di Federica Marengo mercoledì 21 gennaio 2026

-Nella giornata di lunedì 19 gennaio, la Presidente del Consiglio Meloni ha concluso il suo viaggio diplomatico in Asia, incontrando dapprima a Seoul il Presidente della Repubblica di Corea, Lee Jae-Myung e, poi, a Tashkent, il Presidente della Repubblica dell’Uzbekistan, Shavkat Mirziyoyev.
Nel corso della sua visita in Corea , la Premier ha visitato il Cimitero Nazionale (Seoul National Cemetery) che onora i soldati caduti per la Nazione durante la Guerra di Corea e ha incontrato una rappresentanza di imprenditori italiani che operano in Corea.
Successivamente, dopo il bilaterale con il l Presidente della Repubblica di Corea, Lee Jae-Myung, ha rilasciato dichiarazioni congiunte alla stampa.
La Presidente Meloni ha sottolineato di essere il primo Capo di Governo di una Nazione europea a fare visita in Corea dopo l’elezione e l’insediamento del Presidente e come l’obiettivo della sua visita fosse quello di colmare un vuoto troppo lungo, in quanto da vent’anni non vi erano state visite di un Primo Ministro italiano, e di “ dare ulteriore profondità, ulteriore slancio ad un rapporto che è già solido e proficuo, ma che può diventare sempre più strategico”.
Proseguendo nelle sue dichiarazioni, la Premier ha indicato tre priorità nel partenariato tra Italia e Corea: “La prima è rafforzare il nostro partenariato economico e industriale. Oggi ,la Corea è il primo mercato asiatico per l’export italiano in termini pro capite. È chiaramente un dato molto positivo, che ci dice due cose importanti. La prima è che il Made in Italy è molto apprezzato in Corea e che le nostre imprese sono considerare dalle loro controparti coreane partner affidabili; la seconda è che c’è un altissimo potenziale e che quindi possiamo lavorare per fare ancora meglio, soprattutto – dal nostro punto di vista – nei settori ad alto valore aggiunto. È il motivo per il quale abbiamo deciso di consolidare il nostro partenariato economico, di promuovere gli investimenti reciproci, di sostenere l’internazionalizzazione delle imprese, in particolare delle piccole e medie imprese. E ci poniamo anche l’obiettivo insieme di superare alcune barriere non tariffarie all’ingresso per i nostri prodotti. La seconda priorità riguarda la cooperazione che intendiamo mettere in campo per rendere le catene del valore più forti, sempre più sicure, in un’ottica di resilienza e sicurezza per le nostre economie. Mi riferisco, ad esempio, al tema dei semiconduttori, che rappresenta una delle materie sulle quali questa mattina abbiamo firmato un Memorandum, che io considero particolarmente importante – parliamo di un settore che sappiamo essere decisivo. Ci consente, questo Memorandum, di valorizzare i rispettivi know-how, di potenziare le sinergie tra i nostri sistemi industriali. Sono cruciali, da questo punto di vista, anche la ricerca scientifica, il dialogo tra imprese, università e centri di ricerca, lo scambio di ricercatori, lo sviluppo di competenze avanzate, e la cooperazione in tutti questi ambiti. Sono ambiti nei quali insieme vogliamo investire con decisione perché, come ci ricorda anche la Banca Mondiale , e ho ricordato diverse volte , l’80% della ricchezza delle Nazioni più avanzate è immateriale, è cioè una ricchezza rappresentata dal sapere. È il sapere che fa la differenza in questo tempo. Lo farà sempre di più. Su queste materie dobbiamo investire e chiaramente tra due partner come Italia e Corea, che sono sicuramente Nazioni particolarmente sviluppate da questo punto di vista, la cooperazione può portare risultati straordinari. La terza priorità sulla quale ci siamo concentrati è quella di dare maggiore sistematicità al coordinamento anche politico, cioè anche al coordinamento sui grandi temi internazionali”.
Al centro del bilaterale, anche la situazione dell’Indo -Pacifico e la sua sicurezza e “dei legami sempre più evidenti tra la sicurezza europea e quella dell’Indo-Pacifico, a partire dai riflessi della guerra in Ucraina” , riguardo cui è stata evidenziata la necessità di “rafforzare il coordinamento non solo a livello bilaterale, ma anche nei forum multilaterali” e di “un maggiore coinvolgimento e una maggiore cooperazione tra la Corea e i partner del G7”.
Infine, tra le questioni affrontate: le opportunità di collaborazione a livello internazionale, come quelle in Africa, per individuare dei progetti specifici nelle Nazioni che sono già coinvolte dal Piano Mattei per l’Africa, facendo leva anche sugli strumenti finanziari messi in campo con la Banca Mondiale e con la Banca Africana di Sviluppo e la cooperazione culturale.
La Presidente Meloni ha poi invitato il Presidente della Repubblica di Corea, Lee Jae-Myung a venire in visita di Stato in Italia entro l’anno, per fare il punto sul lavoro avviato e per stabilire ulteriori obiettivi per i prossimi mesi e per i prossimi anni.
