di Federica Marengo venerdì 29 agosto 2025

-All’indomani dell’attacco russo con droni e missili su diverse zone residenziali e condomini della capitale Kiev, che ha causato la morte di 23 persone, tra cui 4 bambini e decine di feriti e, nel quale sono stati colpiti e danneggiati anche edifici che ospitano la delegazione Ue e il British Council, il Presidente ucraino Zelensky ha fatto sapere ,via social, che otto persone risultano ancora disperse e ha ribadito agli alleati la richiesta di “forti sanzioni contro la Russia per costringerla a cessare i bombardamenti e porre fine alla guerra “.
Successivamente , in una conferenza stampa, trasmessa in diretta televisiva, Zelensky ha riferito di avere concordato con gli alleati fino la scadenza del 1° settembre perché la Russia dia segno di essere interessata a un incontro bilaterale e che se il Presidente Putin non dovesse accettare , si aspetta una reazione internazionale.
Poi, ha parlato delle garanzie di sicurezza, affermando che le discussioni dei partner di Kiev al riguardo dovrebbero essere “urgentemente elevate a livello di leader” e che quanto verrà concordato dovrà essere poi ratificato dai Parlamenti nazionali.
Zelensky ha poi fatto sapere che la Russia ha concentrato fino a 100.000 soldati vicino a Pokrovsk, città chiave dell’Ucraina orientale, in un momento in cui le trattative internazionali per la pace sembrano in stallo, auspicando che “funzioni più rapidamente il programma che prevede l’acquisto di armi americane da parte degli europei per poi fornirle a Kiev”.
Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha, invece, tramite post social, ha fatto sapere che nelle prossime ore, su richiesta dell’Ucraina, si terrà una riunione del Consiglio di Sicurezza , sottolineando: “La riunione è in risposta a un’altra massiccia ondata di attacchi missilistici e droni russi su Kiev e altre città ucraine. Invitiamo i membri del Consiglio di Sicurezza a utilizzare questa riunione per esprimere sostegno all’Ucraina di fronte al terrorismo russo e aumentare la pressione sull’aggressore russo. Solo la pressione, comprese nuove dure sanzioni, può costringere Mosca a smettere di imitare la diplomazia e a impegnarsi in sforzi significativi per porre fine alla guerra”.
Intanto, l’Ue e la Gran Bretagna hanno protestato con Mosca per i raid nei quali sono stati colpiti anche dei rispettivi edifici e i vertici, sottolineando la necessità che la Russia smetta di uccidere e vada ai tavoli negoziali.
Inoltre, la Presidente della Commissione Ue, von der Leyen, che ha avuto un colloquio telefonico sia con il Presidente ucraino Zelensky che con il Presidente USA Trump, ha dichiarato che l’Ue eserciterà la massima pressione su Mosca con la presentazione del 19° pacchetto di sanzioni e che continuerà a sostenere l’Ucraina anche attraverso l’utilizzo dei beni russi congelati per contribuire alla sua difesa e alla sua ricostruzione.
Sempre la Presidente von der Leyen, nella giornata di oggi, si è recata nei sette Stati membri al confine con Russia e Bielorussia , per “esprimere loro la piena solidarietà dell’Ue” e “condividere i progressi nell’ambito della costruzione di un’industria europea della difesa forte, in particolare attraverso lo strumento comune di difesa Safe”.
Proprio in Finlandia, in conferenza stampa congiunta con il Premier Petteri Orpo, la Presidente von der Leyen ha dichiarato: “La Finlandia ha sempre vissuto accanto a un vicino pericoloso e imprevedibile. Putin non è cambiato, è un predatore. Ed è stato impressionante per me sentire che il vostro confine con la Russia è lungo 1300 chilometri, ma voglio rassicurare la Finlandia che non si tratta solo del suo confine. Questo confine è anche un confine europeo e quindi è nostra responsabilità condivisa proteggerlo. I rischi da cui la Finlandia ha messo in guardia per anni si sono ora materializzati: la brutale guerra della Russia contro l’Ucraina è giunta al suo quarto anno. E’ ovvio che Putin non si fermerà qui”.
Ieri, nel corso di un incontro virtuale con il Presidente polacco Karol Nawrocki e i leader di Estonia, Lettonia, Lituania e Danimarca, organizzato in Polonia, il Presidente Zelensky ha affermato che è importante definire chiaramente le garanzie di sicurezza per l’Ucraina come parte di un piano per garantire un accordo di pace con la Russia dopo tre anni e mezzo di guerra e ha chiesto ai leader di definire il proprio ruolo, ovvero in che modo potranno partecipare esattamente.
L’Alta rappresentante Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, nel frattempo, dopo il veto posto dall’Ungheria a una nota congiunta di condanna all’attacco russo, ha pubblicato una sua dichiarazione sostenuta da 26 Stati membri, nella quale si legge: “I recenti attacchi della Russia a Kiev e ad altre città ucraine rappresentano una deliberata escalation e minano gli sforzi verso la pace. La Russia deve porre fine alle uccisioni e dimostrare una sincera volontà di pace: gli attacchi intenzionali contro civili e obiettivi non militari sono crimini di guerra”.
