di Federica Marengo venerdì 6 marzo 2026

-Proseguono, per il settimo giorno consecutivo, i bombardamenti di USA e Israele su Teheran, così come i lanci di missili da parte dell’Iran su Tel Aviv e i Paesi del Golfo. A tal riguardo, Teheran ha colpito anche aree militari USA in Kuwait , l’aeroporto di Erbil, che ospita le truppe della coalizione guidata dagli Stati Uniti, nella regione autonoma del Kurdistan iracheno e basi curde nel nord dell’Iraq.
In merito, in risposta alle indiscrezioni secondo cui combattenti curdi potrebbero attraversare il confine con l’Iran e, all’avvertimento dell’Iran di prendere di mira “tutte le installazioni” della regione del Kurdistan in Iraq, se i combattenti curdi fossero riusciti a entrare nel territorio della Repubblica islamica, il Premier iracheno, Mohamed Chia al-Soudani, e il Presidente della regione autonoma del Kurdistan, Nechirvan Barzani, nel corso di un colloquio telefonico, hanno dichiarato che l’Iraq non deve essere utilizzato come base per lanciare attacchi contro i Paesi vicini.
Tuttavia , il Capo di Stato Maggiore israeliano, Zamir, ha annunciato una “nuova fase” della guerra, dopo quella iniziale di attacco a sorpresa, “completata con successo”, sottolineando di avere “ancora altre sorprese in serbo”.
Da questa mattina, prese di mira dalle forze americane e israeliane le infrastrutture del regime iraniano, con attacchi su larga scala. Tel Aviv ha fatto sapere che l’Aviazione ha distrutto 6 lanciamissili e 3 siti di difesa iraniani e di aver colpito centri di potere e il compound, incluso il bunker, della ex Guida Suprema, Khamenei.
Le forze armate di Tel Aviv hanno annunciato di aver ucciso in un attacco di precisione a Teheran un alto esponente del regime iraniano: il capo ad interim dell’ufficio della Guida Suprema.
Il portavoce in lingua farsi dell’Idf ha diffuso un avviso urgente di evacuazione per gli iraniani della zona industriale di Qom, a sud di Teheran, in vista di nuovi attacchi aerei.
Sempre le forze israeliane, poi, continuano ad effettuare raid sul Libano, in particolare alla periferia meridionale di Beirut , dove sono stati colpiti il quartier generale dei Pasdaran iraniani e obiettivi e siti di Hezbollah, che, in risposta, ha lanciato circa 70 razzi su Israele e ha lanciato un “avvertimento urgente” agli abitanti del nord di Israele, invitandoli ad evacuare le località situate a meno di 5 km dal confine libanese, per schierare in questa zona ” veicoli militari e veicoli blindati per il trasporto di truppe”.
Il ministro della Difesa israeliano, Katz, al riguardo, ha dichiarato: ”Nessuno dei residenti del nord deve lasciare le proprie case. Le truppe di Idf sono dispiegare all’interno del territorio nemico per garantire la loro sicurezza e incolumità e continueremo finché Hezbollah non sarà sconfitto, in un modo o nell’altro”.
Lo Shin Bet e l’Idf hanno annunciato di aver attaccato, in loco, l’ufficio del capo della divisione raccolta fondi di Hamas, evidenziando che: “Durante la guerra e, fino a poco tempo fa, la divisione ha lavorato per raccogliere centinaia di milioni di dollari in tutto il mondo per l’organizzazione terroristica”.
Colpite da Tel Aviv, anche le città di Sidone e Tiro.
Secondo il ministero della Salute libanese, da lunedì, ovvero dall’inizio degli attacchi, le persone uccise dai bombardamenti sono almeno 217.
Intanto, in un’ intervista telefonica alla Nbc,il Presidente USA Trump, su una possibile invasione di terra in Iran da parte delle truppe USA, ha affermato: “Sarebbe una perdita di tempo. Hanno perso tutto. Hanno perso la loro Marina. Hanno perso tutto ciò che potevano perdere”.
Poi, Trump ha ribadito di non riconoscere come nuovo leader di Teheran il figlio di Khamenei e di volere una resa incondizionata da parte del regime di Teheran e un cambio di leadership, come avvenuto in Venezuela, sottolineando: “Sto dicendo che deve esserci un leader che sia giusto ed equo, che faccia un grande lavoro, che tratti bene gli Stati Uniti e Israele, e che tratti bene anche gli altri Paesi del Medio Oriente. Sono tutti partner”.
Secondo Axios, che cita fonti informate, il Segretario di Stato USA, Rubio, ha informato i ministri degli Esteri di alcuni Paesi arabi, in una serie di telefonate avvenute ieri, che la guerra con l’Iran dovrebbe durare diverse settimane, indicando come priorità riguardo gli obiettivi militari: i lanciamissili, le scorte e le fabbriche dell’Iran e, confermando che l’obiettivo degli Stati Uniti non è il cambio di regime, ma che vi siano persone diverse alla guida della Repubblica islamica.
Quanto agli alleati Ue e Nato, la portaerei francese Charles de Gaulle, inviata da Parigi in Medio Oriente per proteggere i propri cittadini e gli alleati, come Cipro, colpita dall’Iran, è entrata nel Mar Mediterraneo , superando lo stretto di Gibilterra.
Verso Cipro, in coordinamento con la Francia, anche le fregate provenienti da Italia , Spagna e Olanda.
