di Federica Marengo venerdì 27 febbraio 2026

-Nella mattina di ieri, si è svolto a Palazzo Chigi il Consiglio dei Ministri, nel quale, su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze Giorgetti, è stato approvato in esame preliminare, un decreto legislativo che introduce norme per la riforma organica e il riordino del sistema sanzionatorio e di tutte le procedure sanzionatorie recati dal Testo Unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, con l’obiettivo, come specificato nel comunicato stampa di Palazzo Chigi, di: rafforzare l’efficienza e l’efficacia del sistema sanzionatorio amministrativo in materia di mercati finanziari, individuando e selezionando le condotte illecite in base alla loro effettiva gravità e di incrementare le garanzie per i soggetti destinatari dei procedimenti e deflazionare il contenzioso, a beneficio dell’attività delle Autorità di vigilanza e del mercato.
Il provvedimento, interviene sull’entità delle sanzioni , rimodulando i limiti edittali per garantire una maggiore aderenza alla gravità delle violazioni, che riguardano principalmente l’inosservanza degli obblighi di trasparenza, la corretta prestazione dei servizi di investimento e le comunicazioni prescritte per le società quotate.
Previste, dunque, per le violazioni degli obblighi in materia di intermediazione e dei doveri degli emittenti commesse da società ed enti, sanzioni amministrative pecuniarie da un minimo di cinquemila euro fino a dieci milioni di euro o fino al 5% del fatturato totale annuo qualora tale importo sia superiore a dieci milioni.
Per le persone fisiche che svolgono funzioni di amministrazione, direzione o controllo, invece, le sanzioni per le medesime inosservanze saranno comprese tra un minimo di cinquemila euro e un massimo di due milioni di euro, mentre , nel caso di società quotate che omettono le comunicazioni prescritte, la sanzione minima sarà elevata a diecimila euro.
Il decreto , poi, introduce l’istituto dell’applicazione concordata della sanzione, ovvero: la facoltà per i soggetti destinatari di una contestazione di proporre all’Autorità di vigilanza un accordo per definire il procedimento, prevedendo una riduzione della sanzione pecuniaria pari a un terzo, a fronte dell’impegno del soggetto a rimuovere le conseguenze della violazione e a indennizzare gli investitori.
Prevista anche la flessibilità delle sanzioni interdittive, ovvero l’introduzione di una maggiore discrezionalità per le Autorità nell’applicazione delle sanzioni interdittive (come la sospensione dall’esercizio di funzioni), che potranno essere modulate o omesse in base alle specificità del caso concreto, evitando automatismi sanzionatori eccessivi.
Inoltre, il provvedimento attribuisce alle Autorità (Commissione nazionale per le società e la borsa – CONSOB, Banca d’Italia) la facoltà di non avviare il procedimento sanzionatorio per condotte che non abbiano inciso sulla trasparenza del mercato o arrecato danno agli investitori e, in tali casi, le Autorità potranno procedere con una comunicazione di richiamo, favorendo un approccio basato sulla reale offensività della condotta.
Introdotta anche una disciplina del procedimento sanzionatorio ad applicazione generalizzata a tutte le sanzioni del TUF, assicurando il rispetto dei principi del contraddittorio, della piena conoscenza degli atti istruttori, della distinzione tra funzioni istruttorie e decisorie, della celerità e certezza dei termini.
Il provvedimento, mantiene l’istituto della confisca ,ma circoscritto al solo profitto effettivamente derivato dalla violazione, eliminando il riferimento al “prodotto” in coerenza con i rilievi della giurisprudenza costituzionale e introduce la facoltà per la Consob di disporre la confisca tramite ingiunzione di pagamento ed è prevista la possibilità di confisca per equivalente su beni di valore corrispondente al profitto qualora il destinatario non possieda somme liquide sufficienti.
