di Federica Marengo martedì 20 gennaio 2026

-Nelle scorse ore, il Presidente USA, Trump ha convocato diversi capi di Stato e di Governo a far parte del Board of Peace, il Comitato di Pace per Gaza che si occuperà della ricostruzione e della stabilità regionale della Striscia e , la cui adesione permanente, secondo Bloomberg, è subordinata al pagamento da parte degli Stati di 1 miliardo di dollari.
Tra i leader mondiali convocati: la Premier Meloni, Macron (Francia), Narendra Modi (India), Luiz Inacio Lula da Silva (Brasile), Recep Tayyip Erdogan (Turchia), Mark Carney (Canada), Edi Rama (Albania), Javier Milei (Argentina), Nikos Christodoulides (Cipro), Abdel Fattah al-Sisi (Egitto), Abdallah II (Giordania), Netanyahu (Israele) , Viktor Orban (Ungheria), Nicusor Dan (Romania), Santiago Pena (Paraguay) e Shehbaz Sharif (Pakistan), Xi Jinping (Cina) , Putin (Russia) , Lukashenko (Bielorussia) e Zelensky (Ucraina), che ha così commentato il suo invito: “Difficile immaginare come noi e la Russia potremmo essere insieme in qualsiasi tipo di consiglio”.
Al riguardo, Downing Street,poi, ha espresso “preoccupazione” per l’intenzione del Presidente Trump di coinvolgere anche la Russia nel Consiglio di Pace.
Tornando al Board of Pece , previsto dal Piano USA anche un Comitato palestinese di governance, guidato dall’ex vice ministro Ali Shaath, e un Executive board consultivo.
Tra i membri e i collaboratori vi sono : il segretario di Stato Marco Rubio, Jared Kushner, Steve Witkoff, Tony Blair, Marc Rowan, Ajay Banga (Banca mondiale) e Robert Gabriel, mentre a supporto della Striscia di Gaza opereranno : Nickolay Mladenov, Sigrid Kaag (Onu), Hakan Fidan (ministro degli Esteri turco), Ali Al-Thawadi (Qatar), Hassan Rashad (Egitto), Yakir Gabay e Reem Al-Hashimy (Emirati Arabi Uniti).
Il Presidente USA, Trump avrebbe intenzione di firmare con i suddetti leader lo Statuto del Comitato di Pace giovedì, a margine del Forum Economico Mondiale di Davos, a cui sta partecipando.
Tuttavia, seppur invitato dagli Stati Uniti a partecipare al comitato per l’iniziativa di pace, il Premier israeliano Netanyahu ha pubblicato una dichiarazione in cui ha sottolineato che “L’annuncio riguardante la composizione del Consiglio esecutivo di Gaza, che è subordinato al Consiglio per la pace, non è stato coordinato con Israele e contraddice la sua politica” e che, il suddetto Consiglio di Pace, include personalità come il ministro degli Esteri turco e funzionari del Qatar non approvata da Tel Aviv.
In conseguenza di ciò, il governo Netanyahu potrebbe rendere nota la decisione di non riaprire il valico di Rafah tra la Striscia di Gaza e l’Egitto, contrastando così uno dei punti della prima fase del piano di Pace del Presidente Donald Trump per iniziare la seconda fase e porre fine alla guerra nella Striscia di Gaza.
Pertanto, Israele non consentirebbe l’ingresso a Gaza ai membri del neo nominato Comitato tecnico palestinese, incaricato di gestirla e che avevano in programma di entrare nella Striscia questa settimana ,proprio attraverso il valico di Rafah, per assumerne l’amministrazione civile.
Inoltre, anche l’esercito israeliano ha sostenuto tale posizione di non riaprire il Valico di Rafah in entrambe le direzioni, sottolineando che prima Hamas dovrebbe accettare di disarmarsi e restituire il corpo dell’ultimo ostaggio israeliano.
