di Federica Marengo venerdì 30 gennaio 2026

-Ieri, a margine di una riunione del suo governo, il Presidente USA, Trump, ha annunciato di aver avuto un colloquio telefonico con il Presidente russo Putin, nel quale ha chiesto al numero uno del Cremlino di non aprire il fuoco su Kiev e le altre città per una settimana, per via del freddo estremo che sta attanagliando il Paese.
Il Presidente ucraino Zelensky ha ringraziato il Presidente USA, Trump, per “l’ importante dichiarazione sulla possibilità di garantire la sicurezza di Kiev e di altre città ucraine “durante questo rigido periodo invernale”, sottolineando in un post social: “L’approvvigionamento energetico è fondamentale per la vita.
Apprezziamo gli sforzi dei nostri partner per aiutarci a proteggere vite umane. Grazie, Presidente Trump!. I nostri team ne hanno discusso negli Emirati Arabi Uniti. Ci aspettiamo che gli accordi vengano attuati. Le misure di de-escalation contribuiscono a un reale progresso verso la fine della guerra”.
Poi, il leader ucraino ha evidenziato che non esiste un accordo ufficiale di cessate il fuoco sugli obiettivi energetici tra Ucraina e Russia e che si tratta di un’iniziativa proposta dagli Stati Uniti e personalmente da Donald Trump. Pertanto, “Se Mosca interromperà gli attacchi alle infrastrutture energetiche dell’Ucraina, Kiev in cambio si asterrà dal colpire i siti energetici russi”.
Da Mosca, il portavoce del Cremlino, Peskov, ha fatto sapere che , in seguito alla richiesta del Presidente Usa Trump, la Russia ha accettato di astenersi da attacchi all’Ucraina fino a domenica 1° febbraio, al fine di creare condizioni favorevoli ai negoziati di pace, la cui ripresa è prevista per quel giorno a Abu Dhabi, precisando che gli attacchi all’Ucraina che Mosca ha accettato di sospendere fino a domenica sono quelli sulla capitale Kiev.
Intanto, in attesa del nuovo round dei negoziati trilaterali, USA-Ucraina-Russia, che dovrebbero tenersi domenica negli Emirati (salvo rinvii a causa della situazione in Iran e del possibile attacco USA a Teheran), il Presidente Zelensky ha assicurato che Kiev sarà pronta a discutere “tutti i punti che devono essere discussi e concordati” e che la sua delegazione gli ha fornito un rapporto completo sui negoziati dello scorso fine settimana, in cui sono state affrontate “varie questioni di natura più militare”, come “le misure per porre fine alla guerra” e il “controllo e il monitoraggio di un ipotetico accordo con Mosca” e ha auspicato che questo nuovo round di colloqui non venga utilizzato “cinicamente” da Mosca “per ritardare ulteriori pressioni sulla Russia che potrebbero rivelarsi efficaci”.
Inoltre, il leader di Kiev, ha respinto la possibilità di incontrare il Presidente russo Putin a Mosca e ha pubblicamente invitato il leader del Cremlino a recarsi in Ucraina, “se ha coraggio”, sottolineando che Kiev desidera raggiungere un accordo costruttivo su una vera fine della guerra e organizzare un incontro che possa essere produttivo e ribadendo la linea del no , in merito alla questione della cessione territoriale del Donbass, chiesta da Mosca, che le dure richieste imposte all’Ucraina non sono chiaramente un compromesso, ma “ un cambiamento dell’integrità territoriale dell’Ucraina” e che “la soluzione meno problematica è che l’Ucraina e le truppe russe restino dove sono”.
Proprio in merito alla questione della cessione territoriale, il consigliere presidenziale russo, Ushakov, in un’intervista a Channel One, ha dichiarato che: “La questione territoriale resta il fulcro principale dell’accordo di pace sull’Ucraina , ma all’ordine del giorno ci sono anche molte altre questioni” e che “nessuno ha concordato con la Russia garanzie di sicurezza per l’Ucraina”.
Il capo negoziatore russo Kirill Dmitriev, in un post social, ha sottolineato: “Il ritiro dal Donbass è la via verso la pace per l’Ucraina”.
Anche dagli USA, il segretario di Stato, Rubio ha affermato che la questione della cessione del Donetsk è l’ultimo ostacolo da superare per siglare l’accordo di pace, evidenziando: “Probabilmente sarà molto difficile, ma nonostante ciò il lavoro su questo punto è in corso. So che è in corso un lavoro attivo per cercare di capire se le posizioni di entrambe le parti possano essere conciliate. È ancora un ostacolo che non abbiamo superato. Vi è una difficoltà politica per l’Ucraina anche solo nel prendere in considerazione l’idea di valutare un cambiamento dei confini. Nel caso della Russia, da due anni e mezzo stanno dicendo alla loro popolazione che stanno vincendo questa guerra in modo schiacciante. Quindi la gente si chiederà: perché stiamo cedendo territorio se stiamo vincendo così nettamente?”.
