di Federica Marengo venerdì 9 gennaio 2026

-Nonostante il cessate il fuoco, in vigore dal 10 ottobre scorso, proseguono i raid dell’esercito israeliano sulla Striscia. Secondo la Difesa Civile di Gaza, infatti, nella giornata di ieri, in attacchi su diverse aree della Striscia, sono state uccise 13 persone , tra cui 5 bambini.
In merito, l’Idf e l’agenzia di intelligence interna, Shin Bet, hanno fatto sapere di aver colpito nelle ultime ore obiettivi nel nord e nel sud di Gaza, in risposta a un razzo lanciato ieri da Gaza City che non ha raggiunto Israele, e di aver preso di mira i terroristi di Hamas e le infrastrutture terroristiche, tra cui proprio i siti di lancio dei razzi.
Intanto, in un’intervista ad Asharq Al-Awsat, un alto dirigente di Hamas ha espresso dubbi sull’intenzione che Israele mantenga il cessate il fuoco a Gaza e sul passaggio alla seconda fase dell’accordo, che prevede il ritiro da nuove aree del territorio e l’apertura del valico di Rafah, (su cui, al momento, vi è uno stallo per via del rifiuto di Hamas di disarmarsi e dei ritardi israeliani nella riapertura del valico di frontiera di Rafah tra Gaza e l’Egitto), confermando, però, che Hamas “rispetterà i propri impegni, tra cui la consegna del governo di Gaza a un’entità palestinese e la discussione su una formula specifica per le armi della resistenza”.
Inoltre, sempre Hamas, ha fatto sapere , tramite un suo esponente, di aver eletto un nuovo leader nella Striscia di Gaza e diversi componenti del suo ufficio politico e, che, per motivi di sicurezza, i nomi degli eletti non saranno resi noti prima dell’inizio della seconda fase dell’accordo di cessate il fuoco a Gaza.
Il Presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Mahmood Abbas, invece, ha dichiarato che il 2026 sarà “l’anno della democrazia palestinese”, riferendosi anche alle elezioni municipali in Cisgiordania, fissate in aprile. A maggio, poi, dovrebbe svolgersi l’ottava Conferenza generale di al Fatah in cui sarà stabilita “una data appropriata” per le elezioni presidenziali, che Abbas si è impegnato a far svolgere entro un anno dalla fine delle ostilità nella Striscia di Gaza.
Continuano poi le tensioni e gli attacchi israeliani anche sul Libano, dove l’esercito di Tel Aviv ha annunciato di aver effettuato attacchi contro Hezbollah in “diverse zone”, in seguito all’annuncio di Beirut , ieri, del completamento della prima fase del disarmo di Hezbollah, ritenuto , però, da Tel Aviv, “insufficiente”.
Pertanto, le forze armate israeliane hanno colpito in Libano depositi di armi e un sito di produzione di armamenti, utilizzati per il ripristino e il rafforzamento militare di Hezbollah.
Tuttavia, la Presidente della Commissione Ue, von der Leyen, in visita in Siria e in Libano con il Presidente del Consiglio Ue, Costa, riguardo alla situazione in Libano, ha dichiarato: “Il cessate il fuoco tra Libano e Israele deve essere pienamente rispettato da tutte le parti, la sovranità e l’integrità territoriale del Libano devono essere tutelate ed è fondamentale garantire che Hezbollah sia completamente disarmata. Pertanto, accolgo con grande favore il vostro annuncio di ieri riguardo al completamento della prima fase del vostro piano di disarmo a sud del fiume Litani e accolgo altresì gli sforzi del Libano per impegnarsi in un dialogo con Israele”.
Secondo un comunicato del ministero degli Affari esteri libanesi, il ministro degli Esteri libanese Youssef Raggi, nel corso dell’incontro con l’omologo iraniano, Abbas Araghchi, in visita in Libano nelle ultime 24 ore, per incontrare anche il Presidente Aoun, ha invitato quest’ultimo a trovare “un nuovo approccio” per risolvere il problema del disarmo di Hezbollah, sostenuta da Teheran.
Al contempo, tensioni e scontri tra coloni israeliani e palestinesi continuano ad essere registrati in Cisgiordania, dopo che il governo di Israele ha pubblicato un bando per gli insediamenti illegali vicino a Gerusalemme ,che di fatto dividerebbero in due la Cisgiordania e la cui costruzione potrebbe iniziare entro la fine di gennaio.
Al riguardo, secondo un rapporto dell’Alto Commissariato Onu per i Diritti umani, Israele starebbe violando il diritto internazionale che impone agli Stati di proibire e sradicare la segregazione razziale e l’apartheid.
Un portavoce del ministero degli Esteri tedesco, ha fatto sapere che la Germania ha chiesto a Israele di fermare il progetto di insediamento E1, in quanto aumenterebbe l’instabilità in Cisgiordania e nelle aree circostanti.
