di Federica Marengo venerdì 3 giugno 2022

-Nel centesimo giorno di guerra in Ucraina, gli attacchi da parte delle forze russe hanno continuato a concentrarsi nella regione nord orientale del Donbass, dove l’esercito di Mosca controlla al 90% il territorio di Lugansk. A Severodonetsk, però, nelle ultime ore, sono stati registrati alcuni successi delle truppe ucraine, ma le forze russe non arrestano l’avanzata e due giornalisti della Reuters sono stati feriti e il loro autista ucciso.
Tuttavia, i successi delle forze di Mosca si registrano dal Nord Ovest al Sud del Paese, conquistato per un quinto, pari al 20% del territorio. Sotto attacco, infatti, le città di Kharkiv e Chernihiv, ma anche Kherson, Zaphorizhyia e Mariupol, dove , per la mancanza di acqua e di elettricità e, per le scarse condizioni igieniche, è stata dichiarata dalle autorità locali la condizione di catastrofe umanitaria.
Infine, secondo fonti dell’intelligence ucraina, Vladimir Putin avrebbe sollevato dall’incarico il generale Aleksander Dvornikov, da aprile alla guida delle truppe impegnate in Ucraina.
Intanto, il Presidente ucraino Zelensky, nel suo consueto videomessaggio alla popolazione, pubblicato sui suoi account Social, facendo il punto sui cento giorni di guerra, ringraziando per l’ulteriore aiuto in armi degli USA e, dicendosi sicuro di vincere , ha evidenziato come l’Ucraina resista, malgrado le perdite, sebbene per l’Onu: “La guerra in Ucraina non avrà vincitori, ma solo vite, case, lavoro e prospettive perse”.
Da Mosca, invece, il Vicepresidente del Consiglio di Sicurezza, Medvedev, in una intervista ad Al Jazeera ,riportata dall’agenzia russa Tass, ha dichiarato: “Mosca colpirà mortalmente i centri decisionali se Kiev utilizzerà le armi ricevute dagli Stati Uniti contro i territori russi. Se queste tipo di armi verranno utilizzate contro i territori russi, le forze armate del nostro Paese non avranno altra scelta che agire per sconfiggere i centri decisionali. Il nostro Paese non si è mai escluso dai contatti internazionali. Siamo pronti a parlare. La Russia, è pronta a condurre un dialogo su qualsiasi questione, ma deve essere basato sul rispetto, deve tenere conto della sovranità e delle preoccupazioni russe” e “cercare di fornire una sicurezza indivisibile”, mentre il portavoce del Cremlino, Peskov, ha fatto sapere che: “La Russia ha ottenuto alcuni risultati nella sua operazione militare speciale in Ucraina e continuerà fino al raggiungimento di tutti gli obiettivi. Un buon numero di località sono state liberate dalle forze armate ucraine filo-naziste e la gente può iniziare a riportare la propria vita alla normalità. Questi sforzi continueranno fino al raggiungimento di tutti gli obiettivi dell’operazione militare speciale”.
Inoltre, la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, in riferimento a quanto affermato dal cancelliere tedesco Olaf Scholz, che ha parlato di un importante rafforzamento delle forze armate germaniche, ha sottolineato come la Federazione Russa “stia monitorando il riarmo e un possibile aumento delle dimensioni delle forze armate tedesche”, in quanto , le affermazioni del Cancelliere “confermano che la Germania ha intrapreso una rimilitarizzazione forzata del suo Paese. Purtroppo, tutti sanno bene dalla storia come ciò possa finire. Seguiremo da vicino l’annunciato riarmo e un eventuale aumento delle dimensioni delle forze armate tedesche, tenendo conto dei suoi obblighi legali internazionali sulla moderazione nella sfera militare”.
Nel frattempo, il Presidente russo Putin ha incontrato il Presidente senegalese Macky Sall, leader dell’Unione Africana, per discutere del blocco dei porti ucraini e delle esportazioni di grano, colloquio nel corso del quale , Sall ha affermato che l’Africa è “vittima” del conflitto in Ucraina a causa degli effetti sugli approvvigionamenti di cereali e ha chiesto a Putin di “rendersi conto che Africa e Russia, anche se sono lontane dal teatro di guerra, sono vittime a livello economico della guerra. Il leader dell’Unione Africana , ha poi dichiarato che le forniture alimentari devono essere fuori dal sistema di sanzioni occidentali.
A tal proposito, secondo quanto riportato dal Guardian e dall’agenzia bielorussa Belta, il Presidente bielorusso, Alexander Lukashenko nel corso di una telefonata con il segretario Onu, Guterres, avrebbe detto che Minsk è pronta a discutere del possibile transito del grano ucraino attraverso la Bielorussia, con alcuni “compromessi” e che “Se si creassero le condizioni per il transito del grano ucraino, i porti lo gestiranno”.
