di Federica Marengo giovedì 19 febbraio 2026

-Nel pomeriggio di ieri, la Premier Meloni ha presieduto il Consiglio dei Ministri, nel quale sono stati approvati alcuni decreti e sono state siglate tra il Governo e le Regioni Lombardia, Liguria, Piemonte e Veneto le intese preliminari sulla riforma dell’Autonomia differenziata.
Come annunciato dalla Presidente del Consiglio , a margine del suo secondo sopralluogo, effettuato lunedì scorso a Niscemi, il Consiglio dei Ministri ha varato il decreto contente misure urgenti per fronteggiare l’emergenza provocata dagli eccezionali eventi meteorologici che, dal 18 gennaio, hanno colpito le Regioni Calabria, Sicilia e Sardegna e ulteriori misure urgenti per fronteggiare la frana verificatasi a Niscemi.
Tale provvedimento, stanzia risorse per 700 milioni di euro, cui si sommano 400 milioni di euro di una delibera della Protezione Civile, in aggiunta ai 100 milioni di euro già stanziati nell’ambito di un primo provvedimento ,approvato il 29 gennaio scorso, per un totale di risorse erogate finora, pari a 1,2 miliardi di euro.
Entrambi i provvedimenti, decreto e delibera, oltre ad assicurare l’assistenza alle popolazioni colpite e il ripristino dei servizi pubblici essenziali e delle infrastrutture di rete, introducono altre misure:
1)la definizione di procedure per il riconoscimento dei contributi a favore di soggetti privati e imprese che hanno subito danni a edifici, beni mobili e attività economiche; 2) la sospensione dei termini relativi agli adempimenti e ai versamenti tributari, contributivi e dei premi per l’assicurazione obbligatoria per i residenti e le imprese operanti nei comuni individuati dai provvedimenti di protezione civile; 3) l’introduzione di disposizioni straordinarie per la messa in sicurezza e il consolidamento del versante interessato dalla frana nel comune di Niscemi, prevedendo l’accelerazione delle procedure di appalto per le opere di pubblica utilità e la gestione commissariale delle attività di ripristino; 4) la deroga temporanea per le piccole e medie imprese danneggiate dai contributi prevista per la mancata stipula dei contratti assicurativi contro le calamità, a condizione che la polizza venga sottoscritta entro sessanta giorni dalla percezione del contributo statale; 5) il rafforzamento le capacità operative dei Commissari delegati per l’attuazione degli interventi di somma urgenza, la gestione delle macerie e il ripristino delle infrastrutture strategiche e della rete viaria.
Il Consiglio dei Ministri, poi, ha approvato anche il decreto che introduce misure urgenti per la riduzione del costo dell’energia elettrica e del gas in favore delle famiglie e delle imprese, per la competitività delle imprese e per la decarbonizzazione delle industrie e disposizioni urgenti in materia di risoluzione della saturazione virtuale delle reti elettriche, di integrazione dei centri di elaborazione dati nel sistema elettrico.
Per 2,7 milioni di famiglie vulnerabili, dunque, previsto un contributo aggiuntivo di 115 euro all’anno sulla bolletta elettrica , da sommare al bonus sociale di 200 euro annui, per un beneficio complessivo pari a 315 euro all’anno (circa la metà del costo medio annuale della bolletta elettrica).
Per 4,5 milioni di famiglie con ISEE inferiore a 25 mila euro e non titolari di bonus sociali, introdotto un contributo fino a 60 euro, riconosciuto su base volontaria dalle imprese venditrici di energia elettrica a copertura dei costi di acquisto dell’energia del primo bimestre utile dell’anno. Ai venditori che aderiscono al meccanismo sarà rilasciata una attestazione che potrà essere utilizzata anche a fini commerciali.