Infine, per assicurare l’unitarietà dell’azione di vigilanza e l’efficacia delle procedure, permane l’obbligo di coordinamento e scambio di informazioni tra la Banca d’Italia e la Consob per assicurare l’unitarietà dell’azione di vigilanza e l’efficacia delle procedure e si confermano le tutele per i soggetti che segnalano violazioni all’interno degli enti, garantendo la riservatezza dell’identità e la protezione contro possibili misure ritorsive.
Nel pomeriggio, invece, la Premier Meloni ha incontrato a Palazzo Chigi, il Presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Christodoulidīs, Presidente di turno dell’Ue, con cui ha discusso di competitività Ue, del futuro del Mediterraneo e del dossier energia.
Al termine dei colloqui, la Presidente Meloni e il Presidente cipriota Christodoulidīs, hanno tenuto una conferenza stampa congiunta.
Nel suo intervento la Premier si è detta contenta che il secondo incontro con Cipro sia avvenuto in concomitanza con la Presidenza di turno del Consiglio dell’Unione Europea , anche perché sono numerose le materie su cui Italia e Cipro hanno dimostrato comunanza di vedute, come testimonia una mostra straordinaria , in programma a Castel Sant’Angelo, che celebrerà i legami profondi che uniscono i due Paesi da secoli e che verrà inaugurata domani dal Presidente Christodoulidīs e dal Presidente della Repubblica, Mattarella.
Quindi, la Presidente Meloni ha parlato della centralità del Mediterraneo per l’Italia e per Cipro e del suo ruolo, nel prossimo futuro, di anello di congiunzione tra Occidente ed Oriente, tra Nord e Sud del mondo, in cui si incontrano commercio, energia, sicurezza e stabilità. Ma anche del Mediterraneo in riferimento alla situazione in Medio Oriente, riguardo cui ha ribadito l’impegno comune per la pace, la sicurezza e la stabilità dell’area.
In merito, la Presidente del Consiglio Meloni , si è congratulata con il Presidente Christodoulidīs, per aver invitato i Presidenti delle Nazioni che fanno parte del cosiddetto “Vicinato meridionale” della UE nella sessione conclusiva del Consiglio Europeo informale, che Cipro ospiterà il prossimo aprile.
Ancora , la Premier ha sottolineato la sintonia tra i due Paesi su molti dossier, come quello riguardante le soluzioni innovative in materia migratoria e quello sulla competitività.
A tal proposito, la Presidente Meloni ha evidenziato: “Credo che il semestre di Presidenza Cipriota arrivi in un momento particolarmente complesso, nel quale l’Europa è chiamata a scegliere se vuole davvero essere protagonista del proprio destino o limitarsi a subirlo. È un momento che richiede concretezza nell’azione, buon senso e il coraggio di fare alcune scelte importanti, in materia di competitività, di sicurezza, sulla capacità dell’Europa di reagire a un contesto globale che sta cambiando rapidamente. Al Vertice informale sulla competitività di due settimane fa noi abbiamo condiviso un punto molto chiaro: competitività ed autonomia strategica sono sostanzialmente due facce della stessa medaglia. Se l’Europa vuole contare in un contesto globale che cambia rapidamente, deve rafforzare il proprio mercato interno, ridurre gli oneri amministrativi, accelerare la semplificazione normativa. Non c’è da questo punto di vista più tempo da perdere, a partire da una priorità che consideriamo assoluta: il costo dell’energia. L’impegno che ci siamo assunti è quello di costruire risposte concrete già al Consiglio europeo di marzo. Perché non possiamo chiedere alle nostre imprese di competere sui mercati globali se strutturalmente pagano l’energia più dei loro competitor. Sapete che il Governo italiano, da questo punto di vista ha recentemente approvato un decreto che io considero ambizioso e coraggioso e nel quale sono contenute anche alcune norme che necessitano di portare il dibattito alla dimensione europea, la questione degli ETS prima di tutto e quindi stiamo portando avanti un lavoro che ha una strategia che coinvolge tanto il livello nazionale quanto il livello europeo”.
