di Federica Marengo lunedì 30 marzo 2026

-Sabato scorso, 28 marzo, Papa Leone XIV, si è recato nel Principato di Monaco per il Suo secondo viaggio pastorale, il primo di un Papa in tempi moderni, il primo in Europa e il secondo del Suo pontificato.
Il Pontefice, partito di buon mattino dall’eliporto di Città del Vaticano, prima di lasciare l’Italia, ha inviato un telegramma al Presidente della Repubblica Mattarella e, durante il volo, nel sorvolare la Francia, al Presidente Macron.
Quindi, arrivato all’eliporto di Monaco, il Santo Padre è stato accolto dal Principe di Monaco, Alberto II e dalla Principessa Charlène.
A seguire, Papa Leone XIV, si è diretto in auto al Palazzo del Principe, dove, accolto nuovamente dalla famiglia reale nel Cortile d’Onore ,ha assistito alla cerimonia di benvenuto, per poi entrare nel Palazzo per la visita di cortesia, al termine della quale, il Pontefice si è affacciato dal balcone insieme con i Reali per rivolgere un saluto alla popolazione monegasca, riunitasi nell’area del Palazzo.
Nel Suo discorso di saluto, il Pontefice ha sottolineato le caratteristiche distintive del Principato di Monaco, una Città-Stato, affacciata sul Mediterraneo, che è legata alla Chiesa di Roma e alla fede cattolica da un vincolo antico e profondo e che, all’”ostentazione della forza”, che connota il mondo, oppone il “dono della piccolezza”, ma anche : la libertà, l’indipendenza, il pluralismo e la ridistribuzione delle ricchezze.
Il Santo Padre, quindi, nel Suo discorso, ha evidenziato come, nella Bibbia, siano “i piccoli a fare la storia” e come, pur essendo un privilegio abitare nel Principato, segnato da influenze economiche e finanziarie, quest’ultimo si distingua per le sue mansioni di “servizio”, per la sua capacità di mettere i talenti al servizio del bene di tanti, trasformando il privilegio in qualcosa che produca frutti.
Infine, Papa Leone XIV, soffermandosi sulla fede cattolica come religione di Stato nel Principato di Monaco ha invitato la popolazione monegasca a testimoniare i valori cristiani ,ad approfondire la Dottrina Sociale della Chiesa e “l’elaborazione di buone pratiche locali e internazionali, che ne manifestino la forza trasformativa”.
Successivamente, il Pontefice ha raggiunto in auto la Cattedrale dell’Immacolata Concezione, per la celebrazione dell’Ora Media e l’incontro con la comunità cattolica.
Qui, accolto all’ingresso da due bambini, che Gli hanno offerto dei fiori, dal Principe Alberto II e dalla Principessa Charlène , dall’Arcivescovo di Monaco, Mons. Dominique-Marie David e dal parroco, Canonico, Daniel Deltreuil, il Santo Padre ha ricevuto in offerta da tre canonici la croce e l’acqua benedetta per l’aspersione, per poi attraversare la navata centrale e raggiungere l’altare, dove ha pronunciato la Sua omelia, nella quale ha sottolineato come la Comunione sia “il segno per eccellenza della Chiesa, chiamata ad essere nel mondo riflesso dell’amore di Dio, che non fa preferenze di persone”, così come avviene nel cosmopolita Principato di Monaco.
Inoltre, soffermandosi sulla Lettura tratta dal Vangelo di Giovanni( 1Gv, 2,1-2), Papa Leone XIV ha evidenziato che l’evangelista Giovanni definisce Gesù “Avvocato”, perché tutti siamo battezzati in Lui senza distinzione tra schiavi e liberi e perché Egli annuncia il Vangelo a difesa di coloro che sono ritenuti abbandonati, dimenticati ed emarginati.
Il Pontefice ha sottolineato che , come ha fatto Gesù, così fa la Chiesa , “chiamata a farsi avvocato”, a difendere l’uomo, tutti gli uomini e tutti gli esseri umani, esortando i fedeli monegaschi a compiere un cammino di discernimento critico e profetico sui valori della vita, della solidarietà e dell’uguaglianza e ad annunciare il Vangelo, anche con i linguaggi digitali, perché “una fede viva è sempre profetica”.
Al termine della celebrazione dell’Ora Media nella Cattedrale dell’Immacolata Concezione, il Santo Padre, si è spostato presso la chiesa di Santa Devota, dove ha incontrato nel piazzale antistante i giovani e i catecumeni.
Accolto dall’arcivescovo Dominique-Marie David, Papa Leone XIV, dopo aver ascoltato alcune testimonianze , alternate a canti e momenti di festa, ha pronunciato il Suo discorso, nel quale , partendo da Santa Devota, giovane martire , simbolo di una fede che resiste e che concretizza il Vangelo, il Pontefice ha evidenziato come nel mondo veloce e frammentato, in continuo cambiamento, nel quale i ragazzi e le ragazze sono immersi, resti una domanda di fondo: “Cosa dà consistenza alla vita?” e come la risposta sia “semplice” e “radicale”: l’amore, “l’amore di Dio che dà unità al cuore” e l’amore vissuto nelle relazioni, caratterizzato da fedeltà, concretezza e dono di sé, capace di colmare quel vuoto che nessun consenso virtuale o successo può riempire.
Pertanto, il Santo Padre ha invitato i giovani a non avere paura di donare tutto, tempo ed energie , perché è proprio nel dono che si scopre il senso più vero e profondo della vita.
Dopo una breve sosta all’Arcivescovado per il pranzo, nel primo pomeriggio, Papa Leone XIV ha raggiunto in auto lo Stadio Louis II per presiedere la Santa Messa, celebrata dinanzi a 15.000 fedeli.
Nel corso della celebrazione, proclamato il Vangelo, il Pontefice ha tenuto la Sua omelia, nella quale, riflettendo sul brano del Vangelo odierno, la Risurrezione di Lazzaro, tratto da Giovanni ( 11,45-57), ha sottolineato come , ancora oggi, nel mondo, si facciano calcoli per uccidere innocenti, trovando finte ragioni per “toglierli di mezzo”.
Tuttavia, ha proseguito il Santo Padre, anche di fronte a ciò non prevale il male, perché Dio continua ad agire , trasformando la durezza del cuore e rivelando la Sua vera onnipotenza, che è : la misericordia, che salva il mondo, segnato, anche nel tempo presente, da guerre e violenze , in cui “Ogni vita spezzata è una ferita al corpo di Cristo”.
Perciò, Papa Leone XIV ha invitato i fedeli e le fedeli a non abituarsi al rumore delle armi , alla logica della forza, perché “la pace non è equilibrio fragile tra potenze” , ma nasce da cuori riconciliati , capaci di riconoscere nell’altro un fratello, evidenziando come nel tempo di Quaresima, che è “lunga Quaresima del mondo”, resti una speranza : la Pasqua ,che Dio prepara sempre, vittoria della vita sulla morte, di cui l’uomo stesso è segno.
Alla luce di ciò, ha concluso la Sua omelia il Santo Padre, la missione della Chiesa e dei credenti è donare la vita, lasciandosi trasformare dal Vangelo , diventando così segni concreti di speranza nel mondo.
Celebrata la Santa Messa, Papa Leone XIV ha raggiunto l’eliporto di Monaco, dove, conclusasi la cerimonia di congedo , ha salutato e ringraziato per l’accoglienza ricevuta i Reali, il Principe Alberto II e la Principessa Charlène.
Salito a bordo dell’elicottero , il Pontefice ha fatto ritorno in Vaticano in serata.
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