di Federica Marengo mercoledì 28 gennaio 2026

-Dopo il Consiglio dei Ministri di lunedì, nel quale è stata dichiarata l’emergenza nazionale per le Regioni di Sicilia, Calabria e Sardegna, per via dell’eccezionale ondata di maltempo che si è abbattuta su quei territori e, sono stati stanziati i primi 100 milioni di euro per fronteggiare i danni, stamane, la Presidente del Consiglio Meloni, si è recata in Sicilia, dove ha sorvolato in elicottero le aree più colpite dal ciclone Harry.
In particolare, la Premier si è recata a Niscemi , comune in provincia di Caltanissetta, dove una frana attiva interessa il centro abitato, determinando l’evacuazione di circa 1500 cittadini e , dove ha incontrato il sindaco della città, per poi presiedere, presso la sede del Comune, una riunione, cui hanno partecipato il Prefetto di Caltanissetta, il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano e i tecnici della Protezione Civile.
Come reso noto da Palazzo Chigi: “Nel corso dell’incontro è stato fatto il punto sull’emergenza ed è stato confermato il massimo impegno del Governo e delle Istituzioni competenti per assistere gli sfollati, a favore dei quali è stato già previsto il contributo di autonoma sistemazione, per ripristinare la viabilità, la ripresa dell’attività scolastica e la funzionalità della rete di forniture di gas ed energia elettrica. A rendere complesso il quadro è l’impossibilità, finché la frana rimarrà attiva, di identificare con esattezza l’area su cui intervenire e stabilire di conseguenza le modalità di intervento”.
Pertanto, prosegue Palazzo Chigi nella sua nota: “Il Presidente Meloni ha garantito al Sindaco Conti che il Governo farà tutto ciò che è possibile per scongiurare che si ripeta quanto accaduto con la frana del 1997, in particolare per ciò che riguarda i ritardi negli indennizzi. Il Governo agirà velocemente in questa direzione, e il Presidente Meloni si è impegnata a fissare un nuovo incontro tra circa due settimane per prendere decisioni più dettagliate, alla luce delle necessarie informazioni. Il Presidente Meloni ha colto l’occasione per ringraziare l’on. Angelo Bonelli, presente a Niscemi, con cui ha avuto occasione di confrontarsi sulla grave emergenza”.
In ultimo, la Presidente Meloni, si è recata nella sede della Capitaneria di Porto di Catania, dove ha presieduto un vertice , cui hanno preso parte: il Ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci; il Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani; il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano; il sindaco di Catania, Enrico Trantino; il sindaco di Messina Federico Basile; il sindaco di Siracusa, Francesco Italia; oltre che i Prefetti di Catania, Messina e Siracusa e, nel quale, “E’ stata ribadita la massima attenzione del Governo per l’emergenza in corso che colpisce Sicilia, Sardegna e Calabria ed è stato ricordato che la dichiarazione di stato d’emergenza deliberata dal Consiglio dei ministri, con l’iniziale stanziamento di 100 milioni di euro, rappresenta solo la prima risposta ai territori colpiti, in attesa di un quadro più definito della situazione e una esatta quantificazione dei danni”, in quanto “Il Governo sta lavorando alla definizione del decreto-legge di assegnazione delle risorse necessarie”.
La Premier ,poi, ha riferito della sua visita in Sicilia, in un post social, nel quale ha scritto: “Oggi sono stata in Sicilia, nei territori duramente colpiti dall’eccezionale ondata di maltempo che nei giorni scorsi ha interessato anche la Sardegna e la Calabria. Ho voluto essere presente per seguire da vicino la situazione, incontrare le istituzioni locali e ribadire la vicinanza dello Stato alle comunità che stanno affrontando momenti difficili. Il Governo è al lavoro per sostenere i territori colpiti, garantire assistenza immediata e avviare gli interventi necessari per superare l’emergenza e ripristinare le condizioni di normalità. Ringrazio la Protezione Civile, i Vigili del Fuoco, le amministrazioni locali e tutti coloro che stanno operando con professionalità e dedizione in queste ore complesse. Continueremo a seguire l’evoluzione della situazione con la massima attenzione”.
Intanto, dai partiti di opposizione, Pd e M5S è arrivata la sollecitazione al Governo ad utilizzare per i territori della Regione Sicilia colpiti dal ciclone Harry i 5,3 miliardi di euro del Fondo di Sviluppo e Coesione destinati alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina.
Restando in tema di fondi, ma nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, si è svolta quest’oggi, a Palazzo Chigi, la Cabina di regia dedicata al PNRR, presieduta dal Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, con i Ministri e i Sottosegretari responsabili, con il Presidente dell’ANCI e i rappresentanti dell’UPI e dell’UNCEM, per discutere delle attività conclusive connesse agli interventi che vedono in qualità di soggetti attuatori dei circa 85.000 progetti PNRR, per un importo complessivo di circa 30 miliardi di euro, i Comuni, le Città metropolitane, le Province e le Unioni di Comuni.
