di Federica Marengo sabato 28 marzo 2026

-All’indomani della vittoria del No , con il 53,7% al referendum confermativo sulla riforma della Giustizia, la Presidente del Consiglio Meloni ha commentato , tramite videomessaggio social, la sconfitta del Sì, sostenuto dalle forze di maggioranza e, fermatosi al 46,9% dei voti, dichiarando: “Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l’Italia”.
Quindi, rilanciata l’azione di Governo, dopo le dimissioni di un sottosegretario e del capo di gabinetto del Ministero della Giustizia e della ministra del Turismo, di cui ha assunto le deleghe ad interim, controfirmate dal Presidente della Repubblica, la Premier continua a lavorare ai principali dossier di politica estera e interna.
Nella giornata di mercoledì, la Presidente del Consiglio, si è recata in visita presso la Repubblica Democratica Popolare di Algeria, dove ha avuto un incontro bilaterale con il Presidente Abdelmadjid Tebboune, al termine del quale ha rilasciato dichiarazioni congiunte alla stampa.
La Premier , nel suo intervento, ha evidenziato la cooperazione tra Italia e Algeria nel settore energetico, dichiarando: “Con il Presidente Tebboune, abbiamo deciso di rafforzare la nostra solidissima collaborazione , che è una collaborazione che coinvolge anche i nostri due campioni nazionali, ENI e Sonatrach, anche lavorando su nuovi fronti come lo shale gas, come l’esplorazione offshore. E questo chiaramente consentirà anche, in prospettiva, di rafforzare il flusso della fornitura di gas dall’Algeria all’Italia. Ma, come sapete, la nostra cooperazione non si esaurisce a questo aspetto. Ne sta esplorando da tempo molti: mi riferisco al tema dello sviluppo delle energie rinnovabili, alla realizzazione di infrastrutture strategiche, che sono sempre più capaci di unire le due sponde del Mediterraneo, aumentando l’interconnessione e quindi anche la sicurezza energetica. Con il Trans-Med, il famoso “gasdotto Mattei”, che dagli anni Ottanta collega Italia e Algeria, siamo stati dei pionieri e l’idea e che lo si possa essere ancora. Un lavoro, questo, che rientra in una visione più ampia che considera l’energia come un’opportunità e come uno strumento per generare sviluppo condiviso, sia per le Nazioni che producono energia e beneficiano delle risorse che ne derivano per la propria prosperità, sia per le Nazioni che consumano e che possono così contare su catene di approvvigionamento più vicine e più resistenti agli shock esterni”.
Riguardo alla guerra in Medio Oriente , tema anch’esso al centro dei colloqui bilaterali, la Presidente Meloni ha sottolineato che si tratta di una crisi che “coinvolge tutti e che, se dovesse prolungarsi nel tempo, potrebbe causare conseguenze economiche e sociali che finirebbero per colpire più di altre le Nazioni più vulnerabili, a partire proprio dal Continente africano” e che “ l’ipotesi di colloqui in corso tra Stati Uniti ed Iran costituirebbe un’ottima notizia”, ribadendo l’impegno dell’Italia, “anche grazie alla solida rete di relazioni che ha con le Nazioni del Golfo”, a sostenere “ogni iniziativa che possa riportare stabilità nell’area”.
La Premier Meloni e il Presidente algerino Tebboune hanno parlato anche della situazione in Libano, condividendo: “la preoccupazione per l’escalation militare, che deve cessare immediatamente”; di Gaza, dove la situazione “rimane estremamente difficile per la popolazione civile, soprattutto sotto il profilo umanitario”, e del “lavoro complesso che la comunità internazionale deve continuare a fare per stabilizzare la regione e per arrivare alla soluzione dei due Stati”.