Tuttavia, l’inviato USA, Witkoff, intervenendo durante una riunione di governo, ha dichiarato che i colloqui trilaterali stanno registrando sviluppi “positivi” nelle discussioni su un possibile accordo territoriale e che” Le parti stanno discutendo del territorio e stanno accadendo molte cose positive. L’accordo sul protocollo di sicurezza è in gran parte completato, così come quello sulla prosperità”.
A Bruxelles, invece, la Commissione Ue, che ha accusato la Russia di usare l’inverno come arma per congelare la pace, e la Banca europea per gli investimenti (Bei), come riportato in una nota dello stesso Esecutivo europeo, hanno stanziato altri 50 milioni di euro alla società energetica statale ucraina per sostenere il sistema energetico del Paese colpito dai bombardamenti russi e aiutarlo a superare l’inverno, evidenziando che il sostegno totale dell’Ue per gli acquisti di gas di emergenza destinati all’Ucraina per l’inverno 2025-2026 è pari a 977 milioni di euro e che la società energetica statale ucraina si è impegnata a reinvestire un importo equivalente a questo finanziamento in progetti di energia rinnovabile e decarbonizzazione.
Sempre riguardo all’emergenza energetica, il Vice Primo Ministro per la Ricostruzione dell’Ucraina – Ministro dello Sviluppo delle Comunità e dei Territori Oleksiy Kuleba ,ha annunciato via social, che le 78 unità di caldaie industriali con una capacità totale superiore a 112 MW, ricevute nell’ambito del programma di supporto dall’Italia , sono state distribuite tra le comunità di 10 regioni.
Il sindaco di Kiev, Klitschko, in un post social, ha fatto sapere che “Circa 378 palazzi di Kiev sono ancora senza riscaldamento” e che “La maggior parte si trova a Troyeschyna”.
A Bruxelles, al termine del Consiglio Affari Esteri svoltosi ieri, l’Alta rappresentante Ue per la Politica estera , Kaja Kallas, in conferenza stampa, ha confermato che l’Ue intende presentare il ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca il 24 febbraio, giorno del quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina e che “I Paesi stanno proponendo diverse misure, come il divieto totale dei servizi marittimi, ma anche interventi sul fronte dell’energia, delle sanzioni energetiche e di diversi fertilizzanti”.
Sul piano della Difesa , invece, il capo del Meccanismo europeo di stabilità (Mes), Gramegna, ha dichiarato all’agenzia britannica Reuters, che ,al vaglio di Bruxelles, vi è un fondo europeo di crisi con una potenza di fuoco di oltre 430 miliardi di euro con cui si potrebbe concedere prestiti ai Paesi per la difesa e che “ il Mes potrebbe concedere linee di credito per la difesa senza richiedere in cambio rigorose riforme economiche, anche per dissipare qualsiasi stigma che potrebbe derivare dalla richiesta di fondi al fondo di emergenza dell’Eurozona”.
Nel frattempo, dalla Polonia, il Premier Donald Tusk ha reso noto che la Polonia ha firmato diversi contratti per dotare il proprio esercito di un sistema anti-droni “il più moderno d’Europa” destinato a proteggere il confine orientale, limite orientale dell’Ue e della Nato.
Intanto, proseguono gli attacchi russi sull’Ucraina. La notte scorsa, infatti, Mosca ha lanciato sul territorio ucraino un missile balistico Iskander-M e 111 droni d’attacco contro insediamenti nelle regioni di Dnipropetrovsk , Zaporizhia, Kherson (dove, nella giornata di oggi, è stato colpito un autobus ed è stato ucciso il conducente e feriti 5 passeggeri), Dnipropetrovsk, Nikopol , Chernihiv e Sumy.
Colpita anche Kharkiv, dove una persona è stata uccisa e almeno 2 sono rimaste ferite nei raid russi sui villaggi di Novoosynove e di Chorne e da cui 7 villaggi, Kiev ha ordinato l’evacuazione delle famiglie con bambini.