La Premier ha quindi concluso la sua visita ufficiale in Asia, incontrando a Tashkent, il Presidente della Repubblica dell’Uzbekistan, Shavkat Mirziyoyev.
Come sottolineato da Palazzo Chigi in una nota: “L’incontro ha permesso di approfondire il dialogo avviato con l’adozione della Dichiarazione congiunta sul rafforzamento del partenariato strategico a maggio 2025, in occasione della visita del Presidente del Consiglio nella regione. In tale quadro, i due Leader hanno discusso dei principali teatri di crisi e dei settori chiave della cooperazione bilaterale, con una particolare attenzione rivolta alle materie prime critiche e all’agroindustria. Infine, sottolineando il carattere strategico delle relazioni tra Italia e Uzbekistan, il Presidente Meloni e il Presidente Mirziyoyev hanno concordato di mantenersi in stretto contatto”.
Nella giornata di ieri, invece, la Presidente del Consiglio Meloni, tornata in Italia, ha presieduto a Palazzo Chigi il Consiglio dei Ministri, nel quale sono stati approvati alcuni provvedimenti come: un decreto legislativo di attuazione della direttiva (UE) 2024/1233 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 aprile 2024, relativa a una procedura unica di domanda per il rilascio di un permesso unico che consente ai cittadini di Paesi terzi di soggiornare e lavorare nel territorio di uno Stato membro e a un insieme comune di diritti per i lavoratori di paesi terzi che soggiornano regolarmente in uno stato membro, che semplifica l’iter amministrativo per la domanda di permesso unico, riducendo a 90 giorni il termine massimo per la conclusione della procedura di rilascio, salvo casi eccezionali.
Come ha spiegato Palazzo Chigi nel suo comunicato, il provvedimento prevede: “un obbligo di trasparenza per il datore di lavoro, che dovrà informare tempestivamente il lavoratore straniero su ogni comunicazione relativa al nulla osta” e “garantisce maggiore flessibilità nel mercato del lavoro: lo straniero titolare di permesso unico potrà cambiare datore di lavoro durante il periodo di validità del titolo, previa notifica alle autorità competenti. In caso di disoccupazione, il permesso non verrà revocato, permettendo al lavoratore di rimanere nel territorio nazionale per un periodo minimo di tre mesi per cercare una nuova occupazione, rafforzando così le tutele contro lo sfruttamento lavorativo e favorendo l’integrazione regolare”.
Approvato, in esame preliminare, dal Consiglio dei Ministri, anche un decreto legislativo, sulla tutela penale dell’ambiente, “ volto a rafforzare la prevenzione e il contrasto dei reati ambientali, tenendo conto dell’accresciuta rilevanza dei fenomeni di degrado ambientale, della perdita di biodiversità e degli effetti dei cambiamenti climatici, nonché della dimensione transfrontaliera della criminalità ambientale”.
Il suddetto decreto, introduce modifiche al Codice penale, “aggiornando e integrando la disciplina degli eco-delitti, con particolare riferimento alle fattispecie di inquinamento ambientale e alle nuove ipotesi di commercio di prodotti inquinanti, produzione e commercio di sostanze ozono-lesive e di gas a effetto serra” e rafforzando “le circostanze aggravanti, con cui si precisa la nozione di condotta abusiva e si adegua il trattamento sanzionatorio, in coerenza con le indicazioni della direttiva europea”.
Inoltre, “il provvedimento amplia il catalogo dei reati ambientali rilevanti ai fini della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica e adegua la disciplina delle sanzioni, nel rispetto dei principi di proporzionalità ed effettività”.
Al riguardo, Palazzo Chigi ha sottolineato nel suo comunicato che : “Al fine di assicurare la cooperazione e il coordinamento più efficaci e tempestivi tra tutte le autorità competenti coinvolte nella prevenzione e nella lotta contro i reati ambientali, si istituisce presso la Procura generale presso la Corte di cassazione il Sistema di coordinamento nazionale per il contrasto alla criminalità ambientale. Di tale Sistema fanno parte: il Procuratore generale presso la Corte di cassazione; i Procuratori generali presso le Corti d’appello; il Procuratore nazionale antimafia” e che entro il 21 maggio 2027, il Parlamento elaborerà e pubblicherà la Strategia nazionale di contrasto ai crimini ambientali, ovvero, un documento programmatico, aggiornato ogni tre anni, che definirà gli obiettivi prioritari della politica nazionale, valuterà le risorse necessarie e promuoverà misure per innalzare la consapevolezza pubblica sulla tutela ambientale”.
Tra gli altri provvedimenti approvati in Consiglio dei Ministri: un disegno di legge per la ratifica e l’esecuzione dell’Accordo tra il Governo della Repubblica Italiana e il Governo degli Emirati Arabi Uniti di cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 24 febbraio 2025; un disegno di legge che introduce la proroga di termini per l’esercizio di deleghe legislative di competenza del Ministero dell’Interno, finalizzata a garantire la messa in sicurezza delle procedure informatiche legate all’Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR), evitando che l’entrata in vigore delle nuove norme coincida con le scadenze elettorali amministrative della primavera, garantendo così la piena stabilità operativa degli uffici elettorali comunali.