Nel corso della cabina di regia vi è stato , dunque, un confronto sui termini previsti per la conclusione degli interventi, alla scadenza delle attività di rendicontazione, alla definizione della documentazione idonea a certificare l’effettivo conseguimento degli obiettivi.
Come riportato da Palazzo Chigi in una nota, il Ministro Foti, nel corso della cabina di regia sul PNRR, ha dichiarato: “Per assicurare il pieno raggiungimento degli obiettivi concordati con la Commissione europea sono state istituite, a partire dal 2024, le Cabine di coordinamento su tutto il territorio nazionale presso le Prefetture. La sinergia tra le diverse amministrazioni centrali e locali rende possibile supportare gli enti territoriali, fornendo agli stessi indicazioni, modalità operative e soluzioni condivise. In via complementare, per le tematiche di natura trasversale che coinvolgono più enti locali, la Cabina di regia ha deliberato oggi l’attivazione di un tavolo permanente, coordinato dalla stessa Struttura di missione, con la partecipazione dei rappresentanti dell’Unità di missione delle Amministrazioni titolari degli interventi, del MEF, di ANCI e di UPI, al fine di assicurare soluzioni pratiche in quest’ultimo miglio del Piano”, sottolineando: “Nei prossimi mesi, tutte le Amministrazioni titolari saranno chiamate a chiudere, in collaborazione con i soggetti attuatori, le attività di rendicontazione e a collaborare con la Struttura di missione PNRR per le successive verifiche in sede europea. Siamo davanti ad una sfida molto importante e delicata per la quale serve chiarezza, trasparenza e, soprattutto, leale collaborazione”.
Quanto ai dossier di politica estera, Palazzo Chigi ha confermato ciò che era stato annunciato dalla Premier Meloni nel corso della conferenza stampa di inizio anno, ovvero, che: l’Italia organizzerà il secondo Vertice Italia-Africa a livello di Capi di Stato e di Governo il 13 febbraio ad Addis Abeba, in Etiopia, nell’ambito del rafforzamento delle relazioni strategiche con il continente africano e il consolidamento degli obiettivi del Piano Mattei per l’Africa, lanciato a Roma nel gennaio 2024.
Inoltre, Palazzo Chigi , nella sua nota al riguardo, ha evidenziato che: “Il vertice, a cadenza biennale, sarà ospitato in Africa per la prima volta e si svolgerà in concomitanza con il Vertice dell’Unione Africana, alla vigilia dell’Assemblea dei Capi di Stato e di Governo dell’Unione Africana. Nel quadro dei lavori, il Presidente Meloni interverrà, in qualità di ospite d’onore, nella sessione plenaria di apertura dell’Assemblea prevista la mattina di sabato 14 febbraio. L’iniziativa, a due anni dalla presentazione ufficiale, rappresenta una nuova tappa dell’impegno italiano volto a promuovere un partenariato politico ed economico strutturato con le Nazioni africane, potenziando la cooperazione su sviluppo sostenibile, infrastrutture, energia, istruzione e formazione, sanità e agricoltura, secondo gli assi strategici del Piano Mattei. Il vertice sarà anche l’occasione per una valutazione dei progressi compiuti dal Piano, volto a rafforzare la presenza italiana nel continente attraverso missioni di sistema, dialogo politico e progetti congiunti, e per individuare insieme le priorità operative per i prossimi anni”.
Riguardo al dossier sulla guerra in Ucraina, invece, la Presidenza del Consiglio ha fatto sapere che, come da impegno preso dalla Presidente del Consiglio, Meloni con il Presidente ucraino, Zelensky, in occasione del loro incontro a margine del Consiglio europeo dello scorso ottobre 2025, l’Italia ha completato la consegna all’Ucraina del primo lotto di forniture di 78 caldaie industriali e generatori elettrici per fronteggiare l’emergenza energetica, causata dai reiterati raid russi di questi ultimi mesi sulle infrastrutture del Paese, che stanno creando una crisi umanitaria in diverse grandi città ucraine.
Pertanto, Palazzo Chigi, nella sua nota, ha evidenziato che altre 300 caldaie industriali saranno consegnate nelle prossime settimane, per una capacità totale di circa 900 MW termici e che , queste ultime, sono destinate a reti urbane danneggiate, ospedali e servizi essenziali, precisando che: “Questa iniziativa umanitaria del Governo italiano permetterà di rendere disponibile una capacità termica complessiva sufficiente a circa 90.000 abitazioni o un centro urbano di circa 250.000 abitanti” e che, “nello stesso periodo l’Italia ha avviato un programma di invio di generatori elettrici di media e grande potenza. I generatori supporteranno ospedali, impianti idrici e infrastrutture critiche in caso di blackout. Queste iniziative del Governo si sommano alle lodevoli iniziative private alle quali si sta assistendo per l’invio di generatori in Ucraina”.