Nel frattempo, l ‘ex inviato delle Nazioni Unite, Mladenov, che dovrebbe contribuire a guidare il Consiglio di pace per Gaza del Presidente USA Trump e, che dovrebbe comprendere anche funzionari degli alleati degli Stati Uniti in Europa e Medio Oriente e supervisionare un comitato di tecnocrati palestinesi, ha incontrato nella città occupata di Ramallah, in Cisgiordania, un alto funzionario dell’Autorità palestinese, in vista dell’annuncio della composizione del Consiglio di pace, che dovrebbe avvenire entro gennaio e che segna il passaggio alla seconda fase dell’accordo , insieme con il dispiegamento, ancora da concordare, delle forze di pace.
I due, quindi, hanno discusso “della situazione nella Striscia di Gaza, delle modalità per passare alla seconda fase e dei meccanismi per attuare il piano di Trump)”.
Mladenov ha incontrato anche il Premier israeliano Netanyahu e alcuni dei suoi principali consiglieri a Gerusalemme , incontro nel quale Netanyahu ha ribadito la posizione di Tel Aviv , secondo cui Hamas deve essere disarmato e Gaza smilitarizzata, in linea con il piano di Trump, e che Israele respinge qualsiasi coinvolgimento di Hamas, che governava Gaza prima della guerra, così come si oppone al governo dell’Autorità Palestinese.
In Vaticano, Papa Leone XIV, in un passaggio del Suo discorso di auguri per il nuovo anno rivolto ai componenti del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, ha dichiarato: “In Terra Santa ,nonostante la tregua annunciata in ottobre, la popolazione civile continua a sopportare una grave crisi umanitaria, aggiungendo ulteriori sofferenze a quelle già subite. “La Santa Sede è particolarmente attenta a ogni iniziativa diplomatica volta a garantire ai palestinesi nella Striscia di Gaza un futuro di pace e giustizia duratura nella propria terra, così come all’intero popolo palestinese e all’intero popolo israeliano. In particolare, la soluzione dei due Stati rimane la prospettiva istituzionale per soddisfare le legittime aspirazioni di entrambi i popoli; eppure, purtroppo, è stato registrato un aumento della violenza in Cisgiordania contro la popolazione civile palestinese, che ha il diritto di vivere in pace nella propria terra”.
Quanto alla situazione in Siria, dove non è stato raggiunto l’accordo sulle modalità di ingresso delle forze curde nell’esercito di Damasco, dopo gli scontri ad Aleppo tra l’esercito siriano governativo, guidato dal Presidente ad interim , Al Sharaa e le forze curde (Fds-Forze democratiche siriane) che controllano il nord-est del Paese, che ha causato la morte di 16 persone e 140 mila sfollati, un alto funzionario dell’amministrazione locale curda, ha affermato all’AFP che, nonostante le violenze tra le due parti ad Aleppo (nord), “I curdi rimangono determinati a rispettare gli accordi conclusi con Damasco”.
Tuttavia, secondo i media locali, l’esercito siriano avrebbe dichiarato di aver preso di mira alcune zone di Sheikh Maksoud, ad Aleppo, e avrebbe esortato i residenti ad abbandonare la città, dopo che i gruppi curdi hanno rifiutato i termini del cessate il fuoco posti da Damasco, che richiede loro di ritirarsi dalla città.
Dalla Turchia, il ministro della Difesa turco, Güler , ha fatto sapere che Ankara ha “accolto con favore l’operazione dell’esercito siriano contro i combattenti curdi ad Aleppo”, ribadendo il sostegno a “un unico Stato, un unico esercito, nonché l’unità e l’integrità territoriale della Siria”.
La Presidente della Commissione Ue, von der Leyen, in visita in Siria e in Libano con il Presidente del Consiglio Ue, Costa, ha annunciato per Damasco lo stanziamento di un pacchetto da 620 milioni di euro per il 2026 e 2027 in aiuti alla popolazione ,in modo da ricostruire i servizi essenziali, come parte della proposta di una nuova cooperazione economica tra l’Ue e la Siria e ha chiesto d’iniziare a discutere la riapertura dell’accordo di cooperazione, così che Damasco possa nuovamente avere accesso al mercato europeo.
Il Presidente del Consiglio europeo, Costa, in un post social, ha scritto: “A Damasco per incontrare il Presidente Al-Sharaa, insieme alla Presidente von der Leyen. Dopo molti anni di guerra e sofferenza, la caduta del regime di Assad ha finalmente offerto una speranza al popolo siriano. Siamo qui oggi per mostrare il sostegno continuo dell’Ue alla Siria. C’è ancora una lunga strada da percorrere, ma avete già compiuto i primi passi”.
Infine, in Iran, sale ad almeno 45 morti il bilancio delle proteste contro il governo, innescate dal caro vita, in corso da dodici giorni, estesesi a tutto il territorio della Repubblica Islamica.
La Guida suprema dell’Iran, Ali Khamenei, in un discorso alla Tv di Stato, ha accusato gli iraniani di volere compiacere Donald Trump e ha affermato che il presidente statunitense verrà abbattuto, accusandolo di avere ordinato gli attacchi durante la guerra dei 12 giorni tra Israele e Iran in giugno.
©Riproduzione riservata