di Federica Marengo lunedì 25 agosto 2025

-Nella Striscia continua la pressione dell’esercito israeliano alla periferia di Gaza City e l’offensiva potrebbe iniziare entro pochi giorni, secondo alcuni media israeliani, il 2 settembre , quando dovrebbero presentarsi sul campo 60 mila riservisti, ma gli stessi media sostengono che il 30% dei giovani potrebbero non presentarsi.
Intanto, nelle ultime 24 ore, più di 50 palestinesi sono stati uccisi negli attacchi dell’Idf, uno dei quali ha colpito con un drone kamikaze l’ospedale Nasser di Khan Younis, nel sud della Striscia, causando la morte di 20 persone tra cui 5 giornalisti.
La Foreign Press Association ha quindi chiesto una “spiegazione immediata” all’esercito israeliano e al Premier israeliano Netanyahu.
Il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Ghebreyesus, in un post social , ha chiesto la fine degli attacchi alle strutture mediche, sollecitando le parti a raggiungere un cessate il fuoco.
Anche dall’Italia è arrivata la dichiarazione congiunta dei Presidenti nazionali dell’Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli e della Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli, per dire basta alle uccisioni a Gaza di reporter e personale sanitario.
La stessa posizione è stata presa dalla portavoce dell’Alto Commissariato Onu per i Diritti Umani, Ravina Shamdasani, che , in una nota, ha sottolineato: “I giornalisti non sono un bersaglio. Gli ospedali non sono un bersaglio”.
Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres ha “condannato fermamente” le uccisioni dei palestinesi negli attacchi israeliani all’ospedale Nasser di Khan Younis e, come reso noto dal portavoce Stephane Dujarric, ha ricordato che, “i civili, compresi il personale medico e i giornalisti, devono essere rispettati e protetti in ogni momento, e chiede un’indagine tempestiva e imparziale su queste uccisioni”.
Una condanna unanime è poi arrivata dai leader e dalle leader europei. Il ministro degli Esteri britannico, Lammy, via social , ha dichiarato: “Inorriditi dall’attacco israeliano all’ospedale Nasser. Civili, operatori sanitari e giornalisti devono essere protetti. Abbiamo bisogno di un cessate il fuoco immediato”, seguito dal ministero degli Esteri della Germania, che ha sottolineato: “Siamo scioccati dall’uccisione di diversi giornalisti, soccorritori e altri civili in un attacco aereo israeliano contro l’ospedale Nasser a Gaza. Occorre chiarire la dinamica dell’attacco. Il lavoro dei giornalisti è essenziale per denunciare la devastante realtà della guerra a Gaza. Abbiamo ripetutamente chiesto al governo israeliano di garantire l’accesso ai professionisti dei media e di offrire protezione ai giornalisti che lavorano a Gaza”.
Il Presidente francese, Macron , in un post social, nel quale ha annunciato di aver parlato con l’emiro del Qatar “della situazione drammatica a Gaza”, ha scritto: “Questa mattina, nuovi attacchi israeliani su un ospedale a Gaza hanno provocato la morte di numerosi civili e giornalisti. È intollerabile: i civili e i giornalisti devono essere protetti in ogni circostanza. I media devono poter esercitare la loro missione in modo libero e indipendente per coprire la realtà del conflitto” .
Il ministero degli Esteri spagnolo, in una nota, ha condannato l’attacco israeliano contro l’ospedale Nasser di Gaza e ha chiesto l’apertura di un’inchiesta, sottolineando anch’esso che “i luoghi specialmente protetti non possono essere oggetto di attacchi” e, definendo il raid “una flagrante e inaccettabile violazione del diritto internazionale umanitario, che deve essere investigata”.
Inoltre, il governo spagnolo ha evidenziato che al dolore per la morte di civili si unisce quello dei professionisti dell’informazione, “il cui lavoro è essenziale e deve essere oggetto di protezione speciale” e ha ribadito “il suo impegno totale per il diritto di accesso all’informazione, essenziale per garantire la libertà di espressione e l’accesso all’informazione di tutti i cittadini”.
Il Presidente degli USA, Trump , nel corso della conferenza stampa nello Studio Ovale, ha detto che non sapeva del raid di Israele sull’ospedale di Gaza e che non era contento di ciò.
Il Segretario di Stato della Santa Sede, cardinale Pietro Parolin, a margine della cerimonia di inaugurazione della Settimana liturgica nazionale a Napoli, ha dichiarato: “Restiamo allibiti di fronte a quello che sta succedendo a Gaza ,nonostante la condanna del mondo intero. Anche qui sembra che non ci siano attualmente spiragli di soluzione e che la situazione diventi sempre più complicata soprattutto dal punto di vista umanitario”.
L’ufficio del Premier israeliano, Netanyahu, in una nota , ha scritto: “Israele esprime profondo rammarico per il tragico incidente avvenuto oggi all’ospedale Nasser di Gaza. Israele apprezza il lavoro dei giornalisti, del personale medico e di tutti i civili”.
Nel frattempo, l’aviazione di Tel Aviv ha bombardato la capitale yemenita Sana’a, in risposta all’ultimo attacco missilistico degli Houthi a Israele, causando 6 morti e 86 feriti, mentre l’esercito israeliano ha condotto un’operazione di terra nella Siria meridionale.
A proposito dei rapporti tra Israele e la Siria, secondo Sky News Arabic, il Presidente siriano ad interim, Ahmed al-Sharaa ,ha confermato che il suo governo era in trattative “avanzate” con Israele per un accordo sulla sicurezza, aggiungendo che qualsiasi accordo si sarebbe basato sulle linee di disimpegno del 1974 concordate da Gerusalemme e Damasco dopo la guerra dello Yom Kippur un anno prima e , che, pur non credendo che sia giunto il momento per un accordo di pace con Israele, “non esiterà ad accettare” qualsiasi accordo che possa avvantaggiare la Siria e la regione”.
Quanto alla situazione in Libano, il Premier israeliano Netanyahu ha dichiarato che Israele è pronto a ritirarsi dalle cinque postazioni militari nel sud del Libano qualora le Forze Armate Libanesi (Laf) prendano “i provvedimenti necessari per attuare il disarmo di Hezbollah”.
In un comunicato, l’Ufficio di Netanyahu ha sottolineato che “Israele riconosce il passo significativo compiuto dal governo libanese, sotto la guida del presidente Aoun e del primo ministro Salam. La recente decisione del Consiglio dei Ministri di lavorare al disarmo di Hezbollah entro la fine del 2025 è stata una decisione di grande portata. Rappresenta un’opportunità cruciale per il Libano di riconquistare la sua sovranità e ristabilire l’autorità delle istituzioni statali, militari e governative, libera dall’influenza di attori non statali. Alla luce di questo importante sviluppo, Israele è pronto a sostenere il Libano nei suoi sforzi per disarmare Hezbollah e a lavorare insieme per un futuro più sicuro e stabile per entrambe le nazioni”.
Infine, l’agenzia di stampa Tasmin, che cita una fonte informata, ha reso noto che “L’Iran ed i Paesi E3 – Germania,Francia e Regno Unito , riprenderanno i colloqui sul nucleare domani a Ginevra e che al centro vi sarà la revoca delle sanzioni”.
Per Teheran, guiderà la delegazione il vice ministro degli Esteri iraniano, Majid Takht-Ravanchi, per Germania, Francia e Regno Unito, i rispettivi vice ministri degli Esteri.
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