di Federica Marengo sabato 24 gennaio 2026

-Ieri, rientrata da Bruxelles dove nella serata di giovedì aveva partecipato alla riunione informale dei Capi di Stato e di Governo del Consiglio Europeo, nella quale si è parlato delle relazioni UE-USA in relazione alla questione dell’acquisizione della Groenlandia ,rivendicata dal Presidente Trump, la Premier Meloni ha partecipato al Vertice intergovernativo tra Italia e Germania, che si è svolto a Roma, presso Villa Doria Pamphilj.
Al termine del bilaterale con il cancelliere tedesco Merz, quindi, si è svolta la cerimonia della firma delle intese siglate da Roma e Berlino, in materia di difesa, industria e migrazioni, cui sono seguite dichiarazioni congiunte alla stampa.
Nel suo intervento, la Presidente del Consiglio Meloni ha sottolineato come il Vertice si sia tenuto nell’anno del 75° anniversario della ripresa delle relazioni diplomatiche tra Roma e Berlino e “in una congiuntura storica particolarmente complessa, che impone all’Europa di scegliere se intenda essere protagonista del suo destino o piuttosto subirlo”.
Poi, dicendosi convinta che, proprio in questa fase della storia, “Italia e Germania abbiano una responsabilità particolare, per storia, per peso, per leadership”, la Premier ha evidenziato l’ulteriore innalzamento della cooperazione bilaterale tra i due Paesi, rispetto al primo Vertice intergovernativo , tenutosi a Berlino nel 2023, e il suo rafforzamento con l’adozione di tre documenti e la firma di una serie di accordi.
Per quanto riguarda i tre documenti, la Presidente Meloni ha spiegato che si tratta : di un protocollo di collaborazione che aggiorna il Piano d’Azione bilaterale sottoscritto nel 2023, estendendolo all’agricoltura, all’industria, alla cultura e al governo dei flussi migratori.
Proprio riguardo al tema delle migrazioni, la Premier ha sottolineato: “Entrambi pensiamo che la sfida principale sia nella difesa dei confini esterni dell’Unione, nel contrasto al traffico di esseri umani, nell’impegno ad assicurare il rispetto della legalità nel rafforzamento del sistema dei rimpatri, ma anche nella cooperazione con le Nazioni di origine e di transito che l’Italia in particolare, ma non solo l’Italia, sta cercando di sviluppare attraverso un nuovo modello di cooperazione con il Continente africano. Il nostro obiettivo è chiaramente consolidare questo cambio di approccio che, anche grazie ai nostri governi, si è affermato e si sta affermando sempre di più in Europa e che ha consentito in questi anni di assicurare una riduzione significativa degli ingressi irregolari, delle partenze illegali e degli sbarchi. Un impegno che l’Italia intende portare avanti anche con le soluzioni innovative, a partire dal Protocollo con l’Albania del quale ci siamo fatti i promotori. Voglio dire al Cancelliere Merz che sono grata per la sua decisione di partecipare stabilmente al gruppo di lavoro informale che si riunisce , proprio tra Paesi like-minded, tra Paesi che condividono la stessa visione, a margine dei Consigli europei proprio sul tema della migrazione”.
Altro dossier su cui vi è un accordo tra Roma e Berlino rispetto alla necessità di un cambio di passo dell’Ue: quello della competitività delle imprese, perché-ha evidenziato la Presidente del Consiglio Meloni- “E’ ormai un dato acclarato ed evidente a chiunque sia intellettualmente onesto che una certa visione ideologica della transizione green ha finito per mettere in ginocchio le nostre industrie, per consegnare all’Europa nuove pericolose dipendenze strategiche senza peraltro riuscire a incidere realmente nella tutela globale dell’ambiente e della natura”.
