di Federica Marengo venerdì 16 gennaio 2026

-Come annunciato dagli organizzatori, il Presidente USA Trump, con la sua delegazione, parteciperà al Forum Economico Mondiale, che si terrà dal 19 al 23 gennaio, a Davos, in Svizzera, nel corso del quale vi sarà una riunione tra lo stesso numero uno della Casa Bianca, il Presidente ucraino Zelensky e sei o sette leader e capi di Stato del G7, tra cui la Presidente del Consiglio Meloni e , per i vertici Ue, la Presidente della Commissione, von der Leyen, per parlare delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina e della sua ricostruzione.
A tal proposito, il Presidente ucraino Zelensky, in queste ore in Repubblica Ceca, nel corso della conferenza stampa con il Presidente Pavel, ha annunciato che una delegazione ucraina è diretta verso gli Stati Uniti per una nuova sessioni di colloqui su cooperazione politica e sicurezza, sottolineando: “Ci auguriamo che ci sia maggiore chiarezza sia sui documenti che abbiamo già preparato con la parte americana, sia sulla risposta della Russia a tutto il lavoro diplomatico che è stato fatto e che sta ancora avvenendo” e , invitando a una collaborazione più attiva nell’ambito del programma PURL, “che ci consente di acquistare armi americane per la nostra difesa, compresi i missili per i Patriot e molto altro di cui abbiamo bisogno ora, nonché sviluppare relazioni efficaci e pratiche tra l’Europa e gli Stati Uniti, poiché “una tale cooperazione pratica può dare risultati davvero importanti”.
Poi, in merito alla possibile firma del pacchetto di sostegno all’Ucraina per la ricostruzione dopo la fine della guerra, il Prosperity Package, che potrebbe avvenire al Forum di Davos, Zelensky ha detto: “Se tutto sarà perfezionato, se ci sarà l’accettazione da parte americana (perché da parte nostra, credo, abbiamo finito), allora sarà possibile la firma durante Davos”.
Intanto, mentre Bloomberg ha reso noto che, secondo alcune fonti, gli inviati speciali del Presidente USA, Trump, Witkoff e Kushner, potrebbero recarsi a breve a Mosca per un nuovo incontro con il Presidente russo Putin, in un’intervista all’agenzia Reuters, il Presidente Trump ha affermato che il Presidente Putin è pronto a fare un accordo sull’Ucraina, mentre il Presidente Zelensky, invece, sarebbe più in difficoltà e meno pronto ad arrivare a un’intesa.
Il Presidente ucraino Zelensky ha quindi replicato alle dichiarazioni del Presidente USA Trump, nel suo consueto discorso-video serale, nel quale ha riferito di una conversazione telefonica con il segretario generale della Nato, Rutte, sottolineando: “Abbiamo anche parlato del lavoro diplomatico con l’America: l’Ucraina non è mai stata e non sarà mai un ostacolo alla pace. Quando gli ucraini rimangono senza elettricità per 20-30 ore a causa della Russia, e quando gli attacchi russi mirano a distruggere il nostro sistema energetico e il nostro popolo, è la Russia che deve essere messa sotto pressione”.
Da Mosca, il portavoce del Cremlino, Peskov, ha concordato con il Presidente USA Trump, e ha ribadito che il Presidente ucraino Zelensky starebbe ostacolando il processo di pace in Ucraina, evidenziando che “Il Presidente Vladimir Putin e la parte russa rimangono aperti”, e che “La posizione della parte russa è ben nota sia ai negoziatori americani che al presidente Trump” ed “È ben nota a Kiev e alla leadership del regime di Kiev”.
Quest’oggi, poi, il Presidente russo Putin, ricevendo al Cremlino gli ambasciatori di diversi Paesi europei, tra cui l’Italia, per la cerimonia di presentazione delle credenziali, ha dichiarato: “Le nostre relazioni con ciascuno dei Paesi europei rappresentati qui, Francia, Repubblica Ceca, Portogallo, Norvegia, Svezia, Austria, Svizzera e Italia, hanno radici storiche profonde, e sono ricche di esempi di una collaborazione mutualmente benefica. Ma oggi, il dialogo e i contatti, e non per nostra colpa, sono stati ridotti al minimo e l’interazione su questioni chiave internazionali e regionali è stata congelata. La Russia, è stata e rimane impegnata a migliorare le relazioni con questi Paesi ed è pronta a ripristinare il livello di relazioni di cui abbiamo bisogno. La situazione a livello internazionale si sta sempre più degradando e la diplomazia viene sempre più sostituita da azioni unilaterali e molto pericolose. Invece di un dialogo tra Stati, sentiamo il monologo da parte di coloro che, con il diritto della forza, considerano accettabile dettare agli altri la loro volontà, insegnare agli altri come vivere e dare ordini”.
