di Federica Marengo giovedì 26 marzo 2026

-Nelle scorse ore, il Presidente ucraino Zelensky, in un’intervista a Reuters, ha dichiarato che gli USA hanno posto una condizione per cui l’Ucraina, per ricevere garanzie di sicurezza, dovrà ritirare le sue truppe dal Donbass e che, visto il conflitto che impegna gli Stati Uniti in Iran, il Presidente Trump sta esercitando pressioni su Kiev per porre una rapida fine alla guerra.
Poi, nella stessa intervista, il leader di Kiev ha affermato che, secondo i servizi segreti ucraini, Mosca avrebbe proposto a Washington di interrompere la condivisione di dati sensibili con l’Iran, a patto che anche gli USA cessassero di fornire informazioni all’Ucraina e che Mosca prosegue la sua cooperazione con Teheran, rivelando che alcuni droni iraniani, utilizzati per colpire asset militari statunitensi e alleati in Medio Oriente, contenevano componenti di produzione russa.
Infine, Zelensky ha confermato che l’Ucraina sta già collaborando con Paesi come Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar, per contrastare gli attacchi di droni iraniani sui loro territori, grazie all’esperienza maturata sul campo e che il suo obiettivo è siglare accordi a lungo termine con gli Stati del Golfo per finanziare la produzione di droni intercettori ucraini e l’acquisto di sistemi di difesa aerea.
Al riguardo, in un post social, ha scritto: “Stiamo collaborando con i Paesi del Medioriente e del Golfo, che ora mostrano un forte interesse per l’esperienza ucraina nella difesa contro i droni. Constatiamo già che nella regione non vengono utilizzati solo i droni ‘Shahed’, ma ci sono anche prove crescenti dell’impiego di droni FPV. Questa è la guerra moderna e tutti devono essere preparati ad affrontarla. L’Ucraina possiede questa competenza e, in cambio del nostro sostegno, abbiamo bisogno di aiuto in aree in cui affrontiamo maggiori sfide. Questo include la protezione contro le minacce balistiche e le risorse finanziarie per la difesa. L’Ucraina offre una partnership reciprocamente vantaggiosa: possiamo rafforzare chi può rafforzare noi. La situazione mondiale attuale è tale che solo azioni coordinate e congiunte possono garantire risultati concreti e una sicurezza reale. Siamo bloccati in Europa e, finché questo rischio persisterà, dobbiamo cercare ulteriori opportunità per rafforzarci. Il Medioriente e il Golfo rappresentano la giusta direzione e concrete opportunità per rendere l’Ucraina più forte”.
Quest’oggi, infatti, il Presidente Zelensky, si è recato a sorpresa in Arabia Saudita, dove ha inviato di recente oltre 200 esperti militari per condividere l’esperienza nell’intercettazione dei droni Shahed di progettazione iraniana.
Della suddetta visita, il leader di Kiev ha dato notizia tramite social, allegando un video del suo arrivo e ,dichiarando: “Sono arrivato in Arabia Saudita. Sono previsti incontri importanti. Apprezziamo il sostegno e sosteniamo coloro che sono pronti a collaborare con noi per la sicurezza”.
Secondo l’Associated France Press, che cita un alto funzionario informato, proprio durante la visita di Zelensky , Ucraina e Arabia Saudita prevedono di firmare un accordo sulla protezione dello spazio aereo.
Intanto, il portavoce del Cremlino Peskov, confermando lo stallo nei negoziati con l’Ucraina e con gli USA, ha sottolineato: “In effetti, durante i cicli di colloqui trilaterali, si è potuto fare un certo passo avanti verso una soluzione, ma le questioni principali di cruciale interesse per la Russia nella risoluzione del conflitto ucraino non sono ancora state concordate, inclusa la questione territoriale”, smentendo come “assolutamente false” le indiscrezioni secondo cui “a febbraio Mosca sarebbe stata vicina alla conclusione di un accordo di pace sull’Ucraina, ma avrebbe poi perso interesse dopo l’inizio dell’operazione militare di Stati Uniti e Israele contro l’Iran”.