Pertanto, la Premier ha sottolineato la necessità di “correggere questi errori e scongiurare il declino industriale del Continente europeo”, annunciando la presentazione al prossimo Vertice informale del 12 febbraio a Bruxelles, “dove si inizia la discussione per il successivo Vertice di marzo, particolarmente importante proprio sui temi della competitività”, di un ““non-paper” Roma-Berlino, focalizzato su alcune priorità a nostro avviso non rinviabili: la semplificazione e il taglio della burocrazia europea; il rafforzamento del mercato unico; il rilancio dell’industria automobilistica nel segno della neutralità tecnologica; una politica commerciale ambiziosa basata su regole condivise e pari condizioni”.
In merito al secondo documento sottoscritto con la Germania, la Presidente Meloni ha affermato che si tratta di un documento di lavoro da condividere con la Commissione europea, con il Presidente del Consiglio europeo e con tutti gli altri Leader che parteciperanno alle discussioni, mentre il terzo documento riguarda i settori difesa, sicurezza e resilienza.
In merito al tema del rafforzamento della cooperazione nell’ambito difesa, anche rispetto ai dossier internazionali come le guerre in Ucraina e in Medio Oriente , la Premier ha evidenziato: “Vogliamo rafforzare la nostra cooperazione su questa materia, riteniamo che i nostri sistemi produttivi possano dare un contributo significativo alla costruzione di quel solido pilastro europeo dell’alleanza atlantica, che per tanti anni abbiamo invocato senza mai realmente fare dei passi avanti, ed agire di conseguenza. A questo fine ho anche comunicato al Cancelliere Merz la decisione italiana di aderire all’accordo multilaterale, che già esiste tra Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna, sull’esportazione di armamenti. Proprio per questo abbiamo avuto stamattina un importante incontro 2+ 2 tra i nostri Ministri degli Esteri e Ministri della Difesa per coordinare le posizioni, per lavorare anche a più stretto contatto sui principali dossier internazionali, a partire dall’Ucraina e dal Medio Oriente. Anche qui la nostra sintonia è sempre stata forte su entrambi i fronti, continueremo a fare la nostra parte sia per arrivare a una pace giusta e duratura in Ucraina, sia per costruire un quadro stabile di sicurezza e di prosperità in Medio Oriente”.
Infine, la Presidente del Consiglio Meloni, ha sottolineato l’intento da parte di entrambi i Paesi di valorizzare la cooperazione sul fronte delle interconnessioni energetiche, delle interconnessioni economiche e infrastrutturali, “sempre più decisive per quest’epoca”, lavorando insieme per sostenere iniziative strategiche come: il SoutH2Corridor, il Medlink, l’Elmed e l’IMEC, il corridoio che collegherà India, Medio Oriente ed Europa.
Quindi, la Premier ha concluso il suo intervento, affermando: “In queste ore ho letto alcuni commenti, qualche osservatore diceva che il ‘26 sarà “l’anno di Italia e Germania”. Io non so dire se questa previsione corrisponde alla realtà. Quello che posso dire è che intendiamo mettercela tutta, che intendiamo assolutamente fare la nostra parte per consolidare un’amicizia che è strategica non solo per le nostre Nazioni, ma che è strategica per l’Europa intera”.
A seguire, la Presidente del Consiglio, Meloni , ha partecipato, insieme al Cancelliere tedesco Merz, al Forum imprenditoriale Italia-Germania, nel quale ha tenuto un discorso.