Sulla questione, è poi tornato anche il Presidente Putin, il quale, in un’intervista televisiva rilanciata dall’agenziaRia Novosti, ha detto: “Sono in atto tentativi di fare della Russia il capro espiatorio della crisi alimentare globale, ma non è Mosca a bloccare le esportazioni di grano dai porti ucraini. La situazione peggiorerà, perché gli inglesi e gli americani hanno imposto sanzioni sui nostri fertilizzanti. Allo stesso tempo, il capo del Cremlino ha annunciato che la Russia aumenterà il suo export di grano fino a 50 milioni di tonnellate. L’Occidente si esaurirà nella lunga guerra di attrito in Ucraina. L’esitazione di alcuni Paesi europei, vale a dire l’Ungheria, è una indicazione della prossima perdita di concentrazione dei Paesi per contrastare l’invasione russa dell’Ucraina, in modo particolare con l’aumento globale dei prezzi dell’energia”.
Quanto alla UE, il Consiglio europeo, nella mattinata di oggi, dopo l’accordo raggiunto con l’Ungheria sull’eliminazione dalla lista nera delle personalità da sanzionare del patriarca russo Kirill, chiesta dal Presidente ungherese Orban, ha adottato formalmente il sesto pacchetto di sanzioni a Mosca, che prevede l’embargo del petrolio russo con deroghe per il greggio in arrivo via oleodotti, l’esclusione dal sistema Swift di 4 banche russe e la sospensione delle trasmissioni UE per 3 tv statali russe e l’estensione delle misure restrittive a 65 persone e 18 entità.
Il varo di tale pacchetto che è stato pubblicato oggi nella Gazzetta ufficiale dell’Unione, è stato così commentato dall’Alto rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Josep Borrell: “Non può esserci impunità per i crimini di guerra. Aggiungiamo oggi alle nostre liste di sanzioni coloro che sono responsabili di aver consentito questa guerra ingiustificata e i crimini di guerra commessi a Bucha e Mariupol, aggiungendo più persone delle èlite militari ed economiche e quelle con stretti legami con il presidente Putin a sostegno della sua illegittima aggressione contro il popolo ucraino”, mentre il Presidente ucraino Zelensky ha espresso gratitudine , via social, sia alla Presidente della Commissione europea ,Ursula von der Leyen, che al Presidente del Consiglio Ue ,Charles Michel, per le decisioni a sostegno dell’Ucraina, evidenziando come le sanzioni comminate aumentino la pressione sulla Federazione russa, privandola dei profitti del petrolio e come l’abolizione di tariffe e quote sulle importazioni dall’Ucraina per un anno sostenga i produttori, i lavoratori agricoli e l’ economia ucraini.
Proprio la Presidente Von der Leyen, che oggi a Parigi ha incontrato il Presidente francese Macron, tramite social, ha scritto: ‘Cento giorni fa la Russia ha scatenato la sua guerra ingiustificata contro l’Ucraina. Il coraggio degli ucraini richiede il nostro rispetto e la nostra ammirazione. L’Ue è con l’Ucraina”.
Negli USA, invece, dopo l’invio in Ucraina di missili a medio raggio e l’annuncio di nuove sanzioni contro Mosca a carico di dirigenti governativi, oligarchi e società legate al Presidente Vladimir Putin e a settori chiave dell’economia, e delle limitazioni di accesso alla tecnologia ‘made in Usa per l’esercito russo, il Presidente Biden ha dichiarato: “E’ il loro territorio. Agli ucraini non dirò loro cosa devono fare e cosa non devono fare. Solo Kiev può decidere se cedere o meno parte del suo territorio per arrivare alla pace. A un certo punto, sembra che dovrà esserci un accordo fra Russia e Ucraina. Cosa comporterà, non sono in grado di dirlo”.
Quanto all’Italia, mentre il Premier Draghi è al lavoro su un nuovo provvedimento contenente il taglio delle accise e sul dossier PNRR, e , il Cremlino, tramite l’ambasciatore russo in Italia, Sergey Razov, ha fatto sapere che le relazioni con l’Italia si sono deteriorate non per scelta di Mosca, e che i punti del piano di pace presentato dal ministro degli Esteri Di Maio all’Onu, relativi all’appartenenza territoriale e allo status della Crimea e delle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk sono inaccettabili.
Proprio il titolare della Farnesina, ha avuto quest’oggi un colloquio telefonico con l’omologo ucraino Kuleba, nel quale ha ribadito il pieno sostegno dell’Italia all’Ucraina, e ha confermato il supporto a popolazione e ricostruzione del Paese, confermando l’impegno per sbloccare l’export del grano dall’Ucraina.
Sul fronte pandemia, secondo il monitoraggio settimanale dei dati elaborati da Ministero della Salute in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, prosegue la discesa dell’indice di contagio RT da 0,86 della scorsa settimana allo 0,82 attuale e dell’incidenza di casi per ogni 100 mila abitanti, scesa 207 da 261 di una settimana fa. In flessione, anche il tasso di occupazione degli ospedali e delle terapie intensive, passato, quest’ultimo, dal 2,6% al 2,3%.
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