Al centro del bilaterale tra Italia e Algeria, anche la guerra in Ucraina, in merito a cui la Presidente del Consiglio ha ribadito l’impegno “per arrivare ad una pace giusta e duratura e restituire al popolo ucraino un futuro di prosperità”; il Piano Mattei per l’Africa , con l’iniziativa pubblico-privata per il recupero di oltre 36 mila ettari di terreno desertico per la produzione di cereali e legumi, la realizzazione a Sidi Bel Abbes del Centro di formazione professionale nel settore agricolo dedicato ad Enrico Mattei; il rafforzamento delle relazioni economiche, commerciali e tra i tessuti produttivi, con un focus sull’agroindustria, sull’industria della difesa, sulla farmaceutica, sui trasporti, sulla logistica, sulle infrastrutture, sull’innovazione e il digitale, la creazione di una Camera di Commercio Italia-Algeria e l’organizzazione di un nuovo Vertice intergovernativo ; la questione del Sahara occidentale; il Sahel e la lotta al terrorismo e al jihadismo; la cooperazione in ambito migratorio e il contrasto alle reti criminali dei trafficanti di esseri umani.
Intanto, da Bruxelles, è arrivato il via libera alla richiesta da parte dell’Italia della riprogrammazione di oltre 7 miliardi di euro, nell’ambito della revisione di medio termine della politica di coesione, che l’Esecutivo intende impiegare per la competitività delle imprese italiane, per le misure per realizzare alloggi a prezzi calmierati e per gli interventi sul fronte idrico ed energetico.
Al riguardo, la Presidente Meloni, in un post social, ha evidenziato: “L’Italia ha sempre sostenuto l’esigenza di maggiore flessibilità e semplificazione per garantire un utilizzo più efficace e concreto delle risorse europee. Obiettivo portato avanti dalla riforma delle politiche di coesione promossa dal Vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto. Questo Governo continuerà a lavorare, come ha fatto fin dall’inizio, per mettere a terra le risorse europee e utilizzarle al meglio per sostenere lo sviluppo e la crescita della Nazione”.
Il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione Foti, quest’oggi, nel corso di un evento al forum di Cernobbio, in merito al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, annunciando che la nona rata verrà erogata entro metà maggio, ha detto: “Nella gestione del Pnrr , la pubblica amministrazione ha dimostrato di saper lavorare per obiettivi. Il fatto di aver raggiunto la nona rata che verrà liquidata entro metà maggio dimostra che lavorare per obiettivi è possibile. Anche le semplificazioni introdotte hanno dimostrato di funzionare perfettamente. Ora bisogna fare un passo in più per mettere a sistema questo metodo, che dovremo applicare in futuro specialmente per i Fondi di Coesione. Non possiamo pensare di non implementare ciò che è stato realizzato ad oggi con il Pnrr. Le riforme non possono essere ritenute utili solo nei cinque anni del Pnrr. L’ultima revisione del Piano, non ha comportato tagli , mantenendo il valore complessivo a 194,4 miliardi di euro. L’Italia sta percorrendo l’ultimo miglio per raggiungere i target finali. Una delle priorità attuali del ministero è la semplificazione burocratica per accelerare i prossimi obiettivi e la rendicontazione finale fissata per il 30 giugno 2026. Nel contesto geopolitico ed economico attuale per quanto ci compete, noi dobbiamo necessariamente percorrere l’ultimo miglio che ci porti a concludere bene il Pnrr dove l’Italia attualmente ha dimostrato di essere il Paese che meglio di ogni altro sta raggiungendo gli obiettivi e vogliamo finire questa nostra missione raggiungendoli”.
Sull’erogazione della nona rata, il ministro Foti , che ha anche evidenziato l’investimento di 8,8 miliardi di euro del PNRR per le aree interne del Paese, ha detto che l’Italia ha presentato una richiesta di pagamento basata sul raggiungimento di 50 obiettivi (milestone e target) che riguardano riforme strutturali e investimenti chiave, tra cui il potenziamento delle linee ferroviarie ad Alta Velocità, con particolare focus sulle tratte Napoli-Bari e Palermo-Catania, l’implementazione di servizi digitali per la Pubblica Amministrazione e la digitalizzazione del sistema scolastico.
Previste anche misure legate all’efficienza energetica e alla semplificazione dei quadri giuridici per le infrastrutture di trasporto e la prosecuzione delle riforme per ridurre i tempi dei processi e a semplificare le procedure burocratiche per i cittadini e le imprese.
Riguardo alla politica migratoria, il Parlamento europeo , riunito in Plenaria , ha dato il via libera, con 389 voti a favore (espressi da PPE, ECR, PfE, ESN) , 206 contrari (espressi da socialisti, liberali e sinistra radicale) e 32 astensioni, all’avvio dei negoziati per riformare le regole Ue in materia di gestione dei flussi e rimpatri sicuri, su cui ora dovrà esprimersi il Consiglio europeo.