Nel suo intervento, la Premier, sottolineando come il secondo Vertice intergovernativo con la Germania abbia rappresentato “l’inizio di una stagione nuova nei rapporti tra Italia e Germania” e ,come l’obiettivo del summit fosse quello di interrogarsi “su come Italia e Germania, lavorando insieme, possano dare alle loro relazioni e all’Europa nel suo complesso, la spinta che serve per tornare a guardare con fiducia un futuro di stabilità, di crescita, di benessere”, ha evidenziato: “Sono molto contenta di aver sottoscritto, oggi, con il Cancelliere Merz, un contributo di riflessione italo-tedesco che vuole focalizzare il dibattito su alcune direttrici fondamentali per il presente e il futuro dell’Europa: semplificare. cancellare le norme inutili e controproducenti, rafforzare il mercato unico, rilanciare l’industria europea, costruire una politica commerciale ambiziosa, cioè una politica commerciale aperta ma anche fondata sulla reciprocità perché il mercato può essere davvero libero soprattutto quando è anche equo. È un documento che condivideremo con il Presidente Costa, con la Presidente von der Leyen, con la Presidente Metsola, con i nostri colleghi del Consiglio europeo e che ci auguriamo possa diventare una concreta base di lavoro per portare avanti un programma comune di rilancio dell’industria, di valorizzazione di quei settori che ne costituiscono l’ossatura fondamentale, dall’automotive, come dicevamo, fino alla siderurgia, dall’industria chimica, alla farmaceutica, dalle infrastrutture fino alla difesa. Settori tutti ad alto valore aggiunto, dove la nostra cooperazione economica e industriale può fare davvero la differenza per costruire un’Europa più autorevole, più forte, all’altezza delle sfide di questo tempo. Italia e Germania possono dare un contributo decisivo alla costruzione di un solido pilastro dell’Alleanza Atlantica, rimanendo chiaramente in tema di difesa, che sappia dialogare con il pilastro nordamericano da pari a pari in un’ottica di complementarità strategica. È anche questo un obiettivo alla nostra portata e certamente un obiettivo che intendiamo perseguire perché da qui passa un pezzo importante dalla nostra autorevolezza, della nostra sovranità, della nostra autonomia e del ruolo che l’Europa può giocare sullo scenario globale. L ‘Accordo sulla cooperazione in materia di sicurezza, difesa e resilienza che pure oggi abbiamo firmato con il Cancelliere tedesco, riafferma questo obiettivo strategico, punta a valorizzare le eccellenze che le nostre realtà industriali sono in grado di sviluppare nei diversi domini, dalla cantieristica fino allo spazio. La competitività è per noi la priorità assoluta, perché senza un’industria forte non può esserci coesione sociale, non è possibile garantire la sicurezza dei nostri cittadini. Noi crediamo in un’Europa che accompagni le trasformazioni, ma che lo faccia senza penalizzare chi produce, chi lavora, chi investe. Un’Europa che semplifica, che sostiene le filiere strategiche, che valorizza e difende il proprio tessuto economico e produttivo in un contesto globale che è chiaramente sempre più sfidante, sempre più competitivo. Un’Europa capace di costruire le sue catene d’approvvigionamento, di limitare le troppe dipendenze strategiche che la espongono, di rifiutare l’approccio ideologico che l’ha indebolita in questi anni”.
Nel pomeriggio, la Presidente del Consiglio Meloni, che ha inviato un videomessaggio di saluto, in occasione dell’apertura della due giorni del Forum Internazionale del Turismo, a Milano, in cui ha fatto il punto sul lavoro fatto finora per il comparto, sottolineando come il Turismo italiano sia tornato ad essere “forte e competitivo” e come l’obiettivo del Governo sia valorizzare i Comuni delle aree interne, “le realtà e i territori meno conosciuti” , senza tralasciare le mete simbolo del made in Italy, ha presieduto, presso la sede della Protezione Civile a Roma, una riunione sui danni provocati dall’ ondata di maltempo, causata dal passaggio del ciclone Harry, che ha colpito il Sud Italia e le Isole, a cui hanno partecipato: il Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, in collegamento da Catania; il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano; il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto; la Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde; il Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani; il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano.
Come si legge nella nota di Palazzo Chigi, diramata la termine della riunione: “Il Presidente Meloni ha annunciato per lunedì la convocazione del Consiglio dei ministri per deliberare la dichiarazione dello stato di emergenza nei territori colpiti, anticipando un iniziale stanziamento per far fronte alle immediate necessità e garantire i primi ristori, in attesa di avere una compiuta e complessiva valutazione dei danni. Il Presidente Meloni ha rinnovato la solidarietà propria e del Governo tutto alle comunità coinvolte e il ringraziamento a Dipartimento, presidi territoriali, Regioni, Comuni e prefetti per il lavoro di previsione e di allertamento. È anche grazie alla sinergia istituzionale prontamente attivata se non si sono registrate vittime, nonostante la considerevole quantità delle precipitazioni e la violenza delle mareggiate sulle coste”.
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