di Federica Marengo lunedì 24 marzo 2025

-Proseguono gli attacchi dell’esercito israeliano su Gaza. La notte scorsa, infatti, l’Idf ha compiuto dei raid su Khan Yunis e Rafah, nei quali sono stati uccisi un leader di Hamas e altre 21 persone, e sull’area dell’ospedale Nasser dove sono stati uccisi il responsabile finanziario del gruppo terroristico e altre 4 persone.
Sotto attacco delle forze di Tel Aviv anche il sud del Libano, dove in un attacco a due riprese, seguito a un lancio di razzi da parte di Hezbollah, 8 persone sono rimaste uccise.
Inoltre, nelle scorse ore, vicino ad Haifa , nel nord di Israele, c’è stato un attentato col coltello che ha causato la morte di due persone, compreso l’assalitore.
In Ymen, invece, secondo l’emittente saudita Al Hadath, un funzionario Houthi di altissimo livello è stato eliminato durante gli attacchi aerei americani a Sanaa.
In conseguenza della ripresa degli attacchi su Gaza, il portavoce del dell’Onu, Stephane Dujarric, ha fatto sapere: “La scorsa settimana Israele ha condotto attacchi devastanti a Gaza, uccidendo centinaia di civili, tra cui membri dello staff Onu, senza che gli aiuti umanitari potessero entrare nella Striscia dall’inizio di marzo. Di conseguenza, il Segretario generale Antonio Guterres ha preso la difficile decisione di ridurre la presenza dell’organizzazione a Gaza, nonostante le esigenze umanitarie aumentino e la nostra preoccupazione per la protezione dei civili si intensifichi”.
Riguardo ai negoziati per la proroga del cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi israeliani vivi e deceduti, secondo l’agenzia di stampa qatariota Al-Araby Al-Jadeed, l’Egitto avrebbe presentato una nuova proposta in base alla quale Hamas dovrebbe fornire informazioni dettagliate, fra cui filmati, sugli ostaggi sia vivi che deceduti, e Israele cesserebbe immediatamente le ostilità.
Inoltre, l’Egitto avrebbe proposto che, una volta entrato in vigore il cessate il fuoco, si svolgano negoziati più dettagliati per raggiungere accordi su una tempistica per il rilascio degli ostaggi rimasti a Gaza, in cambio del graduale ritiro delle forze dell’Idf.
Hamas, che ha accolto positivamente la proposta, ha diffuso un video che mostra un segno di vita di due ostaggi, che sarà pubblicato dai media solo con l’autorizzazione dei parenti.
Intanto, mentre continuano anche le proteste a Gerusalemme e a Tel Aviv contro il governo del Premier Netanyahu, la Vicepresidente della Commissione Ue e Alta rappresentante per la Politica estera Kallas, si è recata quest’oggi in visita ufficiale in Israele e Palestina , dove ha incontrato il Presidente di Israele Herzog, il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar, e il leader dell’opposizione israeliana Yair Lapid, il Presidente dell’Autorità palestinese Mahmoud Abbas e il Primo ministro e ministro degli Esteri palestinese Mohammad Mustaf,
Nel corso della conferenza stampa, al termine del colloquio con il ministro degli Esteri israeliano Sa’ar, l’Alta rappresentante Ue per la Politica estera Kallas, ha dichiarato: “I problemi dei nostri vicini oggi sono i nostri problemi domani. E quindi ciò che sta accadendo a Gaza e ciò che sta accadendo in Israele è molto importante per noi. E naturalmente, non vediamo alcun ruolo per Hamas nella futura governance di Gaza. Dobbiamo sicuramente discutere di come sarà la futura governance di Gaza e l’Unione Europea è pronta a partecipare a queste discussioni, per impedire che questi problemi accadano in futuro. L’Unione Europea supporta la lotta al terrorismo. La sicurezza di Israele è molto importante per l’Unione Europea, ma anche i diritti dei palestinesi devono essere rispettati. Riprendere i negoziati è l’unico modo fattibile per porre fine alle sofferenze da entrambe le parti. La violenza alimenta altra violenza. Ciò a cui stiamo assistendo ora è una pericolosa escalation. Sta causando un’insopportabile incertezza per gli ostaggi e le loro famiglie, e sta allo stesso modo causando orrore e morte per il popolo palestinese. La sicurezza di Israele è estremamente importante per l’Unione Europea. Gli israeliani devono potersi sentire al sicuro nelle loro case. Israele ha il diritto di autodifesa contro gli attacchi terroristici, che provengano da Hamas, dagli Houthi o da Hezbollah. Tuttavia, le azioni militari devono essere proporzionate e gli attacchi israeliani in Siria e Libano rischiano di aggravare ulteriormente. I passaggi fondamentali qui sono la riaffermazione del cessate il fuoco, la garanzia del rilascio di tutti gli ostaggi e la ripresa del flusso di aiuti umanitari a Gaza, con l’obiettivo di un cessate il fuoco permanente. L’Unione Europea può aiutare, sia ribadendo la nostra missione alla frontiera del valico Rafa, sia fornendo maggiore assistenza umanitaria ,è difficile guardare avanti quando cadono le bombe, ma dobbiamo mantenere viva la speranza”.
Il ministro degli Esteri israeliano Sa’ar , invece, ha sottolineato: “Stamattina abbiamo assistito a un barbaro attentato terroristico vicino a Yokneam. È il risultato della continua incitazione da parte dell’Autorità nazionale palestinese. In una regione pericolosa come la nostra, la stabilità e la deradicalizzazione non si ottengono con la debolezza. Solo dopo la sconfitta dell’Isis sul campo di battaglia ha smesso di attrarre giovani europei nelle sue fila”. “Non è vero che le ideologie radicali non si possano sconfiggere. Se il terrorismo e l’estremismo verranno sradicati in Medio Oriente, l’Europa sarà più sicura. In caso contrario, avverrà il contrario. Israele è una risorsa strategica per l’Europa. Oggi combattiamo la guerra del mondo libero. Iran, Houthi, Hamas e Hezbollah ci attaccano perché siamo vicini. Ma non facciamoci illusioni: la guerra è contro la civiltà occidentale, contro i suoi valori e il suo stile di vita”. Ed è dunque “naturale aspettarci più sostegno dall’Europa. Israele non ha ancora deciso se imporre o meno un governo militare a Gaza. Israele sta rispettando il diritto internazionale a Gaza, (in riferimento all’articolo 70 del protocollo di Ginevra del 1949). I 25.000 camion che Israele ha fatto entrare durante la tregua sono adeguati per le esigenze dei gazawi. Nessun paese è obbligato a facilitare una guerra contro se stesso. Israele non deve essere tenuto a uno standard diverso”.
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