Per le imprese, invece, come si legge nel comunicato stampa di Palazzo Chigi, il decreto prevede: 1) un contributo sulla bolletta elettrica di 431 milioni per 2026, 500 milioni per il 2027, 68 milioni per il 2028, per tutte le imprese. Il beneficio si traduce in uno sconto pari a 3,4 euro/MWh per l’anno 2026, 4 euro/MWh per l’anno 2027 e 0,54 euro/MWh per l’anno 2028. Le risorse derivano da un incremento di due punti percentuali dell’aliquota IRAP applicata alle imprese di alcuni comparti del settore energetico; 2) un contributo sulla bolletta elettrica di 850 milioni per le imprese, corrispondente a 6,8 euro al MWh. Le risorse derivano dalla riduzione delle tempistiche di giacenza degli oneri di sistema, versati dai venditori, nelle casse delle imprese distributrici di energia elettrica; 3) la promozione del ricorso ai Power Purchase Agreement (PPA) da parte delle PMI, per favorire una contrattazione a lungo termine di energia pulita a costi inferiori. Incentivo all’aggregazione della domanda tramite associazioni di categoria, aggregatori territoriali e Acquirente Unico. Il GSE svolge il ruolo di garante di ultima istanza per soggetti qualificati. Il beneficio della norma è il disaccoppiamento del prezzo dell’elettricità da quello del gas, garantendo energia rinnovabile a prezzi più bassi; 4) la promozione della contrattualizzazione degli impianti FER (fonti energetiche rinnovabili) a fine incentivazione a prezzi calmieratiall’interno del servizio di aggregazione svolto da Acquirente Unico nell’ambito della bacheca PPA, prevedendo una premialità, pari al 15% della differenza tra la media annua ponderata, sulle quantità contrattualizzate, dei prezzi del mercato spot nella zona in cui è localizzato l’impianto e il prezzo riconosciuto nell’ambito del servizio di aggregazione; 5) la facoltà dei soggetti titolari degli impianti fotovoltaici beneficiari dei Conti Energia di aderire a un meccanismo che, a fronte di una riduzione dell’incentivo del 15% o del 30% nel secondo semestre 2026 e nel 2027, ne estende la durata di 3 o di 6 mesi. La misura incide sulla riduzione della componente ASOS nel 2026 e nel 2027; 6) la facoltà di repowering dei soggetti titolari degli impianti fotovoltaici beneficiari dei “Conti Energia” di aderire ad un meccanismo che, a fronte della fuoriuscita dai “Conti Energia” e dell’impegno al repowering, consente di partecipare a meccanismi di supporto per la capacità corrispondente all’incremento di potenza; 7) valorizzazione a mercato del gas stoccato dal GSE e da SNAMe riduzione degli oneri gas e ulteriori componenti tariffarie per tutte le imprese; 8) semplificazione della misura del Gas release per incrementare i volumi di gas estratti sul territorio nazionale e offerta a prezzi calmierati ai clienti finali industriali; 9) misure di tutela dei settori industriali ad alta intensità energetica (HTA) nell’approvvigionamento del biometano, per decarbonizzare i consumi e ridurre i costi dell’ETS; 10) attribuzione ad ARERA del compito di definire un quadro preliminare di principi e criteri per l’accesso alla rete di trasporto e ai siti di stoccaggio del biossido di carbonio.
Previste anche misure a favore di tutti gli utenti del sistema elettrico, quali: la riduzione del costo di produzione dell’energia elettrica da parte degli impianti termoelettrici tramite il rimborso del valore, definito da ARERA, del costo del gas per la produzione di energia elettrica, nel limite della quotazione dei diritti riconosciuti per l’ETS. La misura è sottoposta a notifica alla Commissione europea; 2) la riduzione del costo di produzione dell’energia elettrica da parte degli impianti termoelettrici tramite un rimborso degli oneri di trasporto del gas utilizzato per la generazione elettrica; 3) il rafforzamento della concorrenza sui mercati elettrici (REMIT) per limitare eventuali comportamenti speculativi; 4) la riduzione degli oneri generali degli impianti rinnovabili alimentati da bioliquidi, biomasse e biogas.
Per tutti i consumatori di gas e gli utenti del sistema elettrico e gas ,invece, prevista l’eliminazione dello spread TTF-PSV pari a circa 2 €/MWh, attraverso l’introduzione di un servizio di liquidità del gas per evitare l’accumulo di costi di trasporto aggiuntivi rispetto al TTF dovuti all’attraversamento del territorio di altri Stati. Il meccanismo opera nel limite massimo di spesa di 200 milioni di euro, derivanti dalle risorse rinvenienti dalla vendita del gas stoccato del GSE e di SNAM e , per i data center, la semplificazione e l’ accelerazione del processo autorizzativo dei datacenter, garantendo un approccio integrato alla valutazione dei progetti. Si prevede un procedimento unico in cui l’Autorità competente è la stessa dell’autorizzazione integrata ambientale (sino a 300 MW la Regione, con possibilità di delega alla Provincia; sopra i 300 MW il MASE).