Inoltre, il portavoce del Cremlino, Peskov, nella consueta conferenza stampa, ha dichiarato che: “Il Cremlino ha recepito segnali da Roma, Parigi e Berlino sulla necessità di un dialogo con la Russia e ritiene che ciò rappresenti un’evoluzione positiva nelle posizioni dei paesi occidentali”.
Peskov, poi, rispondendo alla domanda della stampa, se Mosca consideri ancora gli Stati Uniti un partner nella soluzione ucraina, nonostante l’operazione USA in Venezuela, ha detto: “Gli sforzi degli Stati Uniti per portare la soluzione ucraina a un livello politico e diplomatico sono nel nostro interesse. Apprezziamo gli sforzi di Washington in questo senso, accogliamo con favore questi sforzi e rimaniamo aperti al processo negoziale. Siamo interessati a questo processo negoziale”.
Infine, il portavoce del Cremlino, ha sottolineato che: “Una soluzione alla crisi ucraina è impossibile senza un’ampia discussione sulla sicurezza europea, in quanto “le garanzie di sicurezza toccheranno questo tema”, e, in merito alla vicenda Nord Stream, ha sottolineato che sarebbe ora di dare un nome ai sabotatori del gasdotto.
Il ministro degli Esteri e Vicepremier, Antonio Tajani, a margine di un evento alla Farnesina, ha così risposto ai cronisti e alle croniste in merito alle dichiarazioni del Presidente Putin sui rapporti di Mosca con l’Ue: “Le relazioni tra Italia e Russia lasciano a desiderare ,perché noi abbiamo detto che la Russia ha invaso l’Ucraina e abbiamo difeso l’Ucraina, ma noi non siamo in guerra con la Russia, non lo siamo mai stati e non siamo in guerra con il popolo russo. Abbiamo detto soltanto che il Cremlino ha sbagliato, che l’invasione dell’Ucraina è stato un atto che noi consideriamo assolutamente illegittimo che punta a conculcare la libertà degli ucraini, nulla di più”.
Ieri, alle Camere , il ministro della Difesa Crosetto ha tenuto le sue Comunicazioni sulla situazione in Ucraina, sottolineando che: “Da Mosca , non vi è stato nessun segnale di voler trattare” e che “Lo stop agli aiuti non porterebbe la pace , ma un’ulteriore escalation dell’aggressione”, ribadendo il no dell’Italia ai soldati in campo in Ucraina, dopo l’eventuale accordo di pace.
Respinte le risoluzioni presentate dai partiti dell’opposizione, passata, invece, la risoluzione della maggioranza sull’Ucraina che impegna il governo a continuare a sostenere Kiev, insieme ai Paesi alleati, con “un contributo coerente con gli impegni assunti e finalizzato alla difesa della popolazione, delle infrastrutture critiche e in prospettiva alla sicurezza complessiva del continente europeo”.
Tuttavia, tre parlamentari della Lega hanno votato in modo diverso dalle indicazioni del gruppo: due deputati hanno espresso voto contrario alla Camera e un senatore non ha partecipato al voto al Senato.
Se Italia e Francia hanno aperto alla ripresa di un dialogo con Mosca, però, la ministra degli Esteri britannica, Yvette Cooper , in un’intervista a Politico, ha fatto sapere che la Gran Bretagna non sostiene la proposta di Parigi e Roma di avviare colloqui a livello europeo con il Presidente russo, Putin, spiegando: “Penso che ciò di cui abbiamo bisogno siano prove che Putin voglia davvero la pace e al momento non riesco ancora a vederle”, sottolineando che “ l’Ucraina sta lavorando a un piano di pace con gli Stati Uniti e l’Europa, ma che Putin non è ancora pronto a sedersi al tavolo delle trattative. Pertanto, ciò che serve in questo momento è una “maggiore pressione su Mosca attraverso sanzioni economiche e sostegno militare” a Kiev”.