Quindi , tornando alle politiche in materia migratoria, la Presidente del Consiglio ha evidenziato come, nel corso dei colloqui con il Presidente Christodoulidīs, sia stata espressa da entrambi la soddisfazione per l’approvazione della lista UE dei Paesi sicuri di origine e l’introduzione del concetto di Paese terzo sicuro, confermando l’ impegno comune per attuare velocemente il Patto su Migrazione e Asilo.
La Premier Meloni , poi, si è soffermata sull’importanza della cooperazione bilaterale tra i due Paesi e sulla necessità di rafforzare la cooperazione in settori, quali: energia, infrastrutture, innovazione, turismo, con l’obiettivo comune di sostenere gli investimenti reciproci e creare nuove opportunità per le imprese.
Infine, la Presidente del Consiglio ha evidenziato come, nei colloqui, un focus specifico sia stato dedicato al tema strategico della sicurezza energetica, in merito a cui è stato sottolineato l’impegno congiunto per sviluppare le infrastrutture digitali e i collegamenti sottomarini, come dimostrano l’ingresso di Cipro nel sistema BlueMed, e le interconnessioni, in particolare, il corridoio commerciale IMEC, che consente, partendo dall’India e, passando per il Medio-Oriente fino all’Europa, di rafforzare l’apertura di entrambi i Paesi verso l’esterno, per rendere i rispettivi sistemi più forti e resilienti e contribuire alla stabilità di tutto lo scenario del Mediterraneo.
Pertanto, Italia e Cipro hanno avviato un confronto per definire un documento congiunto che consenta di valorizzare ulteriormente le priorità del partenariato e accompagnarne l’attuazione nei prossimi mesi, per rafforzare anche i rapporti bilaterali diplomatici, di cooperazione, alla luce dell’importanza di questi ultimi sul piano multilaterale.
Intanto, al centro del dibattito tra maggioranza e opposizione , oltre al tema del referendum sulla Giustizia, a un mese dal voto del 22 e del 23 marzo, vi è la questione della legge elettorale, dopo la proposta di legge depositata in Parlamento dalle forze di governo.
La suddetta legge, finalizzata a garantire la stabilità e , denominata “Stabilicum”, prevede: il superamento dei collegi uninominali del Rosatellum in favore di un sistema proporzionale con premio di maggioranza (70 seggi alla Camera, 35 al Senato) alla coalizione che supera il 40%, il ballottaggio tra il 35% e il 40% e il nome del candidato premier sul programma (e non sulla scheda).
Non vi saranno ,invece, le preferenze, mentre le soglie di sbarramento restano: 3% a livello nazionale per i singoli partiti ,che non si presentano in coalizione, 10% per le coalizioni.
Per la maggioranza di centrodestra, dettasi aperta al dialogo con le opposizioni, la legge consentirà di governare a chiunque vinca le elezioni, tutelando così il voto dei cittadini, ponendo fine all’instabilità.
Critiche, le opposizioni di centrosinistra, che hanno definito la proposta di legge “irricevibile”, in quanto distorsiva della rappresentanza ,con premi alti e senza limiti, determinando così il rischio che una parte elegga da sola il Presidente della Repubblica.
Inoltre, per le opposizioni, la riforma elettorale sarebbe “un tassello di un più ampio disegno, volto a scardinare l’equilibrio tra i poteri dello Stato, specialmente se letta in parallelo con il progetto del Premierato”.
Tornando all’agenda di Palazzo Chigi, quest’oggi, la Premier Meloni è intervenuta con un messaggio all’evento, svoltosi a Roma, promosso dalla ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Calderone, dal titolo: “IA e lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità. Strategie, fiducia, regole, competenze”.