Il Presidente ucraino Zelensky ,quindi, via social, ha sottolineato che :“Durante la notte non ci sono stati attacchi contro obiettivi energetici”, ma che ora Mosca colpisce la logistica e continua ad attaccare edifici civili e ha riferito: “Riunione importante per lo sviluppo della difesa aerea contro i droni di piccole dimensioni. Stiamo rafforzando notevolmente questa componente nelle forze aeree delle Forze armate ucraine. Abbiamo concordato la struttura del nuovo comando, che sarà responsabile proprio di questo settore della difesa aerea, e nuovi approcci alla gestione. Abbiamo definito i compiti chiave per il comando delle forze aeree e il Ministero della difesa. In primo luogo, occorre rafforzare la protezione dai droni russi nelle nostre città come Kherson, Nikopol e nelle comunità di confine della regione di Sumy, dove i russi hanno organizzato una sorta di safari permanente contro la popolazione. Ogni giorno sferrano attacchi contro edifici residenziali, infrastrutture civili e mezzi di trasporto civili. Occorre una maggiore protezione e una risposta più incisiva da parte nostra. Il secondo compito è quello di ampliare la nostra risposta agli “shahid” e ad altri droni d’attacco russi. Ci saranno più frontiere, più linee di difesa. Il terzo è quello di diffondere l’esperienza delle unità di successo delle Forze di difesa ucraine, in modo che ogni decisione che ha funzionato per un’unità possa essere utilizzata con successo anche da altre unità ucraine”.
Quest’oggi, poi, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica ha riunito il suo consiglio dei governatori su richiesta dei Paesi Bassi con il sostegno di altri 11 Paesi: Belgio, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Lituania, Lussemburgo, Portogallo, Romania e Regno Unito, preoccupati per la situazione nucleare in Ucraina, dopo gli attacchi russi alle infrastrutture energetiche del Paese.
Il direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi ,ha affermato che i danni alle sottostazioni elettriche “compromettono la sicurezza nucleare e devono essere evitati”, che “una missione di esperti dell’AIEA è in corso nelle sottostazioni elettriche ucraine, mentre continuano gli attacchi alle infrastrutture energetiche del Paese” e che “la missione valuterà 10 sottostazioni cruciali per la sicurezza nucleare”.
In merito, il ministro dell’Energia e primo Vicepremier dell’Ucraina, Denys Shmyhal, ha scritto in un post social: “L’Ucraina ha chiesto di sospendere l’adesione della Federazione Russa al Consiglio dei governatori dell’Aiea. Ha inoltre avviato una procedura di modifica dello Statuto dell’Aiea al fine di limitare i diritti dello Stato aggressore. Uno Stato che compromette deliberatamente la sicurezza nucleare non può partecipare a pieno titolo al principale organo politico dell’agenzia. Oggi , si è tenuta una riunione straordinaria del Consiglio di amministrazione dell’Aiea. La riunione è stata convocata su richiesta dell’Ucraina, come concordato in precedenza con il direttore generale Rafael Grossi. La Russia ha attaccato in modo sistematico e mirato le sottostazioni elettriche che forniscono l’alimentazione esterna alle centrali nucleari ucraine. Si tratta di una violazione di uno dei sette pilastri della sicurezza nucleare definiti dall’Aiea. Sono grato a Rafael Grossi e ai nostri partner che oggi hanno condannato con fermezza tali azioni e hanno concordato di sostenere la sicurezza energetica e nucleare dell’Ucraina. Abbiamo posto particolare attenzione alla situazione della centrale nucleare di Zaporizhzhia, temporaneamente occupata, che dall’inizio dell’invasione su larga scala ha già perso 12 volte l’approvvigionamento elettrico esterno. Abbiamo invitato gli Stati membri a introdurre sanzioni globali contro Rosatom e a limitare la cooperazione con questa società in tutti i settori possibili. Abbiamo sollevato la questione della sospensione dell’adesione della Russia al Consiglio dei governatori dell’Aiea e abbiamo discusso l’intenzione di avviare una modifica dello statuto dell’Aiea al fine di limitare i diritti dello Stato aggressore. È giunto il momento di introdurre una responsabilità reale per gli atti di aggressione che minano la sicurezza nucleare”.
Sul fronte russo, la Difesa di Mosca ha fatto sapere che , durante la notte, sono stati intercettati e distrutti 18 droni ucraini sopra la Repubblica di Crimea, sul Mar Nero, sulla regione di Rostov, sulla regione di Astrakhane sulla regione di Kursk e ha rivendicato la riconquista, non confermata, dei villaggi di Ternovatoye ,nella regione di Zaporizhzhia e Berestok ,nell’autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk.
Ciò, mentre il Presidente della Camera bassa del Parlamento russo, la Duma di Stato, Volodin, ha scritto in un post social: “I deputati della Duma insistono sull’uso di armi più potenti, armi di punizione. E sul raggiungimento degli obiettivi dell’operazione militare speciale”.
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