L’Alta rappresentante Ue, Kallas ha anche dichiarato che i ministri della difesa dell’Unione Europea , in una riunione nella capitale danese Copenaghen, hanno espresso “ampio sostegno all’espansione della missione di addestramento militare del blocco per operare all’interno dell’Ucraina come parte delle garanzie di sicurezza in caso di cessate il fuoco” , che “i ministri hanno discusso il ruolo dell’UE nelle garanzie di sicurezza per l’Ucraina” e che “l’Europa pagherà interamente la sua parte”, spiegando: “Tali garanzie hanno lo scopo di rafforzare le difese dell’Ucraina e dissuadere la Russia da qualsiasi attacco futuro. Accolgo con favore l’ampio sostegno espresso oggi per l’estensione del mandato della missione militare dell’UE al fine di fornire addestramento e consulenza all’interno dell’Ucraina dopo un eventuale armistizio. Siamo il principale fornitore di addestramento alle forze armate ucraine. Finora abbiamo addestrato oltre 80.000 soldati e dobbiamo essere pronti a fare di più. I ministri hanno chiarito che le garanzie di sicurezza per l’Ucraina devono essere solide e credibili”.
Parigi e Berlino, in un comunicato congiunto, diramato al termine di un Consiglio dei ministri franco-tedesco , tenutosi nel sud della Francia, hanno annunciato che forniranno ulteriori sistemi di difesa antiaerea all’Ucraina, “alla luce dei massicci attacchi russi sul Paese nelle ultime settimane”, in quanto: “Nonostante gli intensi sforzi diplomatici, la Russia non mostra alcuna intenzione di fermare la sua guerra di aggressione contro l’Ucraina”.
Il Presidente francese Macron ,nella conferenza stampa congiunta a Tolone, al termine del suddetto Consiglio dei ministri congiunto Francia-Germania, ha detto che, così come il cancelliere tedesco Merz, parlerà anch’egli, separatamente, con il Presidente USA Trump, nel fine settimana, evidenziando: “Continueremo ad esercitare pressioni per imporre ulteriori sanzioni alla Russia, da parte nostra, e noi siamo pronti, ma anche da parte degli Stati Uniti, per costringere la Russia a tornare al tavolo dei negoziati sulla guerra in Ucraina. I prossimi giorni saranno determinanti, affinché Mosca di segnali della sua volontà di mettere fine al conflitto, come auspica il presidente americano, Donald Trump.
Infine, Macron ha affermato che se Vladimir Putin non incontrerà il suo omologo ucraino, Volodymyr Zelensky, entro lunedì, come richiesto da Donald Trump, “significherà che il Presidente Putin ha giocato con il Presidente Trump” e questo “non può restare senza risposta”.
Quanto all’Italia, come si legge in a nota di Palazzo Chigi, ieri, si è svolta una riunione convocata dalla Presidente del Consiglio, Meloni, a cui hanno preso parte il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Tajani, il Vice Presidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Salvini e il Ministro della Difesa Crosetto, “per fare il punto sul possibile percorso negoziale per la pace in Ucraina a seguito dei recenti colloqui alla Casa Bianca e che , nella riunione, “ Sono state approfondite le opportunità di dialogo verso una pace giusta, che si sono dischiuse nelle ultime settimane. Si tratta di un percorso la cui chiave di volta è costituita da robuste e credibili garanzie di sicurezza per l’Ucraina, da elaborare insieme agli Stati Uniti e ai partner europei e occidentali”.
Nella nota , Palazzo Chigi sottolinea anche che: “ L’Italia sta fornendo un contributo alla loro definizione con la proposta di un meccanismo difensivo di sicurezza collettiva ispirato all’articolo 5 del Trattato di Washington” e che “È stato inoltre ribadito come non sia prevista alcuna partecipazione italiana a un’eventuale forza multinazionale da impegnare in territorio ucraino, mentre sono al vaglio ipotesi di monitoraggio e formazione al di fuori dei confini ucraini solo una volta raggiunta la cessazione delle ostilità”.
Il Presidente USA, Trump, invece, ha approvato la vendita di armi a Kiev per 825 milioni di dollari e il Vicepresidente Usa Jd Vance in un’ intervista a Usa Today, nella quale si è rammaricato per l’incontro nello Studio Ovale in cui il Presidente ucraino Zelensky è stata attaccato, ha detto: “Ovviamente vogliamo proteggere l’integrità territoriale dell’Ucraina. Non vogliamo che la Russia conquisti l’intero Paese. Volevo che ci fosse una lite pubblica nello Studio Ovale? Non necessariamente, ma credo che abbia avuto uno scopo. Penso che abbia effettivamente chiarito alcuni dei veri problemi di disaccordo tra la parte statunitense e quella ucraina? Sì, e penso che sia stato utile per il popolo americano vederlo, e credo che continueremo ad avere queste conversazioni. L’amministrazione è piuttosto allineata con Zelenskyy sul suo obiettivo di garantire la pace, nonostante alcuni disaccordi”.