Nel suo messaggio, la Presidente del Consiglio ha sottolineato: “Eravamo abituati ad un progresso che aveva come obiettivo quello di ottimizzare le capacità umane e che si concentrava essenzialmente sulla sostituzione del lavoro fisico, in un mondo nel quale l’uomo rimaneva al centro. L’intelligenza artificiale ha ribaltato questo paradigma, perché ad essere soppiantato non è più il lavoro fisico dell’uomo, ma il suo intelletto, ovvero ciò che da sempre ha reso l’uomo insostituibile da una macchina. Se questo processo non viene governato, sempre più lavoratori rischiano di diventare inutili e lo scenario che abbiamo davanti è quello di un progressivo impoverimento della classe media. Ecco perché noi siamo convinti che l’IA sia una tecnologia che può sprigionare tutto il suo potenziale positivo solo se il suo sviluppo si muoverà in un perimetro di regole etiche che mettano al centro la persona, i suoi diritti e i suoi bisogni. Questa è la bussola che ha orientato e continuerà ad orientare il lavoro del Governo, ad ogni livello. L’Italia è tra le prime Nazioni ad essersi dotate di una legge nazionale sull’intelligenza artificiale, all’interno del quale è previsto l’Osservatorio sull’adozione dell’IA nel mondo del lavoro. Organismo che è stato incardinato nell’alveo del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e a cui abbiamo attribuito importanti funzioni di monitoraggio, analisi e indirizzo. La nascita dell’Osservatorio è una delle azioni connesse all’impegno più ampio che l’Italia sta portando avanti in ambito internazionale, e che ha trovato declinazione concreta nella decisione assunta nel corso della Presidenza italiana del G7 di dare vita ad un Piano d’Azione sull’uso dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro. n coerenza con questa impostazione, il Governo sta lavorando seguendo tre direttrici fondamentali che guardano alla formazione delle competenze, alla qualità del lavoro e dei servizi offerti, alla governance dei sistemi che utilizzano l’intelligenza artificiale.
Come ci ricorda la Banca Mondiale, la competenza è la chiave per fare la differenza in quest’epoca. Per questo il Governo è impegnato, anche in collaborazione con le grandi aziende leader in questo settore, per colmare il mismatch esistente tra esigenze delle imprese e professionalità disponibili, favorire lo sviluppo e il riconoscimento di nuove competenze e promuovere attività di reskilling e upskilling per tutti, giovani e adulti, lungo tutto l’arco della vita e nei luoghi di lavoro e nelle società. La seconda direttrice riguarda la qualità del lavoro. L’intelligenza artificiale ci offre l’opportunità di migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro, ottimizzare l’organizzazione, liberare tempo da attività ripetitive e a basso valore aggiunto. La terza direttrice tocca le regole, perché è essenziale garantire trasparenza degli algoritmi, tutela dei dati personali, non discriminazione e pieno rispetto dei diritti fondamentali. L’Italia ha già dimostrato di voler essere all’avanguardia, definendo regole chiare contro gli abusi e difendendo con forza la creatività umana e il diritto d’autore. Accanto a tutto questo, stiamo lavorando per attrarre investimenti, rafforzare le infrastrutture digitali, sostenere la ricerca e la sperimentazione, costruire un ecosistema dell’innovazione che generi valore e occupazione in Italia e faccia crescere quelle realtà produttive che già oggi lavorano in quest’ambito. Perché siamo convinti che possa e debba esistere una via italiana all’intelligenza artificiale: la nostra Nazione ha le eccellenze, la visione e la determinazione per giocare un ruolo di primo piano in questo scenario. Governare l’impatto dell’IA sul lavoro è una responsabilità condivisa: Istituzioni, imprese, parti sociali, comunità scientifica. L’iniziativa di oggi va esattamente in questa direzione: creare uno spazio di analisi e dialogo per tentare di anticipare i cambiamenti e fare scelte coraggiose per il futuro. Faremo tesoro delle riflessioni che emergeranno nel corso del dibattito, perché quella che abbiamo davanti è una sfida epocale che possiamo vincere solo se siamo capaci di unire le forze e di mettere a sistema le migliori energie che abbiamo a disposizione”.
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