Per l’Italia, la Premier Meloni, in un post social, ha aggiornato sulla situazione: “Continuiamo a seguire con la massima attenzione gli sviluppi della crisi in Medio Oriente. Il Governo italiano è al lavoro senza sosta, in contatto con i nostri alleati e con i partner della regione, per monitorare la situazione e tutelare la sicurezza dei cittadini italiani. La priorità è proteggere i nostri connazionali e lavorare, insieme ai nostri principali partner e alleati, per sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un ritorno alla diplomazia e al dialogo tra le parti. Allo stesso tempo stiamo vigilando su tutti i fronti, dalla sicurezza agli effetti economici della crisi, valutando ogni possibile azione di mitigazione in questi ambiti. L’Italia continuerà a fare la sua parte con responsabilità e determinazione. Come concordato con il Parlamento, nei prossimi giorni sarò anche in Aula per riferire alle Camere”.
La Presidente del Consiglio, poi, ha avuto diversi colloqui con i leader dei Paesi del Golfo e con il Presidente turco Erdogan, al lavoro per una mediazione diplomatica, volta a tentare di porre fine al conflitto nella regione mediorientale e a garantire la stabilità.
Come riportato in una nota da Palazzo Chigi: “Il Presidente Meloni ha prima di tutto espresso la sua solidarietà e vicinanza alla Turchia, partner strategico dell’Italia e alleato NATO, a fronte dell’ingiustificabile attacco missilistico di cui è stata oggetto. I due Presidenti hanno quindi avuto uno scambio sull’evoluzione della situazione regionale, anche sulla base dei contatti tenuti negli scorsi giorni dal Presidente Meloni con i diversi attori mediorientali, e sull’impatto a livello globale della crisi.
I due leader hanno concordato di mantenersi in stretto contatto”.
La Presidente Meloni , stamane, ha avuto anche un colloquio congiunto con il Premier britannico Staremer, il Presidente francese Macron e il cancelliere tedesco Merz, convenendo che ,”nelle prossime ore e nei prossimi giorni , saranno fondamentali un’intensa attività diplomatica e uno stretto coordinamento militare”.
Il Vicepremier e ministro degli Esteri ,Tajani, che nel suo intervento a Start su Sky TG24, ha ribadito come l’uso delle basi USA non siano state richieste dall’amministrazione Trump neppure per fini logistici, garantendo che il Parlamento verrà costantemente informato e, ha rimarcato che la priorità è il ritorno in sicurezza degli italiani dai Paesi del Golfo, sottolineando: “Finché ci saranno italiani in pericolo non chiuderemo le ambasciate: anzi, abbiamo mandato rinforzi dove c’è bisogno di aiutare. In ogni aeroporto abbiamo un desk per aiutare i nostri cittadini. Ne restano circa 90 mila, nell’area, anche se non tutti vogliono rientrare perché alcuni sono residenti. Abbiamo chiesto al ministro Crosetto la possibilità di inviare aerei charter per far partire gli italiani: 3 voli partiranno domani e dopodomani dagli Emirati Arabi Uniti verso l’Italia. La situazione negli Emirati era quella più complicata da un punto di vista numerico. L’ambasciatore mi ha detto che oggi partiranno 2.500 italiani complessivamente. Molti italiani si stanno spostando in Oman, e oggi ci sarà un volo straordinario di Ita per accompagnare i più fragili, malati e disabili. Inoltre, stiamo lavorando per portare in Arabia Saudita gli italiani dal Bahrein e dal Kuwait”.
Sul dossier energia, invece, il Vicepremier e ministro Tajani, ai microfoni di Sky News Arabia, a margine dell’incontro con gli ambasciatori del Golfo a Roma, condannando nuovamente gli attacchi iraniani contro i Paesi del Golfo e, confermando l’assistenza alla difesa aerea per proteggere i Paesi sottoposti ad attacchi da parte dell’Iran, ha detto: “Ciò che l’Iran sta facendo, sta influenzando i mercati energetici, è inaccettabile. L’Iran sta impedendo opportunità di pace in Medio Oriente. Teheran, non acquisirà un’arma nucleare perché ciò rappresenterebbe una minaccia per la pace e non ha le capacità per continuare il suo approccio militare”.
In ultimo, Tajani, all’indomani del ricollocamento temporaneo a Baku, in Azerbaijan, per motivi di sicurezza, della sede diplomatica italiana in Iran, ha avuto un colloquio telefonico con l’omologo azero Bayramov, nel quale ha espresso la solidarietà dell’Italia per l’attacco iraniano all’aeroporto di Nakhchiva , condannato con fermezza, e ha concordato sulla necessità di una rapida de-escalation in Medio Oriente e sulla necessità di continuare a coordinarsi riguardo le ripercussioni sulla sicurezza regionale e le conseguenze sulla sicurezza energetica.
Proprio in merito alla questione energetica, dapprima i prezzi del petrolio sono scesi per la prima volta in sei giorni, poiché il governo statunitense sta valutando la possibilità di intervenire sul mercato dei future per attenuarne l’aumento e ha emesso esenzioni per gli acquisti di greggio russo per allentare i vincoli di offerta derivanti dalla guerra in Medio Oriente, poi, il Wti è salito del 4% a 84,22 dollari e il Brent del 2% a 87,1 dollari, dopo il monito del ministro dell’energia del Qatar, Saad al-Kaabi, secondo cui la guerra in Medioriente potrebbe costringere i Paesi del Golfo Persico a interrompere le spedizioni di energia nel giro di poche settimane.
Infine, secondo il Washington Post, funzionari Usa ritengono che la Russia starebbe fornendo all’Iran informazioni sulle posizioni di navi, aerei e sistemi radar degli USA in Medio Oriente, aiutando Teheran a colpire le forze statunitensi, mentre, per la CNN, che cita fonti informate, la Cina potrebbe essere pronta a fornire all’Iran assistenza finanziaria, pezzi di ricambio e componenti per missili.
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