In merito, un portavoce di Downing Street, ha dichiarato che: “Il Primo ministro Starmer non ha alcuna intenzione di incontrare il Presidente Putin. Il suo obiettivo è chiaramente quello di sostenere l’Ucraina per ottenere una pace giusta e duratura e di mettere questo Paese nella posizione più forte possibile per continuare sia la lotta che i negoziati di pace. Il Presidente russo finora non ha mostrato alcun segno di voler porre fine alla guerra in Ucraina. Il governo britannico ha contatti “regolari” con il governo russo, in particolare attraverso la sua ambasciata a Mosca.
Secondo il Financial Times, che cita sette funzionari vicini ai colloqui, la Commissione UE, starebbe elaborando proposte per modificare il sistema di adesione al blocco verso un modello a due fasi, che potrebbe accelerare l’ingresso dell’Ucraina nell’Ue nell’ambito di qualsiasi accordo di pace, volto a porre fine all’invasione russa. Il piano preliminare in discussione consentirebbe all’Ucraina di entrare nel blocco, ma con un potere decisionale molto più limitato e un accesso graduale a parti del mercato unico dell’Ue, ai sussidi agricoli e ai fondi interni per lo sviluppo, dopo aver raggiunto determinati obiettivi successivi all’adesione
Il giornale britannico, spiega che i funzionari della Commissione credono che il Presidente Zelensky potrebbe accettare altri aspetti di un possibile accordo di pace ,come la cessione di territori alla Russia, solo se potrà presentare l’adesione all’Ue come l’esito positivo dell’intesa.
Nel frattempo, sul fronte dei combattimenti, proseguono gli attacchi russi sulle infrastrutture energetiche dell’Ucraina. Infatti, nel pomeriggio di oggi, l’Aeronautica ucraina, ha reso nota che In tutta l’Ucraina è stato dichiarato lo stato di allerta aerea a causa del decollo del MiG-31K russo, vettore del missile aerobalistico “Kinzhal”.
Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko , in un’ un’intervista all’agenzia britannica Reuters, ha fatto sapere che la capitale ucraina dispone solo della metà dell’energia elettrica di cui ha bisogno, mentre affronta la più grave crisi energetica dal tempo di guerra, a fronte delle ondate di attacchi russi alle sue infrastrutture.
Per questo, le scuole di Kiev rimarranno chiuse per le vacanze “A partire dal 19 gennaio e fino al primo febbraio” e che l’intensità dell’illuminazione stradale sarà ridotta a un quinto della sua capacità per risparmiare energia.
A tal proposito, per via della grave situazione nel settore energetico ucraino, danneggiato gravemente dalle campagne di attacchi russi dell’ultimo mese, il ministro degli Esteri Andrii Sybiha ha annunciato via social la creazione di un “Energy Ramstein”, molto simile al Gruppo di contatto per la difesa dell’Ucraina formato nel 2023 presso la base aerea Nato di Ramstein, in Germania, per il sostegno del settore energetico da parte dei Paesi alleati.
Nel suo annuncio, Sybiha ha sottolineato che molti partner di Kiev hanno già contribuito in modo significativo al Fondo di sostegno energetico (Esf) dell’Ucraina, fornendo le apparecchiature elettriche di cui c’era tanto bisogno, tra cui l’Italia, che ha già iniziato a consegnare caldaie industriali ad alta capacità per un valore stimato di 1,85 milioni di euro (circa 2,15 miliardi di dollari).
Restando in tema energetico, l’Unione europea ha nuovamente ridotto il tetto massimo al prezzo del petrolio russo utilizzabile all’interno dell’Unione. Secondo il regolamento, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’UE, a partire dal 1° febbraio, il prezzo massimo consentito per il petrolio russo sarà fissato a 44,1 dollari al barile.
La Difesa russa, invece, ha fatto sapere di aver abbattuto oltre 100 droni ucraini, lanciati la scorsa notte su varie regioni , quali: Ryazan, Rostov , Oryol, Kursk, Volgograd, Tula, Voronezh e la Crimea e di aver conquistato 300 chilometri quadrati di territorio ucraino nella prima metà di gennaio, avanzando nelle regioni di Donetsk e Zaporizhzhia.
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