Tale riforma, volta a rafforzare e rendere più efficace il sistema europeo dei rimpatri,
prevede: l’obbligo di collaborazione per chi riceve un ordine di rimpatrio, misure più rigide in caso di mancata collaborazione,( fino a 24 mesi di detenzione) , possibili rimpatri verso Paesi terzi, anche tramite return hubs, norme più severe per soggetti considerati a rischio sicurezza, maggiore supporto operativo e finanziario agli Stati membri.
La Premier Meloni, in un post social, ha così commentato il voto europeo: “Via libera del Parlamento europeo alle nuove regole sui rimpatri: l’Europa va finalmente nella direzione giusta, su una linea che l’Italia ha sostenuto con forza. Con i return hubs si amplia la possibilità di individuare una Nazione di rimpatrio per gli immigrati irregolari, includendo non solo i Paesi di origine ma anche i Paesi terzi. È un passaggio importante per rendere i rimpatri più efficaci, rafforzare il controllo dei confini e dare all’Europa una politica migratoria finalmente più credibile”.
Critici, invece, i partiti dell’opposizione, che parlano di “risposta sbagliata a un problema reale”, di “propaganda, che porterà a pochi risultati concreti e a una nuova ondata di contenziosi giudiziari che finiranno per bloccarne l’attuazione” e di “deportazioni di massa”.
Al voto del Parlamento Ue, si aggiunge che la Corte Costituzionale ha respinto il ricorso della Cassazione circa i trattenimenti dei migranti irregolari nei Cpr. Per la Consulta, infatti, chi ha presentato domande di protezione pretestuose ed è un pericolo per la sicurezza può essere trattenuto nei Cpr per decisione di un questore.
Sul fronte della politica fiscale, ieri, il Coniglio dei Ministri, tenutosi a Palazzo Chigi, presieduto dalla Premier, ha approvato, su proposta della stessa Presidente Meloni e del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, un decreto-legge con disposizioni urgenti in materia fiscale ed economica.
Tra le misure previste dal decreto: 1) il credito d’imposta per le imprese, ovvero un contributo, sotto forma di credito d’imposta pari al 35% dell’importo richiesto, destinato alle aziende che hanno presentato comunicazioni per investimenti, sul quale il Governo avvierà nei prossimi giorni un tavolo di confronto con le categorie produttive interessate, con l’obiettivo di valutare, in sede di conversione del decreto, eventuali risorse aggiuntive che si rendano disponibili, anche alla stregua delle osservazioni che saranno ricevute sull’ordine di priorità per il loro utilizzo.
2)Operazioni permutative: si tratta della modifica della decorrenza del nuovo regime IVA per le operazioni permutative, che prevede l’applicazione ai contratti stipulati o rinnovati a decorrere dal 1° gennaio 2026, fatti salvi i comportamenti adottati in precedenza e senza rimborsi d’imposta.
3)Lavoratori impatriati: vengono aggiornati i riferimenti normativi relativi al regime fiscale per i lavoratori che trasferiscono la residenza in Italia, con applicazione a decorrere dal periodo d’imposta 2027.
4)Avviamento negativo: per i soggetti che adottano i principi contabili internazionali, si stabilisce che, in operazioni di cessione d’azienda, la differenza negativa tra il corrispettivo e il valore dei beni concorre alla formazione del reddito e del valore della produzione in quote costanti nell’esercizio stesso e nei quattro successivi. La norma si applica dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2024.
5)Sistemi di garanzia dei depositanti: fino al 31 dicembre 2028, gli interessi derivanti da titoli obbligazionari corrisposti ai sistemi di garanzia dei depositanti sono esenti dall’imposta sostitutiva.
6) Rinvio contributo spedizioni: l’applicazione del contributo sulle spedizioni di beni importati da Paesi extra-UE, con valore dichiarato inferiore a 150€, è differita al 1° luglio 2026. Si tratta di un rinvio tecnico volto a consentire il completamento dell’adeguamento dei sistemi informatici dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.
7)Ritenuta sulle provvigioni: l’efficacia delle disposizioni in materia di ritenuta sulle provvigioni è differita dal 1° marzo 2026 al 1° maggio 2026.