Quanto ai leader inviati a far parte del Board of Peace, il Presidente francese Macron ha deciso di rifiutare , per ora, l’ingresso nel Comitato, poiché la Carta di questa iniziativa ”supera lo stretto quadro di Gaza”, mentre “la risoluzione votata al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite era realmente mirata a Gaza e al Medioriente” e “solleva una questione molto importante riguardo alla razionalità dello Statuto delle Nazioni Unite, che non può in nessun modo essere rimesso in discussione”.
Il Presidente USA ,Trump, ha quindi annunciato che, se la Francia non dovesse entrare nel Board of Peace, imporrà a quest’ultima dazi del 200% sui vini francesi e champagne, sottolineando che il mandato presidenziale di Macron è in scadenza nel maggio del 2027 e, che, per questo, non sarebbe più riconosciuto come leader.
Immediata la reazione dell’Eliseo che ha definito le minacce di Trump “inaccettabili” e “inefficaci”, prospettando una reazione anche da parte dell’Ue.
Il Presidente USA Trump ha poi reso noto un messaggio privato in cui il Presidente francese Macron ha proposto di organizzare per giovedì un vertice del G7 a Parigi, prevedendo la possibilità di invitare, a margine della riunione, anche Russia, Ucraina, Danimarca e Siria, il cui invio è stato confermato dall’entourage del Presidente francese, che ha sottolineato come tale messaggio dimostri come “il Presidente Macron difenda la stessa linea sia in pubblico che in privato” e come “In Siria, la Francia stia lavorando insieme agli americani per l’unità e l’integrità territoriale e il rispetto del cessate il fuoco, pur rimanendo fedeli agli alleati (le Forze Democratiche curde ) nella lotta contro Daesh”.
Riguardo alla situazione nella Striscia, secondo diverse segnalazioni, Israele starebbe gradualmente ampliando il territorio sotto il proprio controllo a Gaza, spostando verso ovest i blocchi segnaletici della “linea gialla”, stabilita dagli accordi di cessate il fuoco.
L’esercito israeliano, inoltre, avrebbe demolito edifici al di fuori dell’area originariamente designata e ucciso cittadini palestinesi, inclusi civili, avvicinatisi alla nuova linea di demarcazione, sostenendo che costituissero una minaccia per le proprie truppe.
Tel Aviv, nonostante le critiche e l’opposizione espresse da diversi Paesi occidentali e arabi, ha anche iniziato a demolire con bulldozer le strutture all’interno della sede centrale dell’UNRWA (l’’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi) a Gerusalemme Est, che ha definito “illegale” la demolizione del suo compound.
Nel mese di ottobre 2024, la Knesset aveva approvato una legge che vieta le attività dell’Unrwa in Israele, poiché ritenuta vicina ad Hamas.
Infine, le forze israeliane hanno ordinato a decine di famiglie palestinesi residenti di Bani Suhaila, a est di Khan Younis,nella Striscia di Gaza meridionale, di lasciare le loro case nella prima evacuazione forzata dal cessate il fuoco di ottobre.
In merito alla situazione in Siria, dopo il fallimento dei precedenti tentativi di tregua, il ministero della Difesa siriano ha annunciato un cessate il fuoco di quattro giorni con i curdi nel nord del Paese, in seguito a un accordo sul destino della loro roccaforte di Hassaké.
Le forze curde hanno dichiarato di impegnarsi a rispettare il cessate il fuoco.
La Turchia ha reso noto di stare indagando sull’incendio della propria bandiera durante le proteste lungo il confine con la Siria da parte di gruppi filo-curdi, in concomitanza con gli scontri tra l’esercito governativo siriano e le forze guidate dai curdi.
Intanto, in un post social, l’inviato USA per la Siria, Tom Barrack, ha affermato che Damasco è ora disposta e pronta ad assumersi le responsabilità in materia di sicurezza, compreso il controllo dei centri di detenzione e dei campi dell’ISIS in Siria, sottolineando: “La più grande opportunità per i curdi in Siria in questo momento risiede nella transizione post-Assad sotto il nuovo governo guidato dal presidente Ahmed al-Sharaa”.
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