Infine, introdotte norme per affrontare la saturazione virtuale della rete, per cui si garantiscono le richieste di connessione alla rete per impianti già autorizzati o abilitati; mentre per le restanti richieste di connessione si prevede l’apertura di procedure periodiche che mettono a disposizione slot di capacità della rete libera.
Approvati dal Consiglio dei Ministri , anche gli schemi di intesa preliminare con le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, fondate sul principio di sussidiarietà, valorizzando le potenzialità dei territori nel rispetto dell’unità della Repubblica.
Le intese avranno durata di dieci anni, con verifica annuale del monitoraggio degli adempimenti e degli oneri finanziari.
Gli schemi di intesa preliminare saranno trasmessi alla Conferenza unificata per il parere e, successivamente, alle Camere per l’esame da parte degli organi parlamentari competenti.
Le suddette intese, distinguono tra materie riferibili ai livelli essenziali delle prestazioni (LEP) e materie “non-LEP”. Tra i contenuti qualificanti degli schemi figurano: la Protezione Civile, ovvero, la facoltà per il Presidente della Regione di adottare ordinanze in deroga alla disciplina statale per emergenze locali, previa autorizzazione del Governo o, in casi di estrema urgenza, con successiva approvazione del Consiglio dei Ministri) e la Salute, con la possibilità di riallocare risorse derivanti da efficientamenti della spesa su altri ambiti sanitari regionali, fermo restando l’obbligo di garantire l’erogazione dei LEA (livelli essenziali di assistenza )e il mantenimento dell’equilibrio economico-finanziario.
Via libera del Consiglio dei Ministri, poi, a un decreto in materia di imposte sui redditi , composto da 376 articoli suddivisi in tre parti, che ha carattere compilativo e raccoglie in un unico testo la vigente disciplina relativa alle imposte sui redditi, abrogando le disposizioni incompatibili o non più attuali, assicurando il coordinamento formale e sostanziale alla normativa vigente.
Ancora, il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo contenente disposizioni integrative e correttive al decreto recante l’istituzione dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, che introduce una serie di modifiche volte a precisare le competenze dell’Autorità, rafforzarne le funzioni di tutela e adeguarne la struttura organizzativa.
Il testo, quindi: chiarisce il ruolo del Garante quale presidio che vigila sulla protezione delle persone con disabilità da forme di sfruttamento, violenza e abuso; prevede la possibilità di interfacciarsi con organismi omologhi europei e altri enti specializzati sulla disabilità; attribuisce al Garante il potere di visitare e monitorare le strutture sanitarie e assistenziali interessate; rafforza il ruolo di organo di indirizzo; introduce l’obbligo di acquisire il parere del Garante, obbligatorio ma non vincolante, su regolamenti e provvedimenti amministrativi di natura generale che abbiano incidenza diretta sui diritti delle persone con disabilità.
In ultimo, il Ministro dell’interno Piantedosi ha informato il Consiglio dei Ministri in relazione all’individuazione, nei prossimi 24 e 25 maggio, delle date per lo svolgimento delle elezioni per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale di 626 comuni delle regioni a statuto ordinario, tra i quali 15 capoluoghi (Venezia, Reggio Calabria, Lecco, Mantova, Arezzo, Pistoia, Prato, Fermo, Macerata, Chieti, Avellino, Andria, Trani, Crotone, Salerno) e per l’eventuale turno di ballottaggio, che si svolgerà il 7 e l’8 giugno.