8) Investimenti in beni strumentali: viene soppresso il vincolo che limitava la maggiorazione dell’ammortamento ai soli beni prodotti negli Stati dell’Unione Europea o aderenti allo Spazio economico europeo.
9) Atleti dilettanti: per i premi erogati agli atleti dilettanti fino al 31 dicembre 2026, viene fissata una soglia di esenzione dalla ritenuta alla fonte pari a 300 euro complessivi.
9) Riscossione: sono introdotti nuovi termini per la richiesta di riconsegna anticipata dei carichi affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione relativamente a specifiche fattispecie.
10)Regime dividendi e PEX: viene ripristinato il regime di esclusione dei dividendi (nella misura del 95% per le società) e della participation exemption (PEX), con decorrenza dal 1° gennaio 2026.
11)Imposta di bollo: per i soggetti diversi dalle persone fisiche, l’imposta di bollo sui conti correnti e rendiconti aumenta da 100 a 118 euro.
12) Educazione finanziaria: il Comitato nazionale per l’educazione economica e finanziaria viene integrato con un membro del Corpo della guardia di finanza. Sono definiti nuovi standard qualitativi e la possibilità di avvalersi di esperti e consulenti esterni.
13)Carta europea della disabilità: al fine di garantire la continuità del servizio di emissione della carta per l’anno 2026, è autorizzata una spesa di 1,6 milioni di euro.
14) Avvocatura dello Stato: è autorizzata la spesa di 500.000 euro annui a decorrere dal 2026 per il pagamento delle spese degli atti processuali e del contributo unificato per conto delle parti patrocinate dall’Avvocatura dello Stato.
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione Foti e del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Pichetto Fratin, ha anche approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo contenenti norme comuni per i mercati interni del gas rinnovabile, del gas naturale e dell’idrogeno, volto a definire un quadro normativo per favorire la diffusione dei gas rinnovabili e a basse emissioni di carbonio, con particolare attenzione allo sviluppo del mercato dell’idrogeno.
Come si legge nel comunicato stampa di Palazzo Chigi: “Il testo attua la disciplina comune per il trasporto, la fornitura e lo stoccaggio dell’idrogeno e l’organizzazione del settore, includendo la separazione dei gestori delle reti e le regole di accesso alle infrastrutture. Inoltre, si rafforzano i diritti dei clienti finali, garantendo la libertà di scelta del fornitore, la trasparenza delle bollette e l’accesso a sistemi di misurazione intelligenti. Sono previste specifiche tutele per i clienti vulnerabili e in condizioni di povertà energetica, assicurando la continuità delle forniture. Si introduce un quadro regolatorio volto alla progressiva integrazione dei gas verdi nel sistema energetico nazionale, promuovendo la sostenibilità e la sicurezza degli approvvigionamenti in coerenza con gli obiettivi della transizione ecologica. Infine, vengono definiti i poteri e i compiti dell’ARERA (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) in relazione ai nuovi mercati e alla protezione dei consumatori”.
Quest’oggi, invece, la Presidente del Consiglio Meloni , che nelle ultime ore , come confermato da fonti di governo all’Ansa, ha tenuto una riunione con i Vicepremier Salvini e Tajani per fare il punto, ha così ricordato il 103° anniversario della fondazione dell’Aeronautica Militare: “Un giorno speciale per i nostri uomini e le nostre donne dell’Aeronautica Militare che oggi festeggiano l’Anniversario di Fondazione. 103 anni al fianco della Nazione per la difesa e la sicurezza dei nostri cieli, sempre presenti in situazioni di emergenza, nelle operazioni di soccorso e durante le missioni internazionali per la pace. A tutti voi il nostro ringraziamento per il quotidiano lavoro che svolgete con devozione, sacrificio e soprattutto tanta passione. Auguri”.
Il Presidente della Repubblica Mattarella, invece, in un passaggio del messaggio al capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, ha sottolineato come : “Il contesto globale, caratterizzato da continue tensioni e aggressioni che hanno travolto stabilità, sicurezza, con gravi attacchi ai diritti più elementari delle popolazioni coinvolte, richiama severamente alle proprie responsabilità l’intera comunità nazionale e quella internazionale. In questa condizione, appare ancora più essenziale la vostra missione”.
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