di Federica Marengo giovedì 20 marzo 2025

-Ieri, la Presidente del Consiglio Meloni ha tenuto anche alla Camera, come al Senato, la replica alle sue Comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 20 e del 21 marzo.
Poi, si è proceduto alle dichiarazioni di voto e alla votazione, con il via libera (188 voti a favore, 125 contrari e 9 astenuti) alla risoluzione della maggioranza e a parti delle 6 risoluzioni presentate dai partiti d’opposizione.
La risoluzione di maggioranza, nella parte dedicata alla guerra in Ucraina, in merito alle iniziative per il raggiungimento della pace, impegna il Governo a “continuare a sostenere l’Ucraina per tutto il tempo necessario, fermo restando l’auspicio di una rapida conclusione dei negoziati di pace” e “a lavorare con l’Unione europea , con gli USA e con i tradizionali alleati per arrivare a una pace basata sui principi della Carta delle Nazioni Unite e sul diritto internazionale, assieme all’Ucraina e ai partner internazionali”.
La maggioranza ha chiesto all’Esecutivo di lavorare anche “ per realizzare una politica di difesa che rinforzi le capacità operative degli Stati nazionali europei nel quadro dell’Alleanza Nato, in un contesto geopolitico in cui si registrano fortissime tensioni e conseguenti pericoli; obiettivo che si potrà raggiungere anche tramite l’introduzione di piani di garanzia pubblica per il finanziamento degli investimenti sia nell’industria della difesa sia nei settori tecnologici , logistici e infrastrutturali, così come proposto dall’Italia in sede Ecofin l’11 marzo scorso”.
A seguire, dopo il suo intervento alla Camera, la Premier Meloni si è recata al Quirinale con i ministri competenti per il consueto pranzo di lavoro che precede il Consiglio Europeo.
In serata, poi, la Presidente del Consiglio è arrivata a Bruxelles dove ha avuto un incontro con la Presidente del Parlamento Ue Metsola, nel quale, come riportato da Palazzo Chigi in una nota, vi è stato “uno scambio di opinioni sui temi in agenda del Consiglio Ue e del Vertice euro, a partire dagli ultimi sviluppi in Ucraina e in Medio Oriente”. Inoltre, “particolare attenzione è stata riservata al rilancio della competitività”.
Al termine del colloquio, la Presidente dell’Europarlamento Metsola, in un post social, ha scritto: “Con l’Italia, un’Europa più forte. Grazie Giorgia Meloni per la discussione molto costruttiva di stasera. Avanti insieme”.
Stamane , invece, prima dell’inizio dei lavori del Consiglio, la Premier Meloni ha partecipato al pre-vertice dell’Ecr (il partito dei Conservatori e Riformisti Europei) e ha tenuto una serie di incontri con il Premier della Repubblica Ceca Fiala, con il Premier belga De Wever e con l’ex Premier polacco, ora Presidente del partito dei Conservatori e Riformisti europei, Morawiecki.
Tra i colloqui pre-Consiglio, anche quello con la Presidente della Commissione Ue, von der Leyen, con cui, come riportato da Palazzo Chigi in un nota, ha approfondito i temi all’ordine del giorno del Vertice, “a partite dal rilancio della competitività e dal rafforzamento della difesa in tutti i suoi ambiti, concentrandosi in particolare sugli aspetti relativi al finanziamento degli investimenti”, riguardo cui “la Presidente Meloni ha ribadito la necessità di porre l’accento sulla partecipazione del capitale privato, per esempio attraverso il modello InvestEu, come proposto da parte italiana e su strumenti europei davvero comuni che non pesino direttamente sul debito degli Stati”.