La Presidente del Consiglio Meloni ha quindi espresso soddisfazione per l’approvazione del decreto energia e del decreto sull’emergenza maltempo al Sud, in un videomessaggio social, nel quale ha spiegato: “Oggi il Governo ha approvato un provvedimento molto significativo e che tocca una delle priorità che ci eravamo dati dall’inizio: fare il possibile per ridurre il peso delle bollette su famiglie e imprese. È un decreto che avrà un impatto rilevante e garantirà risparmi e benefici diretti per famiglie e imprese nell’ordine di oltre 5 miliardi di euro. Il primo capitolo del decreto-legge varato oggi dal Consiglio dei Ministri riguarda il sostegno alle famiglie che sono maggiormente in difficoltà. Interveniamo ancora sul bonus sociale, che in questi anni abbiamo di volta in volta potenziato e che oggi raggiunge due milioni e settecentomila famiglie vulnerabili. A loro viene garantito uno sconto ulteriore sulla bolletta elettrica di 115 euro l’anno, che si aggiunge a quello di 200 euro che avevamo già previsto, portando il sostegno totale a 315 euro. Inoltre, abbiamo previsto un riconoscimento in termini di visibilità alle aziende energetiche che decidono di ridurre la bolletta con uno sconto volontario di almeno 60 euro all’anno per le famiglie con un ISEE fino a 25 mila euro e che non accedono al bonus sociale. Il secondo pilastro del decreto interessa il nostro tessuto produttivo. Come avevamo promesso, ci siamo occupati di ridurre gli oneri generali di sistema, voce che grava molto significativa sul costo delle bollette. Sono molte le misure previste nel decreto. Due le principali. La prima è il taglio dei tempi di pagamento degli oneri di sistema che le aziende energetiche sono tenute a versare allo Stato e la seconda è l’aumento dell’Irap del 2% sulle aziende che producono, distribuiscono e forniscono energia e prodotti energetici. Utilizziamo le risorse ricavate per abbattere gli oneri di sistema che gravano sulle bollette di oltre quattro milioni di imprese. Aiutiamo anche le aziende che consumano gas per le loro produzioni, come ad esempio quelle della ceramica o del vetro, con l’abbattimento degli oneri di trasporto e di altre componenti della tariffa. Il provvedimento contiene poi un ulteriore pacchetto di norme che, incidendo sui costi del gas, contribuiranno a ridurre il prezzo finale dell’energia elettrica per famiglie e imprese. Il complesso di queste norme produrrà un taglio concreto sulle bollette di luce e gas di tutte le aziende. Qualche esempio concreto: un artigiano o un piccolo ristoratore avrà una riduzione media di oltre 500 euro l’anno sulla bolletta elettrica e di 200 su quella del gas. Per le piccole e medie imprese di maggiori dimensioni il beneficio stimato cresce fino a circa 9 mila euro l’anno per l’elettricità e 10 mila euro per il gas. Arriviamo poi alle imprese più grandi, come sono ad esempio le gasivore, che potranno arrivare ad un taglio di oltre 220 mila euro l’anno sul gas. Abbiamo costruito, anche, un meccanismo che introduce di fatto il disaccoppiamento del prezzo dell’energia elettrica da quello del gas. Costruiamo una piattaforma pubblica che consente alle aziende, anche le più piccole, di aggregarsi per acquistare direttamente dai produttori l’energia di cui hanno bisogno, svincolandosi dal mercato attuale e quindi anche dalla speculazione. Questo consentirà, facendo leva sul mercato dei cosiddetti “PPA”, di abbassare il prezzo dell’energia, anche grazie alla garanzia dello Stato attraverso il ruolo del GSE e di SACE. Siamo fiduciosi che questo sistema possa generare benefici importanti e duraturi nel tempo per le nostre imprese, perché volevamo risposte strutturali e non solamente di emergenza. Infine, con questo decreto il Governo decide di fare anche un’altra scelta strutturale che considero molto coraggiosa, perché avrà un impatto decisivo sul costo delle bollette. La norma affronta infatti il tema decisivo dei costi dei diritti ETS, che oggi contribuisce a tenere alti i prezzi. Gli ETS sono una “tassa” di fatto, voluta dall’Europa e che grava sulle modalità più inquinanti di produzione di energia, come quelle di origine fossile. E questo ha una sua logica. Il problema è che oggi si tiene conto anche degli ETS per determinare il prezzo di tutte le forme di energia, anche di quelle rinnovabili, che questa tassa non la pagano. Noi vogliamo scorporare il costo degli ETS dalla determinazione del prezzo delle energie rinnovabili, come ad esempio l’idroelettrico o il solare, per abbassare i costi. E’ una norma che avrà bisogno dell’autorizzazione dell’Unione europea e che è coerente con l’impegno che stiamo portando avanti in Europa, perché anche insieme ad altri Nazioni, per rilanciare la competitività delle nostre imprese. Continueremo ad andare avanti in questa direzione, per sostenere i nostri cittadini e difendere chi lavora e produce”.
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