Il capo dell’ufficio del Presidente ucraino Andriy Yermak ha incontrato a New York l’inviato speciale del Presidente USA, Witkoff, e, in un post social, ha scritto in merito al colloquio avuto con quest’ultimo: “La priorità principale è promuovere una vera diplomazia e garantire l’attuazione di tutti gli accordi raggiunti al vertice di Washington. Stiamo coordinando i nostri sforzi. Siamo aperti a negoziati diretti a livello di leader e siamo pronti a discutere la più ampia gamma di questioni. Kiev, accoglie con favore tutte le iniziative di pace Usa ma purtroppo ciascuna di esse viene bloccata dalla Russia. All’inizio del colloquio ho informato gli Usa dei crimini di guerra che la Russia sta commettendo contro le città pacifiche dell’Ucraina. In particolare, ho parlato del massiccio attacco a Kiev, in cui sono morte 23 persone, tra cui quattro bambini e ho richiamato l’attenzione sul fatto che Mosca non sta facendo quanto necessario per porre fine alla guerra e sta prolungando le operazioni militari”.
A Mosca, che , nelle ultime ore , in merito al raid su Kiev, ha dichiarato, tramite il ministero della Difesa, di aver lanciato un “attacco coordinato” contro “aziende del complesso militare-industriale e basi aeree militari ucraine”, il portavoce del Cremlino Peskov, nella consueta conferenza stampa, ha ammesso lo stallo nei negoziati: “Il Presidente russo Vladimir Putin non esclude la possibilità di incontrare l’omologo ucraino Vladimir Zelensky, ma ritiene che qualsiasi incontro al vertice debba essere ben preparato, in modo da poter finalizzare i risultati che devono essere preliminarmente realizzati a livello di esperti. Tuttavia, per ora non si può dire che il lavoro degli esperti sia frenetico”. Tutte le nostre posizioni sono state comunicate. I punti principali sono stati trasmessi per iscritto alla parte ucraina. Ora è necessario discuterne. Ecco come stanno le cose al momento”.
La portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, in un punto stampa, sul tema delle garanzie di sicurezza richieste da Kiev, ha detto che : “Le proposte relative alle garanzie di sicurezza per l’Ucraina devono tenere conto delle preoccupazioni della Russia”, sottolineando: “ Le garanzie di cosiddetta sicurezza di cui si sta discutendo in Europa, basate sui rudimenti del pensiero coloniale, non sono ciò che sembrano. Portano al degrado della stabilità strategica a livello regionale e globale. Bisogna comprendere che fornire garanzie di sicurezza non è una condizione, ma il risultato di una soluzione pacifica basata sull’eliminazione delle cause profonde della crisi in Ucraina, che a sua volta garantirà la sicurezza del nostro Paese. Nel dettaglio, gli obiettivi con cui Mosca partecipa ai colloqui sono: la smilitarizzazione, la denazificazione, lo status neutrale di non allineato e libero dal nucleare dell’Ucraina, il riconoscimento delle realtà territoriali, la garanzia dei diritti della popolazione russa di lingua russa, la fine della persecuzione dell’Ortodossia canonica. Pertanto, la base delle garanzie di sicurezza dovrebbe essere il raggiungimento di una comprensione comune che tenga conto degli interessi di sicurezza della Russia e non il desiderio di trasformare l’Ucraina in una sorta di animale: renderla un provocatore strategico ai confini russi aumenta il rischio di coinvolgimento dell’alleanza Nato in un conflitto armato con il nostro Paese”.
Poi, alla domanda se la Russia e gli USA intendano prorogare o sostituire l’ultimo accordo nucleare ,il New START, in scadenza il prossimo febbraio, la portavoce del ministero degli Esteri russo Zakharova ha detto che il principale ostacolo alla cooperazione con gli Stati Uniti in materia di controllo delle armi nucleari è la necessità di ricucire i rapporti tra i due Paesi e che Mosca adeguerà il proprio approccio all’evolversi della situazione.
In merito, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di voler avviare colloqui sulla denuclearizzazione con la Russia e la Cina e di aver già discusso l’argomento con il Presidente russo Putin durante il loro incontro in Alaska del 15 agosto.
Il Presidente Putin, intanto, si è recato in Cina, dove rimarrà fino al 3 settembre per tenere diversi incontri bilaterali in occasione del vertice dell’Organizzazione della cooperazione di Shanghai e delle celebrazioni per la fine della Seconda guerra mondiale.
Putin, secondo quanto riferito dal consigliere del Cremlino, Ushakov, incontrerà il Presidente cinese Xi Jinping, il Presidente iraniano Massud Pezeshkian , il Presidente turco Erdogan e il Premier indiano Modi, mentre è in fase di preparazione anche un incontro con il leader nordcoreano Kim Jong-un.
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