La stessa Presidente della Commissione Ue von der Leyen ha partecipato poi alla riunione informale sulla gestione del fenomeno migratorio presieduto dalla Presidente del Consiglio, Meloni, dalla Premier danese Mette Frederiksen e dal Premier olandese, Dick Schoof, con la partecipazione “degli Stati membri più interessati al tema delle soluzioni innovative da applicare alla gestione del fenomeno migratorio e in particolare al rafforzamento del quadro legale in materia di rimpatri”, quali: Austria, Belgio, Cipro, Grecia, Lettonia, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Svezia e Ungheria.
Come si legge nella nota di Palazzo Chigi in merito, la Presidente Meloni: “Oltre a sostenere una pronta discussione e approvazione del provvedimento in Consiglio e in Parlamento europeo, ha auspicato, come anticipato dalla Presidente von der Leyen nella sua usuale lettera pre-Consiglio europeo, rapidi sviluppi anche in tema di lista europea di Paesi sicuri di origine e di anticipo di alcuni aspetti del Patto Migrazione e Asilo, a partire dal concetto di Paese sicuro di origine.
Nell’esprimere apprezzamento per il lavoro operativo e concreto portato avanti dalla Presidente von der Leyen, i leader presenti hanno concordato di continuare a mantenere uno stretto raccordo anche in vista del Consiglio europeo di giugno”.
Successivamente, iniziati i lavori del Consiglio Ue, sono state approvate da 26 capi di Stato e di Governo su 27 le conclusioni sull’Ucraina, nonostante il veto posto dal Premier ungherese Orban (che si è detto a favore del piano di riarmo europeo , ma non a favore del piano Kallas di aiuti militari all’Ucraina), nelle quali è stato ribadito il sostegno politico e militare a Kiev, sottolineando in un passaggio: “L’Unione Europea mantiene il suo approccio di ‘pace attraverso la forza’, che richiede all’Ucraina diessere nella posizione più forte possibile, con le sue solide capacità militari e di difesa come componente essenziale. In linea con questo approccio, l’Ue rimane impegnata, in coordinamento con i partner e gli alleati che condividono lo stesso approccio, a fornire un ulteriore sostegno globale all’Ucraina e al suo popolo, nell’esercizio del suo diritto intrinseco all’autodifesa contro la guerra di aggressione della Russia”.
I Capi di Stato e di Governo hanno approvato il documento, dopo un confronto con il Presidente ucraino Zelensky e dopo aver parlato della situazione sul campo e dello stato di avanzamento dei colloqui guidati dagli Stati Uniti, concordando sul fatto che “al momento non siano in corso veri e propri negoziati” e confrontandosi “sui modi migliori per influenzare questo processo”.
La Vicepresidente della Commissione Ue a Alta rappresentante per la Politica estera Kallas ha confermato la rimozione del principio della proporzionalità dei contributi al suo piano di aiuti militari a Kiev rispetto al Pil dei Paesi partecipanti, benché su base volontaria, e la rimodulazione dello stanziamento da 40 miliardi di euro per il 2025 a 5 miliardi destinati alle munizioni di artiglieria.
Nella lettera ai 27 , l’Alta rappresentate Kallas ha sottolineato : “Sulle modalità concrete , i nostri team continueranno le discussioni in vista del Consiglio informale Difesa del 2-3 aprile. Questa quantità di munizioni (due milioni) è disponibile sul mercato e può essere consegnata nel 2025: l’Ucraina conta su di noi per agire”.
A tal proposito, il Presidente ucraino Zelensky, nel suo intervento al Consiglio Europeo, riportato in un post sui social, ha detto: “È necessario che il vostro sostegno all’Ucraina non diminuisca, ma continui e cresca. Ciò vale in particolar modo per la difesa aerea, l’assistenza militare e la nostra resilienza complessiva. Abbiamo bisogno di fondi per i proiettili di artiglieria e saremmo molto grati se l’Europa ci fornisse il prima possibile un sostegno di almeno 5 miliardi di euro. Sono necessari investimenti nella produzione di armi sia in Ucraina che nei vostri Paesi. L’Europa ha bisogno di indipendenza tecnologica, anche nella produzione di armi. Tutto ciò che serve per proteggere il Continente deve essere prodotto qui, in Europa. Dobbiamo lavorare insieme su questo”.
ll Presidente Zelensky,poi, parlando del piano ReArmEu, ha sottolineato: “Sarebbe giusto che il programma ReArm Europe iniziasse a funzionare il prima possibile. L’Ucraina ha una tecnologia efficace e moderna, soprattutto nei droni e nella guerra elettronica, che può giovare a tutta l’Europa e ai nostri partner globali”.