Il Ministro dell’economia e delle finanze Giorgetti ha poi svolto una informativa sui risultati conseguiti nella riduzione dei tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni e delle autorità sanitarie, nell’ambito della riforma del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
In ultimo, il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato di emergenza per la durata di dodici mesi, in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che si sono verificati nei giorni dal 1° al 2 settembre 2025 nel territorio dei comuni di Cicagna, Favale, Malvaro, Lavagna, Lorsica, Mele, Rezzoaglio e San Colombano Certenoli della città metropolitana di Genova, il 9 settembre 2025 nel territorio del comune di Luni nella Provincia della Spezia e dal 21 al 22 settembre 2025 nel territorio dei comuni di Cairo Montenotte, Carcare e Dego in Provincia di Savona, stanziando per i primi interventi urgenti 4.300.000 euro.
Dichiarato lo stato di emergenza per la durata di dodici mesi, anche per gli eccezionali eventi meteorologici verificatisi nei giorni dal 16 al 17 novembre 2025 nel territorio della provincia di Gorizia e Udine, per cui sono stati stanziati 8.500.000uro.
Stanziati altri 6.450.000 euro per la realizzazione degli interventi relativi allo stato d’emergenza già deliberato in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che si sono verificati nei giorni dal 10 al 14 novembre 2024 nel territorio dei comuni di Acireale, Giarre e Riposto della Città metropolitana di Catania e il 16 e 17 gennaio 2025 e il 2 febbraio 2025 nel territorio della città metropolitana di Messina.
Prorogato lo stato di emergenza in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che si sono verificati nei giorni 23 e 24 settembre 2024 nel territorio dei comuni di Arcugnano, Barbarano Mossano, Castagnero, Longare, Nanto e Villaga della provincia di Vicenza e del comune di San Giovanni Ilarione della provincia di Verona.
Slittata , invece, la nomina della presidenza Consob, mentre prosegue il lavoro del Governo sul nuovo pacchetto di norme (un decreto e un disegno legge) per imprimere una stretta in materia di sicurezza, che dovrebbe approdare in Consiglio dei Ministri nella prossima settimana.
Nelle ultime ore, alla luce del maltempo e del Ciclone Harry che ha colpito il Sud Italia e le isole, la Premier Meloni ha fatto sapere tramite nota di Palazzo Chigi di seguire “con attenzione, in costante contatto con il Ministro Nello Musumeci e con il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, l’evoluzione dell’eccezionale ondata di maltempo che sta interessando la Calabria, la Sardegna e la Sicilia” e ha espresso vicinanza alle comunità colpite ,raccomandando di seguire le indicazioni delle autorità locali e di evitare ogni esposizione al rischio.
Inoltre, la Presidente del Consiglio ha ringraziato “per l’efficiente lavoro di previsione e di allertamento messo in campo dal Dipartimento della Protezione Civile e dai presidi territoriali, da Regioni, Comuni e Prefetti”, annunciando che il Governo sosterrà le comunità che hanno subito danni e che nei prossimi giorni il Ministro Musumeci e il Capo Dipartimento Ciciliano “si recheranno nelle aree colpite per individuare, insieme ai Presidenti delle Regioni interessate, le azioni necessarie al superamento dell’emergenza”.
Domani, la Premier parteciperà a Bruxelles al Consiglio informale dei Capi di Stato e di Governo del Consiglio Europeo, per discutere dei principali dossier: Groenlandia, e nuovo scontro sui dazi tra Ue e USA, guerra in Ucraina e in Medio Oriente e adesione al Board of Peace per Gaza, voluto dal Presidente Trump.
Venerdì 23 gennaio, invece, la Presidente Meloni parteciperà al Vertice intergovernativo tra Italia e Germania, che si terrà a Roma, presso Villa Doria Pamphilj e al Forum imprenditoriale Italia-Germania.
Intanto, sul fronte dei lavori parlamentari, via libera definitivo della Camera , con 136 voti favorevoli, 96 contrari e 4 astenuti, al ddl recante misure urgenti per assicurare la continuità operativa degli stabilimenti ex e ,con 141 voti favorevoli, nessun contrario e 114 astenuti, al ddl recante disposizioni in materia di sicurezza delle attività subacquee.
La Camera e il Senato poi hanno approvato anche la risoluzione della maggioranza sulle Comunicazioni del ministro della Giustizia Nordio, mentre le 6 risoluzioni presentate dai partiti di opposizione sono state respinte.
L’Aula di Palazzo Madama ha approvato in via definitiva, con 110 voti favorevoli, 50 contrari e tre astensioni, le modifiche alla legge costituzionale recante lo Statuto Speciale del Friuli Venezia Giulia e con 100 voti favorevoli, uno contrario e 50 astensioni, in prima deliberazione, il ddl costituzionale che modifica lo Statuto Speciale della Regione Autonoma del Trentino Alto Adige, tornato, dunque, alla Camera per la seconda deliberazione.
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