittima: ho ribadito la piena solidarietà e la vicinanza dell’Italia al popolo qatarino. Ho ringraziato il collega per l’assistenza prestata ai cittadini italiani in Qatar in questa fase emergenziale. Abbiamo concordato di tenerci in stretto contatto per continuare a sostenere ogni sforzo negoziale e diplomatico diretto a ridurre le tensioni”.
Sempre in un post social, Tajani ha reso noto di aver avuto un colloquio telefonico anche con l’omologo turco Fidan, cui ha espresso “la solidarietà italiana dopo le incursioni nello spazio aereo della Turchia, un Paese membro della Nato, un amico e alleato dell’Italia” e con cui ha concordato che “in questa fase è essenziale che tutti gli attori regionali usino prudenza e moderazione per tenere aperto un canale di dialogo” , per “evitare una escalation e nuove tensioni nella regione”, sottolineando che “La Turchia è in grado di svolgere un utile ruolo negoziale” e che Italia e Turchia continueranno “a lavorare insieme innanzitutto per evitare il blocco dello Stretto di Hormuz e “impedire che questa guerra si riverberi sull’economia”.
Restando in tema questione energetica, dopo l’innalzamento dei prezzi del petrolio e il successivo calo, determinato dalle dichiarazioni del Presidente Trump sulla brevità del conflitto, stamane, a margine del Vertice sull’Energia nucleare in corso a Parigi, è stato convocato d’urgenza un G7 Energia, al quale ha partecipato per l’Italia il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Pichetto Fratin.
Nel corso del vertice, la Presidente della Commissione Ue, von der Leyen, nel suo intervento, ha dichiarato che i prezzi dell’elettricità in Ue sono troppo alti e che la riduzione della quota di energia nucleare sia stato un errore strategico, essendo “una fonte di energia affidabile, economica e a basse emissioni”.
Ciò, mentre vi è stato un rinvio dell’approvazione in Consiglio dei Ministri, svoltosi nel pomeriggio di oggi, dei provvedimenti sulle accise mobili. Secondo fonti di Governo, sulla questione del rialzo dei prezzi dei carburanti, sono in corso ulteriori approfondimenti per valutare se il meccanismo dell’aliquota mobile, usato durante la guerra in Ucraina, sia adeguato alla situazione attuale o sia necessario adottare uno strumento alternativo.
Al termine del Consiglio dei Ministri, la Premier, Meloni, ha preso parte a una videoconferenza, convocata da Italia, Germania e Belgio, per fare il punto su semplificazione ed energia, nel quadro della crisi dei prezzi causata dal conflitto in Iran e nel Golfo.
A tal proposito, la portavoce della Casa Bianca, Leavitt, in conferenza stampa, ha detto che i recenti aumenti dei prezzi di gas e petrolio sono solo temporanei e “scenderanno rapidamente” ,”una volta che gli obiettivi di sicurezza nazionale dell’Operazione Epic Fury saranno pienamente raggiunti”.
Quindi, dopo che il segretario dell’Energia USA ha pubblicato un post social , poi rimosso, in cui affermava che la Marina americana avesse scortato con “successo” una petroliera attraverso lo Stretto di Hormuz, ha smentito la notizia, mentre una fonte ha riferito alla Cnn che la Marina USA non ha ancora scortato una petroliera attraverso lo Stretto di Hormuz, sulla cui rotta, secondo la Cbs, l’Iran starebbe adottando misure per dispiegare mine, come allertato dall’intelligence USA.
La portavoce Laevitt , poi ha ribadito che : “Sarà il Presidente Trump a determinare quando l’Iran non rappresenterà più una minaccia credibile e diretta per gli Stati Uniti e i nostri alleati” e che “ Le operazioni termineranno quando il commander-in-chief determinerà che gli obiettivi militari sono stati raggiunti e l’Iran sarà in una posizione di resa completa e incondizionata” , ovvero “quando le minacce iraniane non saranno più supportate da un arsenale di missili balistici che li protegge nella costruzione di armi nucleari nel loro Paese”.
In ultimo , la portavoce della Casa Bianca Laevitt, ha sottolineato: “Le forze armate Usa si stanno muovendo per smantellare l’infrastruttura di produzione missilistica dell’Iran. Gli Stati Uniti stanno facendo passi da gigante verso il raggiungimento dei nostri obiettivi militari. Finora sono stati colpiti più di 5.000 obiettivi nemici; gli attacchi missilistici balistici dell’Iran sono diminuiti di oltre il 90% e gli attacchi con i droni di circa l’85%. I bombardieri Usa hanno recentemente sganciato decine di bombe penetranti da 2.000 libbre su siti missilistici profondamente interrati”.
Infine, il Presidente ucraino Zelensky, in un post social, ha annunciato: “La nostra squadra è ora in viaggio verso la regione del Golfo, dove potrà aiutare a proteggere vite umane e stabilizzare la situazione. Vediamo le sfide che esistono ora: il regime iraniano ha di fatto bloccato lo Stretto di Hormuz, una delle principali rotte per la fornitura di petrolio e gas al mercato globale. Questa è una grande fonte di instabilità. Nessuno al mondo può ancora dire quanto durerà tutto questo, ma è importante che la protezione della vita inizi a funzionare efficacemente il prima possibile. La stabilità è importante anche per noi. Coloro che ora cercano l’aiuto dell’Ucraina devono continuare ad assistere la nostra difesa, prima di tutto la nostra difesa aerea. Lo scorso anno abbiamo già proposto agli Stati Uniti un accordo sui droni. Questa è la strada giusta da seguire: collaborare con noi nella produzione e nell’uso dei droni, e tutti ora vedono che non esiste alternativa a questo approccio. L’Ucraina ha la maggiore esperienza al mondo nel contrasto ai droni d’attacco, e senza la nostra esperienza sarà molto difficile per la regione del Golfo, per l’intero Medio Oriente e per i partner in Europa e in America costruire una protezione efficace”.
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