di Federica Marengo venerdì 21 marzo 2025

-Dopo la rottura della tregua martedì e la ripresa della guerra nella Striscia, con bombardamenti e operazioni di terra lungo l’asse Netzarim e nella zona di Beit Lahia, e con il divieto ai palestinesi di spostarsi tra nord e sud dell’enclave, dovute al rifiuto di Hamas di estendere temporaneamente la prima fase dell’accordo per proseguire con la seconda fase, come da intesa siglata il 19 gennaio, continuano le operazioni di terra “mirate” da parte dell’Esercito israeliano nel centro e nel sud della Striscia di Gaza, per ampliare la zona di sicurezza, dove nelle ultime 72 ore, secondo l’ufficio stampa di Gaza, si sarebbero registrati almeno 600 morti e 1.042 i feriti , in gran parte donne e bambini.
Nel pomeriggio di oggi, l’esercito israeliano ha chiesto ai residenti di tre aree nel sud di Gaza di lasciare le proprie case immediatamente in vista di un attacco.
Al riguardo, il ministro della Difesa israeliano Katz, ha avvertito: “Se Hamas continua a rifiutarsi di liberare gli ostaggi, perderà sempre più territorio, che verrà annesso a Israele”.
Tuttavia, un alto funzionario di Hamas ha dichiarato che: “I negoziati indiretti tra Israele e Hamas per raggiungere un rinnovato cessate il fuoco non si sono fermati e sono in corso sforzi per raggiungere un compromesso che consenta il rilancio dell’intesa”. Inoltre, secondo il portavoce di Hamas: “Hamas ha mostrato sufficiente flessibilità per riprendere l’accordo, ma Israele ha rifiutato questi tentativi”.
La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt ha fatto sapere che il Presidente Trump “sostiene pienamente Israele e l’esercito israeliano e le azioni intraprese negli ultimi giorni a Gaza. Il Presidente degli Stati Uniti ha chiaramente fatto capire ad Hamas che, se non avesse rilasciato tutti gli ostaggi, avrebbe vissuto l’inferno e sfortunatamente Hamas ha scelto di fare un gioco mediatico con le vite umane”.
Il Vicepremier e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, Tajani, in un punto stampa, in occasione della presentazione del Piano d’azione per l’expo italiano nei mercati extra Ue ad alto potenziale, in merito all’interruzione della tregua e alla ripresa degli attacchi israeliani ha dichiarato: “Siamo molto preoccupati per quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza; ci auguriamo che si possa tornare al dialogo, ci auguriamo che possano essere liberati gli ostaggi israeliani, che cessi ogni azione militare contro la popolazione civile anche se poi l’obiettivo è Hamas. Siamo molto preoccupati per ciò che sta accadendo. Il messaggio che è arrivato anche dal Consiglio europeo è molto chiaro. Si torni al dialogo, si passi dalla prima fase del cessate il fuoco alla seconda fase. Noi approviamo e sosteniamo il piano di ricostruzione di Gaza presentato dai Paesi arabi. Stiamo in contatto con tanti Paesi. Presto sarò in visita in Egitto anche per vedere la gestione dei rifugiati e dei profughi palestinesi. Continuiamo ad aiutare la popolazione palestinese. Continuiamo a curare bambini palestinesi nei nostri ospedali. Continuiamo il nostro lavoro di sostegno alla popolazione civile attraverso Food for Gaza, insieme al Programma alimentare mondiale. Facciamo tutto ciò che è in nostro potere per ricostruire la pace e fare in modo che cessi una guerra che ha provocato troppi morti. Mi auguro che anche il popolo palestinese alla fine possa realizzare il suo sogno di avere uno Stato che riconosca Israele e sia riconosciuto da Israele”.
Intanto, il governo israeliano ha approvato all’unanimità la proposta del Primo ministro Netanyahu di porre fine al mandato del direttore dello Shin Bet, il servizio di sicurezza interno, Bar, dopo che lo stesso Primo ministro aveva dichiarato di non fidarsi più di lui. Come si legge in una dichiarazione diffusa dall’ufficio di Netanyahu: “Bar lascerà il suo incarico quando verrà nominato il suo successore o entro il 10 aprile al più tardi”.
Il licenziamento di Bar ha provocato le contestazioni dell’opposizione e ha portato a manifestazioni sia fuori dalla residenza privata di Netanyahu a Gerusalemme sia fuori dal Parlamento israeliano in cui si accusa il Premier israeliano di “minacciare la democrazia”.
I partiti di opposizione hanno presentato una petizione all’alta Corte di Giustizia israeliana affinché intervenga sul licenziamento del capo dello Shin Bet, Bar e l’ Alta Corte di giustizia ha congelato il licenziamento finché non avrà esaminato le petizioni presentate.
Il ministro degli Interni israeliano Moshe Arbel, dopo le reazioni dei colleghi dell’esecutivo ,che sfidavano l’ordine temporaneo della Corte Suprema, ha dichiarato: “Il governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu non violerà le decisioni dei tribunali”.
In proposito, il Premier Netanyahu, in un post social ha scritto: “Non ci sarà nessuna guerra civile! Lo Stato di Israele è uno stato di diritto e, in base alla legge, il governo israeliano decide chi sarà il capo dello Shin Bet”.
In una lettera resa pubblica giovedì, Bar, che ha chiesto prove e motivazioni del suo licenziamento, ha affermato che “le argomentazioni di Netanyahu erano accuse generiche e infondate che sembrano nascondere le motivazioni alla base della decisione di porre fine ai suoi incarichi”.
Secondo il Times of Israel, domenica il governo del Primo ministro Netanyahu discuterà una mozione di sfiducia contro il procuratore generale.
Infine, il Servizio di informazione statale egiziano (SIS) ha smentito “categoricamente” le notizie di stampa secondo cui l’Egitto sarebbe pronto ad accogliere in maniera temporanea mezzo milione di residenti di Gaza in una città designata nel Sinai settentrionale, nell’ambito della ricostruzione della Striscia di Gaza.
Si legge infatti in una dichiarazione: “Queste notizie sono false e contraddicono completamente la posizione ferma e di principio dell’Egitto, annunciata fin dai primi giorni della guerra a Gaza nell’ottobre 2023, che respinge categoricamente e in modo assoluto qualsiasi tentativo di spostare i nostri fratelli palestinesi da Gaza, con la forza o per scelta, in qualsiasi luogo al di fuori di essa, in particolare in Egitto. Questa posizione ferma e chiara è la base su cui si fonda il piano presentato dall’Egitto al recente vertice di emergenza della Lega araba al Cairo, per ricostruire la Striscia di Gaza senza che un solo fratello palestinese la lasci, e che è stato approvato all’unanimità dai vertici”.
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