Peskov ha anche ribadito che la Russia approverà le garanzie di sicurezza da parte degli USA all’Ucraina ,se quest’ultima si ritirerà dal Donbass e , in riferimento al crescente numero di incidenti con droni ucraini sui Paesi Baltici, ha affermato: “La Russia porta avanti la cosiddetta “operazione militare speciale”, per minimizzare il potenziale di Kiev nel condurre attività terroristiche. Stiamo adottando le misure appropriate”.
Dagli USA, invece, il Presidente Trump, in merito alla notizia riportata dal Washington Post secondo cui il Pentagono avrebbe valutato di dirottare armi dirette a Kiev verso il Medio Oriente, ha risposto che “Gli Stati Uniti hanno molte armi in giro per il mondo e che vengono spostate di continuo da una parte e dall’altra”, aggiungendo che la guerra tra Ucraina e Russia è una “situazione terribile” e che “C’è un odio profondo fra Putin e Zelensky”, e sottolineando nuovamente che “L’Ucraina non è la nostra guerra” , ma che, “se la potessi risolvere, sarebbe un grande onore”.
Il segretario generale della Nato Mark Rutte, riguardo alla notizia riportata dal Washington Post di un possibile uso diverso dei fondi Purl da parte degli USA, nel corso di una conferenza stampa, ha detto: “Posso assicurarvi che il sostegno militare fornito dagli Stati Uniti all’Ucraina ,finanziato dagli alleati attraverso il famoso programma ‘Purl’, continua ad aumentare. E questo è fondamentale, poiché va di pari passo con le informazioni di intelligence che gli Stati Uniti condividono con l’Ucraina”.
Quanto all’Ue, l’Alta rappresentante per la Politica estera, Kaja Kallas, a margine della ministeriale Esteri del G7 ,presso l’Abbazia di Vaux-de-Cernay, in Francia, ha dichiarato: “La Russia sta cercando di ottenere i territori che non è riuscita a conquistare militarmente in dodici anni, portandoli invece al tavolo delle trattative. Questo è chiaramente un approccio sbagliato. Si tratta di una trappola in cui non dobbiamo cadere. Per trovare una soluzione a questa guerra, è necessario ottenere concessioni chiare da parte russa. Se noi, insieme, anche con gli americani, facciamo pressione sulla Russia, allora potremmo arrivare a una fine di questa guerra, e anche a una pace sostenibile nel lungo termine. Gli attacchi della Russia contro i civili ucraini e le infrastrutture civili stanno aumentando ogni giorno. E questo non possiamo certo trascurarlo. Naturalmente, l’aumento del prezzo del petrolio dà anche alla Russia la possibilità di finanziare di nuovo questa guerra, cosa che è davvero negativa per gli ucraini. Quindi, dobbiamo aumentare il nostro supporto bilaterale, ma anche la pressione sulla Russia ,affinché fermi questa guerra e negozi davvero in buona fede. Vediamo che la Russia sta fornendo all’Iran informazioni di intelligence per colpire gli americani, per ucciderli, e che ora sta anche fornendo all’Iran dei droni affinché possa attaccare i Paesi confinanti e le basi militari statunitensi. Queste guerre sono strettamente interconnesse. Se gli Stati Uniti vogliono che la guerra in Medio Oriente finisca e che l’Iran smetta di attaccarli, dovrebbero esercitare pressioni anche sulla Russia, in modo che non possa più fornire loro questo tipo di aiuto”.
In merito, il Presidente Zelensky , in un’intervista a Le Monde, ha detto: “Una politica di sanzioni congiunte da parte di diversi Paesi ha ridotto direttamente le capacità della Federazione Russa, ma dopo l’allentamento delle misure sul settore energetico russo i suoi guadagni si misurano in miliardi. I russi hanno aggirato le sanzioni, e tutto ciò è stato evidente, ma in un modo o nell’altro, le loro entrate sono diminuite e, di conseguenza, meno denaro è stato destinato al settore della difesa. Il deficit di bilancio della Federazione Russa, in particolare, è cresciuto di anno in anno, raggiungendo il picco all’inizio del 2026. Ma ora, dopo l’allentamento delle sanzioni sul settore energetico russo ,in particolare sui prodotti petroliferi , i suoi guadagni si misurano in miliardi. Questo, certamente non contribuisce a ridurre l’intensità dei combattimenti in Ucraina, né in Iran, perché la Russia sosterrà il regime iraniano in vari modi”.