Ieri, invece, la Presidente del Consiglio Meloni ha partecipato con il Presidente del Senato, La Russa, il Presidente della Camera dei Deputati, Fontana e , con rappresentanti del Governo e del Parlamento, alla cerimonia in occasione del Giorno della Memoria e dell’81° anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, svoltasi presso il Palazzo del Quirinale, alla presenza di Associazioni degli ex internati e deportati, della Comunità ebraica e di autorità politiche, civili e militari.
Il Presidente della Repubblica Mattarella, in un passaggio del suo intervento, tenuto al termine della cerimonia, ha affermato: “Il tentativo, messo in atto dalla Germania nazista, di cancellare gli ebrei dalla faccia dell’Europa, racchiude in sé, in modo emblematico, tutto il male che l’uomo è in grado di commettere quando si lascia contagiare, per superficialità, per indifferenza, per viltà, per interesse, dal virus dell’odio, del razzismo, della sopraffazione. Quando la ragione si offusca fino a spegnersi, quando gli innati sentimenti contrapposti di umanità – la solidarietà, la pietà, il senso della propria dignità e della responsabilità che ne consegue– si inaridiscono, la barbarie rinasce e il valore di libertà, di pace, di fratellanza, proprio di ogni donna e di ogni uomo, cede al suo contrario, generando guerra, schiavitù, violenza, sterminio. Quest’anno celebriamo gli ottanta anni della Repubblica. Un evento decisivo della nostra storia. Come ha scritto il Rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, la riflessione sugli orrori vissuti e sulle leggi razziste «è stata uno dei motori che hanno portato alla fondazione di una nuova società italiana, nella quale è cambiata anche la forma di sovranità, da monarchia a Repubblica.» La Repubblica Italiana e la sua Costituzione sono nate contro le ideologie disumane e sanguinarie che avevano avvelenato la prima metà del Novecento, lasciando dietro di sé lutti, devastazioni, memorie incancellabili di orrore. Sono sorte dal sangue innocente dei deportati nei campi di sterminio, dei combattenti per la libertà, delle donne e degli uomini annientati solo per ciò che erano, per quel che pensavano, per ciò in cui credevano. Nella Repubblica non c’è posto per il veleno dell’odio razziale, per i germi della discriminazione, per l’antisemitismo che affiora ancora pericolosamente, per coloro che predicano la violenza, per chi coltiva ideologie di oppressione, di sopraffazione, per chi coltiva odio. Far memoria della Shoah oggi, ricordare quegli orrori indicibili e le vittime innocenti, non è soltanto un dovere: significa rinnovare con forza il nostro patto civile che si fonda su fratellanza, rispetto, convivenza; significa ribadire con fermezza che non permetteremo mai più che indifferenza, paura, complicità possano aprire nuovamente le porte a quello o ad altro abisso. Questa cerimonia è l’occasione per esprimere, con orgoglio e con responsabilità, il patriottismo italiano e repubblicano che ci rende custodi, in ogni circostanza e in ogni momento, della dignità, unica, incancellabile e inalienabile, della persona umana. Custodi della democrazia”.
La Presidente del Consiglio Meloni, nella sua dichiarazione, ha sottolineato: “Il 27 gennaio di ottantuno anni fa, con l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, il mondo ha visto con i suoi occhi l’abisso della Shoah. Da quel momento, tutto è cambiato. La più grande macchina di morte concepita nella storia dell’umanità mostrava a tutti la sua ferocia, la sua sistematicità, il suo disegno diabolico. Milioni di persone strappate dalle loro case e uccise nei campi di sterminio, solo perché di religione ebraica. Un piano congegnato e messo in atto per cancellare dall’Europa ogni traccia della presenza, millenaria e feconda, degli ebrei e delle comunità ebraiche. Nel Giorno della Memoria ricordiamo i nomi e i cognomi delle vittime e rinnoviamo la memoria di ciò che è successo, anche attraverso la preziosa testimonianza dei sopravvissuti e dei loro discendenti. Oggi celebriamo i Giusti di ogni Nazione, che non esitarono a mettere a rischio la loro vita per opporsi al disegno nazista e salvare vite innocenti. In questa giornata torniamo a condannare la complicità del regime fascista nelle persecuzioni, nei rastrellamenti, nelle deportazioni. Una pagina buia della storia italiana, sigillata dall’ignominia delle leggi razziali del 1938. Purtroppo, a distanza di molti anni, l’antisemitismo non è stato ancora definitivamente sconfitto. È un morbo che è tornato a diffondersi, con forme nuove e virulente. Oggi ribadiamo il nostro impegno per prevenire e combattere ogni declinazione di questa piaga, che avvelena le nostre società e ha l’obiettivo di demolire i principi di libertà e rispetto che sono alla base della coesione sociale”.
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