I lavori del Consiglio Europeo sono stati interrotti dal pranzo di lavoro con il Segretario generale delle Nazioni Unite, Guterres, nel quale , secondo fonti Ue, quest’ultimo, auspicando che l’eventuale cessate il fuoco in Ucraina apra la strada a una pace giusta, ovvero che rispetti la Carta delle Nazioni Unite, il diritto internazionale e le risoluzioni del Consiglio di sicurezza, in particolare sull’integrità territoriale dell’Ucraina, ha parlato: “dell’attuale contesto geopolitico, delle sfide che il multilateralismo deve affrontare, comprese quelle finanziarie, e ha ringraziato l’Ue per il suo forte attaccamento all’Onu e ai principi del diritto internazionale”.
Alla ripresa dei lavori, i 27 capi di Stato e di Governo si sono confrontati anche sul tema della guerra in Medio Oriente, alla luce della recente interruzione della tregua a Gaza e della ripresa degli attacchi dell’esercito israeliano sulla Striscia e del rifiuto di Hamas di liberare gli ostaggi rimasti.
Al riguardo, nella parte dedicata delle conclusioni ,si legge che: “Il Consiglio europeo deplora la rottura del cessate il fuoco a Gaza, che ha causato un gran numero di vittime civili nei recenti attacchi aerei e deplora il rifiuto di Hamas di consegnare gli ostaggi rimasti. Il Consiglio europeo chiede un immediato ritorno alla piena attuazione dell’accordo di cessate il fuoco e rilascio degli ostaggi. Sottolinea la necessità di progredire verso la sua seconda fase, in vista della sua piena attuazione che porti al rilascio di tutti gli ostaggi e alla fine definitiva delle ostilità. Il Consiglio europeo ricorda l’importanza di un accesso senza ostacoli e di una distribuzione sostenuta di assistenza umanitaria su larga scala all’interno e in tutta Gaza. Tale accesso e distribuzione, nonché la fornitura di elettricità a Gaza, anche per gli impianti di desalinizzazione dell’acqua, devono essere ripresi immediatamente”.
Al centro del Consiglio anche il tema del rafforzamento della difesa e del rilancio della competitività dell’Unione. Quanto alla difesa, all’indomani della pubblicazione del Libro bianco e delle proposte presentate dalla Commissione europea, il ReArm Eu e il Readiness 2030, i 27 capi di Stato e di governo daranno formalmente il via libera agli strumenti previsti dal piano, tra cui: lo stop al Patto di Stabilità per le spese sulla difesa, lo strumento Safe, per poter richiedere 150 miliardi di prestiti e i finanziamenti della Banca europea per gli investimenti.
Intanto, a Roma, sul fronte dei lavori parlamentari, via libera della Camera con 140 voti favorevoli, 91 contrari e 3 astenuti al ddl recante misure urgenti per assicurare la continuità produttiva ed occupazionale degli impianti ex Ilva e con 147 voti a favore , 67 contrari e 1 astenuto alla proposta di legge recante modifiche alla disciplina in materia di durata delle operazioni di intercettazione.
Infine, approvata la mozione di maggioranza concernente iniziative in merito alla situazione nelle carceri.
Al Senato, invece, via libera con 85 voti favorevoli, 42 contrari e nessun astenuto, al ddl delega al Governo , collegato alla Manovra, sull’Intelligenza artificiale , che ora passa all’esame della Camera.
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