Per l’Italia, presente al G7 a Cernay-la-Ville, in Francia, il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale e Vicepremier, Tajani, che ha incontrato ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, il quale in un post social ha espresso : “Apprezzamento per il sostegno politico, militare ed economico costante dell’Italia, incluso il contributo concreto alla resilienza energetica dell’Ucraina, che ci ha aiutato a superare l’inverno più difficile”, sottolineando di aver “informato sugli sforzi in corso per raggiungere una pace duratura” e di aver “ scambiato opinioni sugli sviluppi in Medio Oriente, incluso il contributo degli esperti ucraini al rafforzamento delle capacità di difesa nella regione”.
Il ministro Sybiha ha anche affermato che “gli attacchi in profondità dell’Ucraina contro la Russia rappresentano di fatto sanzioni quotidiane”, che “Mosca pagherà per la guerra contro il popolo ucraino” e che “è necessario aumentare la pressione reale sull’aggressore”, spiegando di aver parlato con il Vicepremier e ministro Tajani anche “delle prospettive della presidenza ucraina, dell’Iniziativa Centro Europea e di come questa può rafforzare la cooperazione regionale e l’integrazione europea di Kiev”, rimanendo “strettamente coordinati nell’affrontare le sfide comuni di sicurezza e nel portare avanti priorità condivise”.
Lo stesso ministro degli Esteri ucraino Sybiha, poi, in un post social, ha reso conto di un bilaterale con il ministro degli Esteri francese, Barrot , evidenziando: “Abbiamo avuto una conversazione significativa sulla situazione sul campo di battaglia e sul supporto alla difesa. L’esperienza militare dell’Ucraina è una risorsa strategica. Stiamo sviluppando tecnologie economicamente vantaggiose e siamo in grado di intercettare fino al 90% delle minacce aeree. Allo stesso tempo, la Russia continua a subire perdite significative e ricorre sempre più al reclutamento di cittadini stranieri, in particolare nei paesi africani. Dobbiamo intensificare gli sforzi per contrastare questa tendenza. Le parti si sono inoltre concentrate su passi concreti verso l’adesione dell’Ucraina all’UE, sull’aumento della pressione sanzionatoria sulla Russia, in particolare introducendo ulteriori restrizioni al trasporto marittimo e rafforzando le misure contro la “flotta ombra”, nonché sulla promozione del ventesimo pacchetto di sanzioni dell’UE.
C’è ancora molto lavoro da fare, ma restiamo uniti nel nostro impegno per raggiungere una pace duratura per l’Ucraina”.
A Mosca, il rappresentante speciale per gli investimenti e la cooperazione economica e delegato nei negoziati del Presidente russo Putin, Dmitriev, riguardo la crisi del mercato dei fertilizzanti e del settore agricolo , causata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, ha sottolineato che “La Russia si trova in una posizione molto forte sia nei mercati globali dell’energia che dei fertilizzanti”.
Restando in tema petrolio e sanzioni a Mosca, secondo quanto annunciato dall’ufficio del Premier britannico, Starmer, “Le forze armate e le forze dell’ordine britanniche potranno ora intercettare le navi sanzionate dal Regno Unito che transitano nelle acque britanniche, incluso il Canale della Manica”.
Ciò, mentre, stamane, una petroliera gestita da una compagnia turca, che sarebbe partita dalla Russia, è stata attaccata questa mattina nel Mar Nero, probabilmente da un veicolo di superficie senza equipaggio.
Secondo quanto riferito dal portale turco Haber Denizde, citato da Turkiye Today, la petroliera era stata sanzionata dall’Unione europea e dall’Ucraina nei mesi scorsi.
In ultimo, riguardo alla situazione sul campo, proseguono gli attacchi incrociati tra le parti.
Nelle ultime ore, infatti, le forze russe hanno attaccato con droni la regione di Odessa, colpendo e danneggiando infrastrutture portuali e impianti energetici e Dnipro, causando danni a un grattacielo e il ferimento di 5 persone.
La Difesa russa, inoltre, ha fatto sapere di aver conquistato il villaggio di Shevyakovka, nella regione di Kharkiv.
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